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venerdì 25 settembre 2015

Sono un poeta. Che cosa faccio? Scrivo. E come vivo? Vivo. "La Bohème"


E' tutto un gran parlare di ritorno della moda bohémienne sulle riviste patinate (che sono un po' una droga per me..) e sulle passerelle, ma l'aria là fuori non ha niente di romantico, anzi in questo periodo trovo che ci sia nella realtà e nelle persone un trionfo di cinismo, una paura (guidata dall'ignoranza, niente di nuovo..)che rende tutti più cattivi, più acidi, per nulla poetici. Ci salverà la moda?! Ma si dice che la moda sia sempre andata di pari passo con la guerra (la moda è la versione femminile della guerra?!)e questo un po' fa paura... Se si pensa allo stile di vita bohémienne mi vengono in mente poeti "maudits" come Verlaine e Baudelaire, poeti che avevano anticipato e previsto, in versi, le angosce vissute poi da  tanti giovani durante la Prima Guerra Mondiale sfociata dai fasti della Belle Epoque, e anche questo intimorisce e affascina. La tristezza è bohème, il disagio è bohème... 

Je suis un poète. Que dois-je faire? Je vous écris.
 Et comment puis-je vivre? Vivant.
cit. da "La Bohéme" di Giacomo Puccini


Il est tout beaucoup de discussions au sujet du retour des magazines de mode bohème  et sur les pistes, mais l'air là-bas a rien de romantique, même en ce moment, je trouve qu'il à la fois dans la réalité et dans les gens un triomphe du cynisme, la peur (guidée par l'ignorance, rien de nouveau ..) ce qui rend toutes les plus mauvaises, la plupart des acides, pas poétiques. Il permettra de sauver la mode?! Mais ils disent que la mode est toujours allé de pair avec la guerre (la mode est la version féminine de la guerre ?!) Et cela un peu effrayant ... Si vous pensez que le style de vie bohème je peux penser de poètes "maudits" français comme Verlaine et Baudelaire, poètes qui avaient anticipé et attendus, dans le verset, puis l'angoisse vécue par beaucoup de jeunes dans la Première Guerre mondiale a entraîné de la splendeur de la Belle Epoque, et cela effraie et fascine. La tristesse est bohème, le malaise est bohème ...





immagini tratte dalle riviste:  COSMOPOLITAN, FEM, CHOCOLATE.


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Oggi viviamo in un gran torpore, gli Stati vivono in una sorta di letargo lesionista. Quando ci sveglieremo saremo molto diversi, non saremo più noi. Tutto è così frivolo e plastificato come un giocattolo. Allora, meglio chiudersi in una stanza e giocare. Qui lo stile  bohème si mescola  con gli anni'70 e con un  dinamismo quasi futurista. Insomma, niente di più retrogado... Buon divertimento!

Aujourd'hui, nous vivons dans une grande stupeur, les Etats vivent dans une sorte de léthargie préjudiciable. Quand nous nous réveillons, nous allons être très différente, nous ne serons pas nous. Tout est si frivole et en plastique comme un jouet. Donc, il vaut mieux être enfermé dans une pièce et jouer. Voici la bohème de style se mélange avec les années 70 et avec un dynamisme presque futuriste. En bref, rien de plus rétrograde ... Enjoy!





"Far vivere dentro il futuro una continua sfilata di cose vecchie" questa è la più grande invenzione dell'uomo moderno.

"Faire vivre dans le futur un défilé continu de vieilles choses" ceci est la plus grande invention de l'homme moderne.


In queste foto non indosso nuovi acquisti, solo nuove idee.
-
Sur ces photos ne portez pas de nouveaux achats, seulement de nouvelles idées.
Nel vecchio parco gelido e deserto

sono appena passate due forme.
Hanno occhi morti, e labbra molli,

e le loro parole si odono a stento.
Nel vecchio parco gelido e deserto

due spettri hanno evocato il passato.
- Ricordi la nostra estasi d’allora?

- E perché vuoi che la ricordi?
- Batte ancora il tuo cuore solo a udire il mio nome?

Ancora vedi in sogno la mia anima? – No.
- Ah, i bei giorni d’indicibile felicità

quando univamo le nostre bocche! – Può darsi.
- Com’era azzurro il cielo, e grande la speranza!

