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giovedì 7 febbraio 2019

L'amore è una dittatura





Per me è una soddisfazione già così, non hanno bisogno di una vittoria a San Remo, ma immagino sia stato un modo divertente di festeggiare 20 anni di carriera. La canzone è bella, bella, il testo migliore del festival. Speriamo che stasera Appino non faccia prendere dalla foga e sia più intonato. 



https://youtu.be/B7Gx2gsjPUU


venerdì 10 marzo 2017

The Zen Circus - Non voglio ballare (Video ufficiale)

Il nuovo video degli Zen Circus (e non è "Pisa Merda"!!) e poco da aggiungere, la musica va ascoltata non chiaccherata,  e deve smuovere qualcosa, un po' come olio negli ingranaggi dovrebbe rendere il pensiero più fluido e far riflettere. Ma quante chiacchere?! Io questo pezzo l'ho in testa da settimana, sarà che sono da un pezzo in fase "non voglio ballare, voglio farmi male" e, tutto sommato, ci sto molto bene!
The new video of Zen Circus (and is not "Pisa Shit" !!) and little to add, the music must be heard and must move something, a bit 'such as oil in the gears should be relieved thinking and make people think. But how many chat ?! The Zen Circus born in my city and I have this piece in the week by the head, which will have to be a bit 'of time being "I do not want to dance, I want to hurt me" and, all in all, I'm very well!

sabato 8 giugno 2013

.la festa della liberazione.

ammetto che sono in una fase un po' sterile dal punto di vista letterario, sarà che la mia creatività si è spostata su altri versanti; sarà l'urgenza della vita che, diciamocelo è prima di tutto mangiare, anche nella vita bohemienne (mio malgrado) che conduco il cibo ha una grande importanza: noi siamo quello che mangiamo (e beviamo e quindi spero tanto di essere fatta soprattutto di acqua, che per lo meno come elemento è innocuo, almeno finchè non ti sommerge e si sostituisce all'aria nel respiro)... e poi c'è l'esistenza pura e semplice che a volte porta (o porterebbe)al cinismo...
sarà anche che con l'avvento di internet l'era delle autoproduzioni cartacee si è dissolta nel nulla (e a me l'editoria ufficiale non attira , se non da lettrice, oltre al fatto che conosco bene i miei limiti)...
un mondo underground di fanzinari e scrittori capaci di autogestirsi (oltre che autoprodursi) è andato ad infrangersi e disperdersi contro una scogliera virtuale (e per un certo verso sono anche contenta che sia successo poichè per me è stato anche una liberazione)...
sono dell'opinione che chi non sa distruggere non sa nemmeno creare(e lo sosteneva anche una delle mie muse dark preferite: l'Imperatrice Sissi)ma resta il fatto che viviamo in tempi in cui la creatività sembra imperare ma poi, se guardi bene, ti rendi conto che non ci sono mai stati tempi più crudi e secchi e poveri  di questi...
viviamo in un epoca in cui ormai domina il consumismo e l'imperialismo, l'immediato più della speranza, ed entrambi (consumismo e imperialismo)  sono in abbondante disfacimento fisico e morale, oddio...questo per me dovrebbe essere molto stimolante ma... non mi si è ancora accesa la lampadina giusta, forse si accenderà domani, forse tra molti anni(e allora sarà inutile), forse mai. 
anche l'incertezza possiede i suoi perchè. 
E' rassicurante a suo modo, molto più della speranza che ti riempe lo stomaco di vibranti farfalle che poi troppo spesso si trasformano in dolori acuti, e poi...più niente.
Ecco...
UFFA.
per la verità ho due progetti paralleli e da un po' di anni. che lumaca svogliata che sono diventata.
dovrei prendermi un po' di tempo, anzi dovrei sottrarre un po' di tempo al blogging, però siete delle vere sirene tentatrici voi, mie care blogger (ma amiche soprattutto!!!) e vi adoro anche per questo... e poi troppo facile spiegarla così...
anzi
mi regalate prospettive diverse anche di me stessa, oltre che della vita e delle cose che ci piacciono.
io devo darmi una mossa ora.
vi saluto in questa giornata che per me sarà un po' storta ma, da pisana,  so bene come le cose storte a volte sono anche belle, tanto.
*******
mad
 


IL SOTTO_POST

La festa della liberazione
Da questa voglia di serenità
E da quelli ubriachi di belle parole
Da quegli sbronzi d’autorità
Come mio nonno minatore di verbi
E congiuntivi di nessuna utilità
Di rispetto per se stessi e per gli altri
Praticamente l’infelicità.
E questi bambini pimpanti codardi che hanno già perso la verginità
L’imene rotto della meraviglia, nessuna scintilla, una sega a metà.

