Visualizzazione post con etichetta giustizia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta giustizia. Mostra tutti i post

lunedì 30 novembre 2015

festa della Toscana

Anche questo mese è giunto al termine, e proprio oggi 30 novembre, si festeggia la mia regione. Sì, oggi è la "Festa della Toscana".
Una festa di una regione ma che vuole essere un simbolo per chiunque creda nei valori della pace e della giustizia (quella giusta, che non è nè buona, nè cattiva, ma umana). 
Il 30 novembre 1786 la Toscana, per volontà di Pietro Leopoldo di Lorena (il nostro "canapone"!) fece fare un passo avanti all'umanità, abolendo la pena di morte (e quindi anche la tortura). Secondo il Granduca adatta solo ai popoli barbari, così era nel 1786 e così lo è ancora... Purtroppo questo esempio non è stato seguito da tutti, e noi tutti: toscani, italiani, cittadini del mondo dovremmo imparare a distinguere gli Stati civili da quelli incivili, e per farlo dobbiamo osservare e andare in profondità, non basta leggere i comunicati stampa dei nostri colonizzatori.
Ma oggi parliamo della Toscana, è la sua festa!!!
Curzio Malaparte si è chiesto (e forse risposto!) in "Maledetti Toscani" che cosa sarebbe stato dell'Italia se ha farla fossimo stati noi..
Ma l'Italia non è stata fatta dai Toscani.
Noi ci siamo limitati a dare un esempio, a morire a vent'anni per un'idea astratta, gli abbiamo dato una lingua e un'esempio di tolleranza (anche oggi, quando italiani di altre regioni parlano di fronte a noi i loro dialetti e noi non capiamo nulla!!! mentre il toscano lo capiscono tutti e per questo non abbiamo segreti..).
Imperfetti, divisi all'inverosimile, amanti dell'ironia e del sole eppure anche dell'ombra e della solitudine. Toscani di mare, di montagna (a volte aspre come lame verso il cielo, talvolta dolci e rotonde come colline disegnate da un bimbo), di città, ma molto più spesso orfani di campagne e terre così fertili e generose, che l'averle trasformate in pianure di cemento ci ha reso stranieri a noi stessi.
Ecco, mi fermo. La festa della Toscana ora mi fa un po' tristezza, abbiamo dato molto alla storia e ora non siamo più niente, in questo giorno così grigio per la verità c'è poco da festeggiare, oggi c'è poco da stare allegri, ma ieri è stato un giorno migliore. Nella città dove sono nata, dove scorre il fiume, dove arriva l'aria di mare e dove resiste ancora un po' di bellezza... Da qui un futuro (non troppo lontano) più giusto per tutti i popoli, questo è il motivo per cui esiste questa celebrazione.
-
Also this month came to an end, and today 30 November, is celebrated my region. Yes, today is the "Festa della Toscana".
A celebration of a region but who wants to be a symbol for anyone who believes in the values ​​of peace and justice (the right one, which is neither good nor bad, but human).
The November 30, 1786 Tuscany, at the behest of Peter Leopold of Lorraine (our "canapone"!) Did take a step forward for humanity, abolishing the death penalty (and therefore also the torture). According to the Grand Duke suitable only to barbaric peoples, so it was in 1786 and it still is ... Unfortunately, this example was not followed by all, and all of us: Tuscan, Italian, citizens of the world should learn to distinguish civilians from the United those uncivilized, and to do that we have to observe and go deep, not just read the press releases of our colonizers.
But today we talk of Tuscany, is his party !!!
Curzio Malaparte was asked (and possibly answered!) In "Cursed Tuscans" what would be Italy if it were us ..
But Italy was not made by Toscani.
We limited ourselves to set an example, to die at twenty for an abstract idea, we gave him a language and an example of tolerance (even today, when Italians from other regions speak in front of us and their dialects we do not understand anything !!! while the Tuscan understand it all and we have no secrets ..).
Imperfect, divided to capacity, lovers of irony and yet even the shadow of the sun and solitude. Tuscan sea, mountain (sometimes sharp as blades toward the sky, sometimes sweet and round like hills designed by a child), to the city, but more often orphans campaigns and lands so fertile and generous, that transformed them in the plains of cement he made us strangers to ourselves.
Here, I stop. The feast of Tuscany now makes me a little 'sad, we gave a lot to the history and now we are no longer anything, on this day so gray for the truth there is little to celebrate, today there is little to be happy, but yesterday It was a better day. In the city where I was born, where the river, where it comes from the sea air and where still resists a bit 'of beauty ... From here the future (not too far) right for all people, that is the reason so there is this celebration that still sounds like a wish and a hope.
-