- Vinta, fuggì la speranza, nel cielo nero.
Andavano così tra l’avena selvatica,

e le loro parole le udì solo la notte.
Paul Verlaine. Colloquio Sentimentale-










 “Siamo sempre, tragicamente soli, come spuma delle onde che si illude di essere sposa del mare e invece non ne è che concubina.” 
Charles Baudelaire

Amedeo Modigliani "Ritratto di Dedie" + alimentatore
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“I profumi, i colori e i suoni si rispondono.” 
Charles Baudelaire

“E' ora di ubriacarsi! Per non essere gli schiavi martirizzati del Tempo, ubriacatevi, ubriacatevi sempre! Di vino, di poesia o di virtù, come vi pare.” 
Charles Baudelaire
It 's all a lot of talk about the return of the bohemian fashion glossy magazines (which are a bit' a drug to me ..) and on the runways, but the air out there has nothing romantic, even in this time I find there both in reality and in people a triumph of cynicism, fear (guided by ignorance, nothing new ..) which makes all the most evil, most acids, not poetic. It will save the fashion ?! But they say that fashion is always gone hand in hand with the war (fashion is the female version of the war?!) And that a little 'scary ... If you think the style of bohemian life I can think of poets "maudits" as Verlaine and Baudelaire, poets who had anticipated and expected, in verse, then the anguish experienced by many young people in the First World War resulted from the splendor of the Belle Epoque, and this frightens and fascinates. Sadness is bohemian, the discomfort is bohemian ...
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I am a poet. What do I do? I write. And how do I live? Alive.
"La Bohème" Giacomo Puccini
***
Today we live in a great stupor, states live in a kind of lethargy injurious. Nobody wants to anticipate the times, even if the future is already around us, tragic and in need of help. When we wake up we will be very different, we will not be us. Everything is so frivolous and plastic as a toy. So, better to be locked in a room and play. Here the style bohemme mixes with the 70s and with a dynamism almost futuristic. In short, nothing more retrograde ... Enjoy!
***
"To live in the future a continuous parade of old things" this is the greatest invention of modern man."
Serena S. Madhouse
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conversation sentimental
°
In the old park and icy desert
I have just spent two forms.
They have dead eyes, lips and soft,
and their words are heard with difficulty.
In the old park and icy desert
two spectra have evoked the past.
- Remember our ecstasy of that time?
- And why do you want to remember?
- Yet your heart beats only to hear my name?
Yet see in a dream my soul? - No.
- Ah, the good old days of unspeakable happiness
when we univamo our mouths! - It could be.
- What was the blue sky, and the great hope!
- Won, fled the hope, in the black sky.
They went well between the wild oats,
and their words were heard only at night.

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Paul Verlaine
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i jean che indosso in questo post sono di Mango
 e gli avete già visti nel 2014,  qui e qui! 

martedì 25 marzo 2014

candy candy day (o per lo meno pomeriggio..)

Oggi, 25 marzo, è il Capodanno Pisano, a Pisa che si sa, siamo sempre stati avanti, tanto che tutti si sono sempre impegnati molto per farci restare indietro, da oggi a mezzogiorno è già 2015, ma non è di questo che ho voglia di scrivere. 
      Ieri pomeriggio eravamo soli soletti Nerone e io, tempo glaciale fuori, impegni stranamente nessuno, il mio Lui era alle prove. Facciamo dei dolcetti per cena e, visto che da un po' ne avevo voglia, decido di guardare il film di Candy Candy su youtube.
      Candy Candy è stata per me una scuola, né più né meno, una scuola che mi era affine, per temperamento (forse ribelle/melodrammatico)molto più di quella reale che frequentavo . Ovviamente poi gli insegnamenti ricevuti si sono manifestati più tardi e casualmente, qua e là, nel corso della mia vita. Ogni tanto ne viene fuori ancora uno.
     Due cose che posso dirvi sono che sicuramente grazie a questo cartone animato ho capito qualcosa sulla Prima Guerra Mondiale, quella che per l'infermiera Candy sarà la Grande Guerra, dato che alle scuole dell'obbligo che ho frequentato questa parte della Storia è sempre stata saltata a piè pari (quindi figuratevi il resto). 
     Altra cosa che ho imparato e fatta mia è di tutt'altro genere: GALATEO (questo sconosciuto, lo so e si vede...), ed è il non mangiare mai tutto quello che c'è nel piatto, non bere mai tutto il té o il caffé, ma lasciarne sempre un po' quando siamo a mangiare fuori o ospiti di qualcuno. La spiegazione potrebbe fermarsi all'etichetta pura e semplice, che come diceva Mamy a Rossella di "Via col vento" (che con Candy Candy un legame ce l'ha) mentre le stringeva il bustino "mangia, fai colazione, che altrimenti poi ti abbuffi e una vera signorina non si deve mai abbuffare in pubblico", ma c'è anche dell'altro... pensiamo a una tazza di te zuccherata, se beviamo tutto il té e poi magari restiamo lì a chiaccherare usando la tazza per scaldarci le mani, come ogni tanto facciamo d'inverno, poi i residui di zucchero seccheranno e sarà un problema per chi dovrà lavare le tazze. Lasciare un po' di liquido nel fondo della tazzina è un gesto di cortesia per chi poi dovrà rigovernarla (si, lo so che nel mondo civile- a cui ci tengo sempre meno di appartenere- si dice "fare i piatti" ma spero che la parola RIGOVERNARE non sia troppo truce per voi;)-
      Poi molte altre cose ho affrontato forse per la prima volta grazie a Candy Candy, che vedevo il pomeriggio alla televisione in bianco e nero di cucina, su qualche canale televisivo locale, con interruzzioni lunghissime (con dei veri e proprio tormentoni pubblicitari che rammento a memoria ancora oggi, tipo quella delle lavapavimenti industriali ROTOWASH...un vero e proprio incubo per tutti i bambini dei primi anni'80), tv in bianco e nero eppure di Candy ho ricordi solo a colori, o meglio COLORATI, perché lei era colorata nell'animo...come forse dovrebbero essere tutti i bambini e invece, anche quelli più "fortunati"sono tendono sempre più al grigio... Eppure hanno una famiglia, una sicurezza, qualcuno che si prende cura di loro e gli difende (anche troppo) dagli antipatici della vita, che la nostra Candy ha avuto spesso tra i piedi.
     Ah! I piedi di Candy, meglio... quello che portava ai piedi: quelli stivali rossi, che per me erano meravigliosi, oggi ho un paio di anfibi alti, vecchissimi, con le suole rotte, ma sono allacciati fino al ginocchio e quando me li metto mi sento ancora un po' Candy, anche se i miei sono neri, i suoi erano rossi...


