Visualizzazione post con etichetta aerei militari. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta aerei militari. Mostra tutti i post

lunedì 1 dicembre 2014

alla scoperta del... Conero ]atto_terzo]

E in questo pomeriggio buio (ma buio a modo) di grandine e, prima ancora, lampi orizzontali e (dice) globulari, eccomi a tediarvi con una carrellata di fotografie meno nuove di altre ma già pronte per essere caricate, ecco, lo spirito del post è questo: un passatempo semplice-semplice...
Pronti?!
Si torna nel Conero (giorni di nuvoli anche lì, ovviamente..)


Si comincia con questa riproduzione di un opera di Mucha che era appesa alla parete della nostra stanzetta sirolese, mi ha fatto piacere perché anche in camera mia ho un quadro di Mucha.. da questa coincidenza l'idea  dell'ultimo template.
Poi Loreto.. Io quando pensavo a Loreto immaginavo una chiesetta piccina piccina, spersa su una collinetta un po' bruciacchiata dal sole, insomma... NIENTE DI PIU' LONTANO DALLA REALTA'!
L'unica cosa fedele alle mie memorie è stata la Madonna versione missilistica ;)-
Anche se i soggetti che ci garbano di più sono scenette truci e draghi!







A parte le schiere di beghine e beghina che intralciavano un po' (scherzo!) l'interno della cattedrale è notevole, poi è stato anche set cinematografico de "Il Giovane favoloso", è bello perdersi nella bellezza degli affreschi, non antichi ma affascinanti perché vicini alla pittura preraffaellita, anche le sculture della "casa di Maria" meritano davvero una visita..



Nonostante io sia stata scomunicata dalla Chiesa cattolica ho finito il tour senza essere fulminata da nessun anatema di-vino. Buon per me!
E così...giretto per Loreto (pastello collinare molto commerciale dove ha sede anche il museo dell'aviazione, avendo una Madonna astronauta!)
questo negozio con la stella rossa ci è piaciuto tanto, qui abbiamo comprato due soldati romani con cui faremo un diorama natalizio!








Poi abbiamo salutato Loreto (che un po mi ricorda una Avignone incrociata con una Gerusalemme inventata dalla mia mente) per conoscere uno dei borghi più belli d'Italia (già dal nome!!!) MONTELUPONE, DOVE ABBIAMO MANGIATO BENISSIMOOOO (la crema pasticcerà fritta con pastella salata, mai mangiata prima! Consigliatissima quindi LA TAVERNA DELL'ARTISTA).









Salutiamo anche Montelupone e ci inamidiamo verso l'Abbadia di Piastra, luogo oggi accogliente e lieto ma che durante la dittatura fascista è stato uno dei tantissimi canopi di concentramento italiani, di cui per lo più ignoriamo storia e presenza.

















Dall'abbazia di Piastra siamo poi andati verso un'altro castello, al cui interno abbiamo trovato cose stupefacenti! ma ve le faccio vedere un'altra volta ;)-






giovedì 26 settembre 2013

signorine, signore e signori...



i Gatti Mézzi cantano "Marina" 
"Marina che muore d'estate per vive' d'ottobre"


..il Porto di Pisa, che ti da l'idea di essere un posto inventato, che prima non c'era, che ha unito il mare a materie nuove, non naturali ma fuse all'intento umano di creare qualcosa di vivo in un luogo che vivo non era più da anni...
Marina di Pisa (per noi semplicemente Marina) mangiata dall'erosione, con quella pineta che è ne La Pioggia del Pineto di D'annunuzio, fu, dopo il trattato di Versailles del 1919 (restrizioni alla Germania) sede (precisamente dal '25) di quello che fu il C.M.A.S.A. , qui si costruirono i primi idrovolanti completamente metallici costruiti in Italia, i Dornier Do J Wall dell'ingegnere tedesco Claude Dornier.
Nel 1930 la produzione tornò in Germania e subentrò la Fiat, tra i tanti aerei costruiti furono soprattutto i caccia della Regia Aeronautica G50 ad essere costruiti a Marina.
Il tutto fu requisisto nel 1943 dalle truppe tedesche, a fine guerra la Fiat ne rientrò in possesso.
Negli anni '70 sparirono a causa dell'erosione gran parte dei siti sabbiosi (le spiagge a Marina sono veramente RIDICOLE)e nel 1988 lo stabilimento Fiat marinese cessò definitivamente di esistere.
Il 9 ottobre del 2007 è stato fatto implodere il locale presse e molte abitazioni dei primi del '900 sono state demolite, resta intatta Villa Ceccherini e le sue due palme novecentesche...
Lì sorgeranno abitazioni e negozi degni della migliore fashion blogger, almeno così si sente dire ma... Lo spirito di Marina è proletario e decadente, questo nessuno potrò cambiarlo..