También este mes llegó a su fin, y hoy 30 de noviembre se celebra mi región. Sí, hoy es la "Festa della Toscana".
Una celebración de una región, sino que quiere ser un símbolo para todo aquel que cree en los valores de la paz y la justicia (el derecho, que no es ni bueno ni malo, pero humano).
El 30 de noviembre 1786 la Toscana, a instancias de Pedro Leopoldo de Lorena (nuestro "Canapone"!) Hizo dar un paso adelante para la humanidad, la abolición de la pena de muerte (y por tanto también la tortura). De acuerdo con el Gran Duque adecuado sólo para los pueblos bárbaros, por lo que fue en 1786 y todavía se ... Por desgracia, este ejemplo no fue seguido por todos, y todos nosotros: la Toscana, Italia, los ciudadanos del mundo debe aprender a distinguir civiles de los Estados los incivilizados, y para ello tenemos que observar y profundizar, no sólo leer los comunicados de prensa de nuestros colonizadores.
Pero hoy hablamos de la Toscana, es su partido !!!
Curzio Malaparte se le pidió (y posiblemente respondió!) En "Cursed toscanos" ¿Cuál sería Italia si nosotros estábamos ..
Pero Italia no fue hecha por Toscani.
Nos limitamos dar ejemplo, a morir a los veinte años de una idea abstracta, que le dimos un lenguaje y un ejemplo de tolerancia (incluso hoy en día, cuando los italianos de otras regiones hablan delante de nosotros y sus dialectos que no entendemos nada! !! mientras que el toscano entenderlo todo y no tenemos secretos ..).
Imperfecto, dividido a la capacidad, los amantes de la ironía y sin embargo, incluso la sombra del sol y de la soledad. Mar de la Toscana, montaña (a veces agudo como cuchillas hacia el cielo, a veces dulce y redondo como colinas diseñado por un niño), a la ciudad, pero más a menudo huérfanos campañas y tierras tan fértiles y generosas, que los transformó en los llanos de cemento que nos hizo extraños a nosotros mismos.
Aquí, me detengo. La fiesta de la Toscana ahora me hace un poco "triste, le dimos mucho a la historia y ahora no somos nada más, en este día tan gris por la verdad que hay poco que celebrar, hoy hay poco para ser feliz, pero Ayer fue un día mejor. En la ciudad donde nací, donde el río, de donde viene el aire del mar y donde todavía se resiste un poco "de la belleza ... A partir de aquí el futuro (no demasiado) el derecho de todas las personas, esa es la razón por la que hay esta celebración que todavía suena como un deseo y una esperanza.














lunedì 13 maggio 2013

la Gina! prima di tutto!

Prima di ricominciare con tutte le mie foto egosceme, le cronache di viaggetti e tavolate imbandite, di dolci fatti e assaggiati, insomma, prima del mad world e tutte le mie cavolate, le foto della Gina, che ha aperto gli occhi e ora...CAMMINA!!!
Non avevo avuto sue notizie per quasi una settimana, stavo proprio male, ma poi giovedì sera è arrivata questa mail con le foto in allegato! 
E' bellissima la piccola Gina! Eccola qui coi suoi occhietti a salutare le sue tate del web!
baci&miiii (l'ao arriverà in seguito!)










IL SOTTO_POST*anpi

Ciao!

Ho appena firmato la petizione "Verità e giustizia per le vittime delle stragi nazifasciste" su Change.org.

È importante. Puoi firmarla anche tu? Qui c'è il link:


http://www.change.org/it/petizioni/verità-e-giustizia-per-le-vittime-delle-stragi-nazifasciste?share_id=zdCyhSDTca&utm_campaign=signature_receipt&utm_medium=email&utm_source=share_petition

Grazie!

serena

domenica 5 maggio 2013

vittorie

... vittorie che possono anche scomparire nell'abbruttimento generale che ci vuole tutte frivole e belle, anche per sopravvivere all'aria pesante di questa Italia ostaggio dei peggiori padroni...
ma fa bene ricordarle, anche s ein questo piccolo insignificante spazio..
la prima vittoria è la seguente...
Igiaba Scego


La campagna lanciata da Igiaba Scego su Change.org per chiedere a Zingaretti di adottare una soluzione per rimuovere il sacrario militare alla memoria di Rodolfo Graziani, gerarca iscritto nella lista dei criminali di guerra dalla Commissione delle Nazioni Unite per i Crimini di Guerra, ha raggiunto il suo obiettivo: a pochi giorni dal lancio della petizione e dopo oltre 13.000 adesioni, oggi Zingaretti ha annunciato lo stop al sacrario.