 Con Candy ho una cosa in comune, anche se per lei le cose poi si aggiustano (ma si sa è pur sempre una fiction destinata a bambini), per me invece non si sono aggiustate; per questo ho perso tutte le mie Annie e alla fine mi va bene anche così, ma è il come le abbiamo perse che un po' ci lega, ecco più o meno va così...
Candy sta per essere adottata ma fa di tutto per non piacere ai futuri genitori, lei vuole restare alla Casa di Pony con la sua Annie, che era in preda alla disperazione pensando di perdere l'amica...
Candy Riesce nel suo intento, Candy e Annie sono felici: resteranno ancora insieme!
Ma...
Annie viene chiamata da Miss Pony, ora quella coppia vuole lei, Annie accetta; la sua motivazione è: ma io desidero tanto avere una famiglia, dei genitori...
 Giusto, ma anche Candy desiderava le stesse cose, ma c'ha rinunciato per restare con te, Annie...solo che non l'ha detto, non ha detto che, pur desiderando qualcosa, ci avrebbe rinunciato per un'altra più importante, meno egoista... Insomma, non so se mi sono spiegata... 

Insomma, Candy ha Climt e una valigia bianca con rifiniture rosse, le sue uniche certezze, oltre le sue lentiggini, il suo coraggio, la sua volontà, e vi pare poco?!
Candy candy è uno di quei cartoni animati che forse oggi, coi bambini e, soprattutto, coi genitori di oggi NON AVREBBE SUCCESSO.
Perché affronta dei temi che potrebbero, secondo sempre i suddetti  genitori moderni e gli pseudononni (poiché le disgrazie non vengono MAI sole), NUOCERE GRAVEMENTE ALLA SALUTE MENTALE dei loro piccini...
Ci si arrampicava sugli alberi e si cade (io nella mia infanzia per fortuna non sono mai caduta, almeno dagli alberi, ma arrampicata sul grande cedro, SIII!!! e sono stata inseguita da un cavallo e diversi cani, e per andare oltre il fosso con la bici o senza passavo da un ponticello traballante e pensavo che Candy avrebbe fatto lo stesso e non avrebbe avuto paura)
Si vive e si cresce anche senza genitori (per fortuna a me non è accaduto, ma comunque ho avuto la fortuna di avere dei nonno presenti, visto che i miei non lo erano sempre, ma se non fosse stato così forse sarebbe in qualche modo andata bene ugualmente o forse meglio, chissà...)
Si subiscono ingiustizie dai propri coetanei,e si affrontano senza bisogni di denunce o di andare a spifferare tutto in televisione o sui giornali (a me è successo dalla terza elementare fino alla quarta superiore e mai mi sono sognata di chiedere aiuto ai miei, insomma un po' di orgoglio...)
Per amore si possono anche cambiare i proprio programmi, tipo lasciare una prestigiosa scuola in Inghilterra per andare a fare l'infermiera in America...
Che se ti casca un riflettore su una gamba la gamba in questione puoi anche perderla ma... non è che devi, per questo, rovinare la vita agli altri... (mi viene in mente un improbabile incontro tra  Susanna di "Candy Candy" verso Svetlana della serie "I SOPRANO"!!)
Che esiste anche il DIVORZIO (quello dei genitori di Terence ma, soprattutto quello tra Terence e Susanna!!) e quando Candy viene a sapere della separazione di Terence da Susanna è semplicemente felice senza alcun velo ipocrita sulla coscienza...


