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sabato 16 maggio 2020

The last day I was free-part 2

In memoria dei partigiani sovietici che qui, sul Monte Serra, combatterono e persero la vita





Scesi dalla zona dei ripetitori, ripercorriamo il bel sentiero del Monte Serra, anche se per i nostri gusti si sta un po’ troppo ripopolando di bipedi, non molto simpatici, per la verità. Tralasciamo il modo di vestire, oltremodo tecnico. Forse siamo sull’Himalaya ma non ce ne siamo accorti!
Comunque è l’ora di tornare verso la strada di casa. Ancora non abbiamo idea che quella sarà, per più di due mesi, la nostra ultima volta in provincia di Pisa, in ogni caso non abbiamo nessuna fretta!





Il paesaggio è vario e interessante, non è difficile immaginare il Monte Pisano come una gigantesca isola della protostoria. Tra mare, paludi, lago e numerosi corsi d’acqua.. Un immagine un po’ fantasiosa, ma fino ad un certo punto. Intanto attraversiamo il paese alle pendici dei monti e ci addentriamo incuriositi da alcune cose, brutte e belle...






Su una collina che, col minimo sforzo, avrebbe potuto conservare un notevole valore paesaggistico troviamo questo abuso edilizio; una vera terronata in stile medioevale. Una costruzione di cemento armato ricoperta di mattonino in stile Legoland. Chissà perché e chissà se mai avrà un senso compiuto e, soprattutto, se mai sparirà il degrado tutto intorno..






Basta voltarsi e riappare la bellezza tipica di questi luoghi, anzi direi sopra la media. Ma proprio per questo il degrado diventa ancora più insopportabile che vederlo nel cuore di una città. Ripartiamo e, passando dalla zona umida di Bientina, non resistiamo a un ultima passeggiata. Purtroppo anche qui il degrado non manca, ma la Natura ci premia con il saluto di questo leprotto!








Ci incamminiamo lungo un argine in questa riserva naturale chiamata Bosco di Tanali, una zona umida che, superato l’iniziale degrado, si apre in tutta la sua bellezza e tranquillità. Molti uccelli acquatici e vario e il paesaggio. Preferite vedere la paluda verso la campagna sconfinata, su cui si stagliano le montagne dell’Appennino (con qualche cima innevata, è ancora inverno, oggi è l’8 marzo!), oppure il paesaggio che guarda il Monte Pisano e un sole quasi primaverile?!








Qui e così finisce questa seconda parte del post fotografico dedicato al mio ultimo giorno libero. Può sembrare una esagerazione, ma prima di riavere quella tranquillità del vivere che avevamo avuto fino a quella prima domenica di marzo dovrà passare molto tempo, e per molteplici motivi..

I believe in instability

  Anche se in questi mesi i giorni belli, immersi nel verde a camminare e camminare non sono mancati, così come i bei ricordi che rimarranno...