Ecco le parole di Igiaba:
"In un momento così difficile della storia repubblicana hai dato con la tua firma, con il tuo crederci fino in fondo, un segnale importante al paese. E tutti insieme abbiamo evitato che la nostra bella Italia diventasse lo zimbello del mondo.

Io (come te del resto) mi sono sentita male per quel quel monumento dedicato al gerarca fascista. Non potevo tollerare un affronto simile alla mia regione, al mio paese e alla Costituzione Repubblicana. E dall'inaugurazione di questa oscenità che stavo male e che mi impegnavo in iniziative su iniziative per l'abbattimento del medesimo o riconversione. Poi un giorno ho lanciato questa petizione sulla piattaforma Change.org e subito una battaglia di pochi si è trasformata nella battaglia del paese.

Ora la mia speranza è che questa vittoria possa far scattare qualcosa di bello e positivo nel nostro paese."
le "grandi opere" di Graziani


La lettera che Igiaba ha scritto a Nicola Zingaretti: 

Dear President Nicola Zingaretti,
My name is Igiaba Scego, I am a writer, born in Italy, daughter of Somali people.
I am one of the so-called "second generation". A woman who proudly feel herself both Somali, Italian, Roman.
I am writing to you because on the 11th of August 2012, in Affile, a small town in the province of Rome, it was inaugurated a monument in honour of the fascist Rodolfo Graziani. The monument was built with a loan of 130 thousand euro from the Lazio region, a fund originally intended to finance the Radimonte park.
Rodolfo Graziani, as you know, was one of the most ferocious commander that fascism has ever had. He was found guilty of war crimes in Cyrenaica and Ethiopia; the massacre of deacons in Debra Libanos and the use of prohibited gas during the colonial war of '36 are just two of those massacres that can be mentioned.
After the end of World War II, the emperor of Ethiopia, Haile Selassie, firmly asked for Rodolfo Graziani to be included in the list of war criminals. The Commission of the United Nations War Crimes placed him at the first place in that list.
The monument to Rodolfo Graziani is therefore a tragic paradox, a stain on our democracy, an insult to our constitution born from the struggle against fascism.
In the recent days, the neoparlamentari Kyenge, Ghizzoni and Beni filed an interpellation to address this problem to the Government.
I am somehow trying to be with them, by asking to you, Mr President Zingaretti, a real commitment against this monument of shame. I am not only asking for words but for a real commitment (demolition and / or conversion of the monument) that can let the sun of democracy to shine again in Italy, approaching  the 68th anniversary of the April 25.
My grandfather had to translate Graziani's crimes, he was a colonial victim, and had to translate the horror, against his will. Today in 2013, his niece, has another destiny. For me and for all I am asking to you a serious commitment on this crucial issue of democracy.

 *****

Caro Presidente Nicola Zingaretti, 
mi chiamo Igiaba Scego, sono una scrittrice, figlia di somali e nata in Italia. Sono una della cosiddetta seconda generazione. Una donna che si sente orgogliosamente somala, italiana, romana e mogadisciana.
Le scrivo perchè l'11 Agosto 2012 ad Affile, un piccolo comune in provincia di Roma, è stato inaugurato un “sacrario” militare al gerarca fascista Rodolfo Graziani. Il monumento è stato costruito con un finanziamento di 130mila euro erogati della Regione Lazio ed originariamente diretti ad un fondo per il completamento del parco di Radimonte.
Rodolfo Graziani, come sa, fu tra i più feroci gerarchi che il fascismo abbia mai avuto. Si macchiò di crimini di guerra inenarrabili in Cirenaica ed Etiopia; basta ricordare la strage di diaconi di Debra Libanos e l'uso indiscriminato durante la guerra coloniale del '36 di gas proibiti dalle convenzioni internazionali.
Dopo la fine del secondo conflitto mondiale, l'imperatore d'Etiopia Hailè Selassié, chiese a gran voce che Rodolfo Graziani fosse inserito nella lista dei criminali di guerra. La Commissione delle Nazioni Unite per i crimini di guerra lo collocò naturalmente al primo posto
Il monumento a Rodolfo Graziani è quindi un paradosso tragico, una macchia per la nostra democrazia, un'offesa per la nostra Costituzione nata dalla lotta antifascista.
In questi ultimi giorni, i neoparlamentari Kyenge, Ghizzoni e Beni hanno depositato un'interpellanza affinché il Governo si pronunci sulla questione di Affile.
Io in qualche modo legandomi alla loro iniziativa chiedo a lei, Presidente Zingaretti un impegno concreto contro questo monumento della vergogna. Non solo parole, ma fatti (demolizione e/o riconversione del monumento) che possano far risplendere un sole di democrazia in questa Italia che si sta avviando a celebrare il 68° anniversario del 25 Aprile.
Mio nonno è stato interprete di Rodolfo Graziani negli anni '30. Ha dovuto tradurre quei crimini e io da nipote non ho mai vissuto bene questa eredità. Mio nonno era suddito coloniale, subalterno, costretto a tradurre, suo malgrado, l'orrore. Oggi nel 2013 io, sua nipote, ho un altro destino per fortuna. Per me e per tutt* le chiedo un impegno serio su questa questione cruciale di democrazia.
 **************************************