la "barchetta" di Roberto Cavalli

Ho fatto poche foto perchè il mio babbo bofonchiava ad ogni scatto, e perchè la mia macchina fotografica faceva le bizze, ma potete vedere una delle ridicole spiaggette, e tutto il resto (a parte la mia mamma) prima non c'era..
Dove prima c'era uno squallido parcheggio ora c'è ...il mare (che sembra un mare del Nord), un porto, imbarcazioni di ricconi e un bar/ristorante che sembra ... Dubai!
Si mormora che i fanghi inquinati  del fondale di boccadarno siano stati gettati davanti alla spiaggia del Gombo (quella del Parco di san Rossore e del Presidente della Repubblica, tanto per capirsi..)..
Giudicate un po' voi...

Film girati a Marina di Pisa e nei dintorni

Marina di Pisa è inoltre menzionata nel film Stazione Termini di Vittorio De Sica, 1953







 immagini tratte dal film:
Senza Pietà di 
Alberto Lattuada


Nel novero dei vari modi con i quali il cinema italiano del primo dopoguerra si avvicina alla realtà postbellica, la sottolineatura della componente 'nera' è elemento di primo piano, soprattutto in quei registi che uniscono all'attenzione per i dati formali una cultura filmica che guarda agli Stati Uniti come alla Francia: su tutti, Giuseppe De Santis e Alberto Lattuada. Già in Il bandito (1946) Lattuada aveva posto l'accento sull'ineluttabilità del destino che attendeva i reduci, sconfitti dall'andamento degli eventi bellici e poi da una società che li respingeva, e costretti infine a scendere sul terreno della criminalità. Senza pietà, con la didascalia che lo apre a ricordarlo fin dal primo momento, sposta il discorso sui tanti indifesi rimasti vittime di un periodo di grande confusione materiale e morale, della solitudine, della povertà, della necessità di riscatto. Per questo Lattuada sceglie Tombolo, già immortalata come 'paradiso nero'da un'altra pellicola (Tombolo ‒ Paradiso nero, Giorgio Ferroni 1947), come simbolo della tentazione criminale, luogo di perdizione dove albergano i vizi e le depravazioni peggiori. Il racconto, che procede a ritmo serrato e incrocia le vicende delle ragazze a quelle di Jerry, soldato nero che ama una donna bianca, ritrae con cupo realismo i mille mali ancora da sanare che attraversano quell'Italia distrutta. La disperazione di fondo, il plumbeo grigiore sono un portato del cinema francese d'anteguerra, mentre la densità della messa in scena e l'avvolgente linearità di alcuni movimenti di macchina provengono direttamente dall'amore per i film hollywoodiani. La sequenza della balera, nella quale le ragazze danzano scatenate con i loro amanti e clienti, è una testimonianza di questo amore, come già avviene nell'opera di De Santis; il montaggio rapido fa salire la tensione insieme al ritmo della musica ed esalta la controllata ma sensuale esposizione dei corpi delle donne, fuori dalle sottovesti e dai vestiti a fiori.
(tratto da: enc.Treccani)

I believe in instability

  Anche se in questi mesi i giorni belli, immersi nel verde a camminare e camminare non sono mancati, così come i bei ricordi che rimarranno...