martedì 25 marzo 2014

candy candy day (o per lo meno pomeriggio..)

Oggi, 25 marzo, è il Capodanno Pisano, a Pisa che si sa, siamo sempre stati avanti, tanto che tutti si sono sempre impegnati molto per farci restare indietro, da oggi a mezzogiorno è già 2015, ma non è di questo che ho voglia di scrivere. 
      Ieri pomeriggio eravamo soli soletti Nerone e io, tempo glaciale fuori, impegni stranamente nessuno, il mio Lui era alle prove. Facciamo dei dolcetti per cena e, visto che da un po' ne avevo voglia, decido di guardare il film di Candy Candy su youtube.
      Candy Candy è stata per me una scuola, né più né meno, una scuola che mi era affine, per temperamento (forse ribelle/melodrammatico)molto più di quella reale che frequentavo . Ovviamente poi gli insegnamenti ricevuti si sono manifestati più tardi e casualmente, qua e là, nel corso della mia vita. Ogni tanto ne viene fuori ancora uno.
     Due cose che posso dirvi sono che sicuramente grazie a questo cartone animato ho capito qualcosa sulla Prima Guerra Mondiale, quella che per l'infermiera Candy sarà la Grande Guerra, dato che alle scuole dell'obbligo che ho frequentato questa parte della Storia è sempre stata saltata a piè pari (quindi figuratevi il resto). 
     Altra cosa che ho imparato e fatta mia è di tutt'altro genere: GALATEO (questo sconosciuto, lo so e si vede...), ed è il non mangiare mai tutto quello che c'è nel piatto, non bere mai tutto il té o il caffé, ma lasciarne sempre un po' quando siamo a mangiare fuori o ospiti di qualcuno. La spiegazione potrebbe fermarsi all'etichetta pura e semplice, che come diceva Mamy a Rossella di "Via col vento" (che con Candy Candy un legame ce l'ha) mentre le stringeva il bustino "mangia, fai colazione, che altrimenti poi ti abbuffi e una vera signorina non si deve mai abbuffare in pubblico", ma c'è anche dell'altro... pensiamo a una tazza di te zuccherata, se beviamo tutto il té e poi magari restiamo lì a chiaccherare usando la tazza per scaldarci le mani, come ogni tanto facciamo d'inverno, poi i residui di zucchero seccheranno e sarà un problema per chi dovrà lavare le tazze. Lasciare un po' di liquido nel fondo della tazzina è un gesto di cortesia per chi poi dovrà rigovernarla (si, lo so che nel mondo civile- a cui ci tengo sempre meno di appartenere- si dice "fare i piatti" ma spero che la parola RIGOVERNARE non sia troppo truce per voi;)-
      Poi molte altre cose ho affrontato forse per la prima volta grazie a Candy Candy, che vedevo il pomeriggio alla televisione in bianco e nero di cucina, su qualche canale televisivo locale, con interruzzioni lunghissime (con dei veri e proprio tormentoni pubblicitari che rammento a memoria ancora oggi, tipo quella delle lavapavimenti industriali ROTOWASH...un vero e proprio incubo per tutti i bambini dei primi anni'80), tv in bianco e nero eppure di Candy ho ricordi solo a colori, o meglio COLORATI, perché lei era colorata nell'animo...come forse dovrebbero essere tutti i bambini e invece, anche quelli più "fortunati"sono tendono sempre più al grigio... Eppure hanno una famiglia, una sicurezza, qualcuno che si prende cura di loro e gli difende (anche troppo) dagli antipatici della vita, che la nostra Candy ha avuto spesso tra i piedi.
     Ah! I piedi di Candy, meglio... quello che portava ai piedi: quelli stivali rossi, che per me erano meravigliosi, oggi ho un paio di anfibi alti, vecchissimi, con le suole rotte, ma sono allacciati fino al ginocchio e quando me li metto mi sento ancora un po' Candy, anche se i miei sono neri, i suoi erano rossi...


 Con Candy ho una cosa in comune, anche se per lei le cose poi si aggiustano (ma si sa è pur sempre una fiction destinata a bambini), per me invece non si sono aggiustate; per questo ho perso tutte le mie Annie e alla fine mi va bene anche così, ma è il come le abbiamo perse che un po' ci lega, ecco più o meno va così...
Candy sta per essere adottata ma fa di tutto per non piacere ai futuri genitori, lei vuole restare alla Casa di Pony con la sua Annie, che era in preda alla disperazione pensando di perdere l'amica...
Candy Riesce nel suo intento, Candy e Annie sono felici: resteranno ancora insieme!
Ma...
Annie viene chiamata da Miss Pony, ora quella coppia vuole lei, Annie accetta; la sua motivazione è: ma io desidero tanto avere una famiglia, dei genitori...
 Giusto, ma anche Candy desiderava le stesse cose, ma c'ha rinunciato per restare con te, Annie...solo che non l'ha detto, non ha detto che, pur desiderando qualcosa, ci avrebbe rinunciato per un'altra più importante, meno egoista... Insomma, non so se mi sono spiegata... 