la seconda vittoria, non meno importante, è stata questa petizione...


Messa al bando dei pesticidi neonicotinoidi per salvare le api 

al

commissario europeo per la Salute e la politica dei consumatori
Tonio BORG
Portavoce della Commissione Europea
Frederic VINCENT
Parlamento Europeo
ENVI - Comitato Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare
Ministro della Salute
Renato Balduzzi
Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali
Mario Catania
Ministro dell'Ambiente
Corrado Clini




Aprile 2013
Vittoria



Ce l'abbiamo fatta! L'unione degli apicoltori, gli ambientalisti e migliaia di cittadini europei hanno convinto la maggioranza degli Stati membri dell'Unione europea a sostenere il progetto della Commissione europea di vietare i tre pesticidi letali per le api.

Grazie alla pressione popolare, 15 paesi, nonostante la loro iniziale riluttanza, hanno sostenuto la proposta della Commissione nella riunione del 30 aprile.

La Commissione aveva proposto che la misura entrasse in vigore all'inizio di luglio, ma poi ha accettato ritardarla al primo dicembre per consentire agli agricoltori di adattarsi.

La Commissione europea aveva basato la sua proposta su un rapporto riguardo ai neonicotinoidi commissionato dall'Autorità per la sicurezza alimentare (EFSA). I risultati del rapporto, che sono stati rilasciati nel mese di gennaio, avevano mostrato che tre sostanze usate in agricoltura (imidacloprid, clothianidin e thiamethoxam) rappresentano un grande rischio per le api, e avevano raccomandato di limitarne l' uso.

“ Gli apicoltori italiani festeggiano lo stop, seppur parziale e per soli due anni, alla possibilità d’uso dei tre insetticidi sistemici più utilizzati al mondo e nocivi non solo per le api ma sull’insieme del vivente. La decisione UE è una prima importante risposta a fronte di evidenze scientifiche oramai inconfutabili Le api, infatti, sono campanello d’allarme dell’ enorme perdita di biodiversità nelle nostre campagne per l’uso di una chimica sempre più potente, che contamina: suoli, acque e atmosfera. Basti ricordare il recente studio di ABC, l’autorevole Lipu degli USA, che indica gli insetticidi quale prima causa del crollo delle popolazioni di uccelli nell’America del nord. E in effetti negli USA dove sono trattati con questi pesticidi circa il 50% dei semi coltivati nell’inverno 2013 è sopravvissuta solo la metà degli alveari!

Incomprensibile e ingiustificabile la posizione dell’Italia - dove di fatto dal 2008 tale stop parziale è già operativo e dove ha già evidenziato effetti più che positivi - che si è schierata contro l’orientamento comunitario e della maggioranza dei paesi.

L’influenza degli interessi delle Sei Sorelle che dominano il mercato mondiale dell’ agricoltura/chimica è enorme. Solo l’attiva vigilanza d’opinione pubblica potrà ora ottenere la prosecuzione degli accertamenti scientifici che evidenzino tutte le conseguenze inaccettabili dello spandimento chimico in agricoltura.

Api e apicoltori ringraziano di cuore tutti coloro che si sono attivati per la loro sopravvivenza e per … quella delle generazioni future…umane!"


Francesco Panella, Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani

I believe in instability

  Anche se in questi mesi i giorni belli, immersi nel verde a camminare e camminare non sono mancati, così come i bei ricordi che rimarranno...