La festa della liberazione
Ce ne son molti di cui mi libererei
A cominciare da quelli di famiglia
Dai tarli che mi han regalato i miei
Dalla voglia di cascare sempre in piedi
Dalla tua scuola, dall’università.
Che ti ha insegnato soltanto ad imparare per imparare e adesso che si fa?
E mia sorella, rizza cazzi per scelta un piercing sull’ombelico e sei una celebrità.
In questo paesino di grandi depressi
Pochi squallidi amplessi, la mediocrità.

La festa della liberazione
Da tutti gli atei compreso il sottoscritto
Io prego molto, ma molto di più
Di chi si inginocchia e prega il soffitto.
E passo ore, giorni, mesi a pensare
Le stelle non guardarle mai
Ho paura di vederlo spuntare, sorride e dice: Appino, che cazzo fai?
E la marcia nuziale di tutti,
E l’aereo che passa e lascia una scia
Che divide il cielo da quelli buoni e da quelli che han bisogno della polizia.

La festa della liberazione
Da questo talento di perdonarmi tutto
E perdono gli altri solo s’è comodo a me.
Dio, quante balle che mi son detto e che ho detto a tutti quanti voi.
Invitati a casa mia e poi lasciati fuori
E mia sorella piange di nascosto
La sua ragazza le ha detto: Muori!
E tutti i maschi del paese sono in tiro
nell’attesa si picchiano per toccarsi un po’.
Quant’è brutta tutta questa campagna, la gente si lagna e nemmeno un falò.
Mentre al centro han rubato il senso, centrare un bersaglio è quello che vorrei
Come mio padre 34 anni fa
Una vita ad allontanarlo e diventare come lui.


giovedì 28 marzo 2013

*i qualunquisti*

L'ultimo dei tuoi problemi è trovare da mangiare
l'ultimo dei tuoi pensieri è che qualcuno ti possa odiare
non c'è niente di male nell'essere un consumatore
tu vorresti anche capire ma nessuno te lo vuol spiegare
giuro che mi fa arrabbiare questa storia della coerenza
che solo chi l'ha sempre in bocca riesce a farne senza
non credo di esser superiore anche io guardo Sanremo
e come diceva Gandhi: "vincere e vinceremo"
non chiamarci proletari
dai no, che non ce n'è bisogno
piuttosto siam velleitari
gente come te
pensa poco e ridi scemo che la vita è un baleno
ridi scemo e bacia tutti, prima o poi son tutti morti
ridi scemo e di gusto che sei nel paese giusto
ridi pazzo e piangi forte
e tira a campare
l'ultimo dei tuoi problemi è la mobilità sociale
che non s'è mai capito cosa vuol significare
infatti siam tutti in giro che non si riesce a passare
che ci sia di sociale ce lo devono spiegare
son poveri di spirito i poveri in generale
per diventare povero devi esser matto da legare
un sorriso al posto giusto, un abbraccio alla mammina
e come disse Hitler: "alzati e cammina"
non chiamarci comunisti 
dai che non ce n'è più bisogno 
piuttosto siamo i qualunquisti 
 gente come te.
zen circus

eh, sì, con ironia e un po' di sano cinismo questo brano descrive bene la Nostra Italia oggi (più che altro chi la abita!)
per fortuna ci sono delle (sane) eccezioni!
grazie a tutte/tutti per aver firmato e diffuso la petizione contro la vivisezione...
continuamo così!
buon giovedì

sere

I believe in instability

  Anche se in questi mesi i giorni belli, immersi nel verde a camminare e camminare non sono mancati, così come i bei ricordi che rimarranno...