Insomma, Candy ha Climt e una valigia bianca con rifiniture rosse, le sue uniche certezze, oltre le sue lentiggini, il suo coraggio, la sua volontà, e vi pare poco?!
Candy candy è uno di quei cartoni animati che forse oggi, coi bambini e, soprattutto, coi genitori di oggi NON AVREBBE SUCCESSO.
Perché affronta dei temi che potrebbero, secondo sempre i suddetti  genitori moderni e gli pseudononni (poiché le disgrazie non vengono MAI sole), NUOCERE GRAVEMENTE ALLA SALUTE MENTALE dei loro piccini...
Ci si arrampicava sugli alberi e si cade (io nella mia infanzia per fortuna non sono mai caduta, almeno dagli alberi, ma arrampicata sul grande cedro, SIII!!! e sono stata inseguita da un cavallo e diversi cani, e per andare oltre il fosso con la bici o senza passavo da un ponticello traballante e pensavo che Candy avrebbe fatto lo stesso e non avrebbe avuto paura)
Si vive e si cresce anche senza genitori (per fortuna a me non è accaduto, ma comunque ho avuto la fortuna di avere dei nonno presenti, visto che i miei non lo erano sempre, ma se non fosse stato così forse sarebbe in qualche modo andata bene ugualmente o forse meglio, chissà...)
Si subiscono ingiustizie dai propri coetanei,e si affrontano senza bisogni di denunce o di andare a spifferare tutto in televisione o sui giornali (a me è successo dalla terza elementare fino alla quarta superiore e mai mi sono sognata di chiedere aiuto ai miei, insomma un po' di orgoglio...)
Per amore si possono anche cambiare i proprio programmi, tipo lasciare una prestigiosa scuola in Inghilterra per andare a fare l'infermiera in America...
Che se ti casca un riflettore su una gamba la gamba in questione puoi anche perderla ma... non è che devi, per questo, rovinare la vita agli altri... (mi viene in mente un improbabile incontro tra  Susanna di "Candy Candy" verso Svetlana della serie "I SOPRANO"!!)
Che esiste anche il DIVORZIO (quello dei genitori di Terence ma, soprattutto quello tra Terence e Susanna!!) e quando Candy viene a sapere della separazione di Terence da Susanna è semplicemente felice senza alcun velo ipocrita sulla coscienza...


Di Candy Candy esisteva anche una pubblicazione quando ero piccina e quando i manga non andavano di moda, si chiamava proprio il "Giornalino di Candy Candy" era un settimane edito da Fabbri, con un fumetto in cui i personaggi della serie vivevano altre avventure, era disegnato da italiani e forse (almeno per me!) era la parte meno interessante. La cosa che mi piaceva di più era la posta di Candy, e le varie rubriche dei personaggi, da Annie a Patty al tenero Klimt... 

http://www.robozzy.com/cataloghi_giornali/Candy/present.jpg
Tante volte (come faccio ora con le innumerevoli riviste di moda che compro) mi sono nascosta tra le pagine di Candy Candy, in momenti non belli della mia infanzia, e se ci penso mi rendo conto mi rendo conto di quanto sono stata fortunata ad essere stata piccola ieri invece che oggi, almeno le mie corse per i campi me le sono potute fare e stanca, tornando a casa, potevo vedere qualcosa di sano in televisone... così come lo sono stati i miei coetanei, generazione di mezzo, dannata, in perenne equilibrio tra antico e moderno ma con sempre dei punti di riferimento sani e radicati nella realtà anche quando partivano dalla finzione...

http://www.robozzy.com/cataloghi_giornali/Candy/Candy_scan_fumetto/candy1_25.jpghttp://www.robozzy.com/cataloghi_giornali/Candy/Candy_scan_fumetto/candy1.jpghttp://www.robozzy.com/cataloghi_giornali/Candy/Candy_scan_fumetto/candy8_27.jpghttp://www.robozzy.com/cataloghi_giornali/Candy/Candy_scan_fumetto/candy4.jpghttp://www.robozzy.com/cataloghi_giornali/Candy/Candy_scan_fumetto/candy4_16.jpghttp://www.robozzy.com/cataloghi_giornali/Candy/Candy_scan_fumetto/Candy17.JPGhttp://www.robozzy.com/cataloghi_giornali/Candy/Candy_scan_fumetto/candy17_11.JPG
e visto che rivedere interamente la serie non è possibile (per questioni legali dovute ai diritti d'autore) se vi è venuta nostalgia qui i due film completi (dove però sono statai fatti dei grossi tagli, e sono completamente assenti alcuni "capitoli" fondamentali della serie (il lavoro come infermiera durante la guerra, la morte di Stear, il ritorno di Annie, ecc..)


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11 commenti:

Unknown ha detto...

Una bella scuola Candy Candy, in effetti per certe cose è meglio farsi un'idea già da piccoli!

Nadia ha detto...

se ne parlava proprio ieri di tutti quei cartoni anni 80!
avevano ancora qualcosa da insegnare, a differenza di quelli di oggi pieni di violenza!
quanti ricordi!!!!
e hai ragione mad....io poi che sono più "matura" passavamo i pomeriggi a correre fuori di casa e poi ad un certo orario tutti in casa a vedere il cartone!
oggi 24 ore su 24 ci sono in tv. :(

Serena S. Madhouse ha detto...

Fabiola:

ti dava un'idea di come i problemi si potessero risolvere con la forza di volontà, oggi vedo in tanti in cura dall'analista, prendere medicine assurde solo perchè i bambini non hanno più modo di sfogarsi in maniera naturale..e poi, come diceva la sigla, "Candy è poesia.."!

Serena S. Madhouse ha detto...

NADIA:

è proprio così, che tristezza, coi genitori insicuri e pieni di fobie, non fanno che peggiorare la situazione... e poi tutte quyelle ore passare allo schermo a vedere..spazzatura, dicevano che le nuove generazioni avrebbero salvato il mondo, gli daranno invece il colpo di grazia...

Piperita Patty ha detto...

Io da piccola non avevo la tv e non l'ho mai visto.

Unknown ha detto...

Per la prima volta decido quasi di dare un'opportunità a Kendy Kendy. Amavo cartoni diversi e kei era così dolce e graziosa che non conquistata la mia simpatia (assurdo eh) però posso comprendere il tuo legame cn un cartone, posso capire l'esempio e il coraggio che ne hai tratto. Non mi ricordo Annie però penso che fosse più fragile di Kendy, ecco perché accetta di andarsene cn la sua nuova famiglia. Kendy, tu ce la farai, perché sei forte e le Annie; tornano sempre

Serena S. Madhouse ha detto...

Piperita Patty:

peccato, non credo che rivedremo presto Candy in tv, io la televisione non l'ho più oggi, almeno dove vivo col mio Lui, ma sono contenta di averla avuta da piccina, ci stavo il giusto perchè amavo giocare all'aperto, ma ho visto programmi molto interessanti, che in qualche modo mi hanno contribuito alla mia formazione.

Serena S. Madhouse ha detto...

EFFE COCO:

Candy è una tipa tosta, non è così dolce come può sembrare, credo che ti piacerebbe...
Riguardo le "mie" Annie, be'...ormai va bene così, non ci sarebbe più posto nella mia vita per loro, ma qualcosa (purtroppo) l'ho capita, che con la gente non bisogna mai dare niente per scontato, soprattutto che gli altri capiscano il vero valore dei nostri gesti o sacrifici...

Martinandrea Chiella ha detto...

Oddio candy candy, quanti ricordi ahahah :D
C'è un nuovo outfit sul mio blog, fammi sapere cosa ne pensi <3 ARMOIRE DE MODE

Selvaggia Capizzi ha detto...

Io invece la odiavo sai?? Non ho mai visto l'intera serie, non ci crederai ma io ero tutta Goldrake, Mazinga etc....
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Enza ha detto...

Ciao Sere, finalmente riesco a scriverti. Sono giorni di fuoco e bazzico da un ufficio all'altro perchè ho accettato temporaneamente di fare un altro lavoro "part time", un lavoro nuovo per me ma che mi porta via, nel senso che tende a logorarmi spirito e mente. L'attività verte sui rapporti fra ufficio acquisti e fornitori, e io sono dalla parte dell'ufficio acquisti.
Vabbè ma non voglio tediarti con i miei malumori...
Volevo scriverti solo due parole riguardo questo splendido post che hai dedicato a Candy Candy, che racchiude un po' il genere di cartoni che si guardavano negli anni '80 con i quali sono cresciuta anche io.
Gli anni '80, così mitici, così belli che manco gli anni precedenti sono ricordati in modo così malinconico dai nostri genitori.... Ma perchè? Perchè proprio gli anni '80?
E' così terribile vivere nel terzo millennio??
Si, è davvero terribile.
Ed io sono molto scocciata per quello che sta succedendo intorno a noi con taluni individui ai quali non interessa nulla rendere la vita più serena a loro stessi ed agli altri.
Sere... dove andremo a finire?

un abbraccio

ps come puoi vedere non sei l'unica a scrivere commentisfogo ;-)

I believe in instability

  Anche se in questi mesi i giorni belli, immersi nel verde a camminare e camminare non sono mancati, così come i bei ricordi che rimarranno...