Di Candy Candy esisteva anche una pubblicazione quando ero piccina e quando i manga non andavano di moda, si chiamava proprio il "Giornalino di Candy Candy" era un settimane edito da Fabbri, con un fumetto in cui i personaggi della serie vivevano altre avventure, era disegnato da italiani e forse (almeno per me!) era la parte meno interessante. La cosa che mi piaceva di più era la posta di Candy, e le varie rubriche dei personaggi, da Annie a Patty al tenero Klimt... 

http://www.robozzy.com/cataloghi_giornali/Candy/present.jpg
Tante volte (come faccio ora con le innumerevoli riviste di moda che compro) mi sono nascosta tra le pagine di Candy Candy, in momenti non belli della mia infanzia, e se ci penso mi rendo conto mi rendo conto di quanto sono stata fortunata ad essere stata piccola ieri invece che oggi, almeno le mie corse per i campi me le sono potute fare e stanca, tornando a casa, potevo vedere qualcosa di sano in televisone... così come lo sono stati i miei coetanei, generazione di mezzo, dannata, in perenne equilibrio tra antico e moderno ma con sempre dei punti di riferimento sani e radicati nella realtà anche quando partivano dalla finzione...

http://www.robozzy.com/cataloghi_giornali/Candy/Candy_scan_fumetto/candy1_25.jpghttp://www.robozzy.com/cataloghi_giornali/Candy/Candy_scan_fumetto/candy1.jpghttp://www.robozzy.com/cataloghi_giornali/Candy/Candy_scan_fumetto/candy8_27.jpghttp://www.robozzy.com/cataloghi_giornali/Candy/Candy_scan_fumetto/candy4.jpghttp://www.robozzy.com/cataloghi_giornali/Candy/Candy_scan_fumetto/candy4_16.jpghttp://www.robozzy.com/cataloghi_giornali/Candy/Candy_scan_fumetto/Candy17.JPGhttp://www.robozzy.com/cataloghi_giornali/Candy/Candy_scan_fumetto/candy17_11.JPG
e visto che rivedere interamente la serie non è possibile (per questioni legali dovute ai diritti d'autore) se vi è venuta nostalgia qui i due film completi (dove però sono statai fatti dei grossi tagli, e sono completamente assenti alcuni "capitoli" fondamentali della serie (il lavoro come infermiera durante la guerra, la morte di Stear, il ritorno di Annie, ecc..)


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lunedì 25 febbraio 2013

non ci capisco un tubo

in pausa dalla mattinata prepratoria all'operazione chirurgica che subirà il soffitto del mio bagno (e spero solo quello, perchè se entrano nel mio boudoir..giuro iniziò a MORDERE), la situazione, grazie al troppo tempo aspettato per motivi BUROCRATICI (grazie tante all'amministratori condominiali..gasp), quindi domani...no, non ci riesco proprio a pensare a domattina, quando inizieranno a spaccare, s einizieranno, perchè non è detto che io gleilo lasci fare così facilmente, se prima non mi garantiscono che non c'era proprio modo di intevrenire dall'appartamento sopra. BASTA.
ti sposti di 40 km, senza varcare confini e ..ti ritrovi in un mondo dove tutto è più complicato. Marco dice che è perchè Pescia, essendo una città piccola, si sente inferiore quindi complica tutto per darsi importanza.
E io, appunto, che son pisana di campagna di certe cose cittadinesche, per fortuna ... non ci capisco un tubo!
Altra cosa che non capisco è perchè noi donne italiane che la pensiamo in un certo modo abbiamo bisogno dell'aiuto delle donne Ucraine per dire la nostra, per protestare...
Si vede che siamo imbambolate davanti alla fiction, alla parola scritta o registrata, dentro i nostri vestitini fashion, lo smalto, il lipstick, le scarpe con tacco+platou..perchè siamo diventate troppo nane (DENTRO) e il tacco non ci bastava più.
Si vede che è così.
Comunque alle FEMEN tanto di cappello! Grazie e scusate, che se anche noi non abbiamo gli OMON russi ci si va molto vicine.
E ai poliziotti...complimenti davvero per la prova di forza, pensavo fossero ormai solo capaci di fare le guardie del corpo ai mocciosi di Casapound, invece sanno anche far male alle donne!

p.s. 
dell'ultimo minuto

f

I believe in instability

  Anche se in questi mesi i giorni belli, immersi nel verde a camminare e camminare non sono mancati, così come i bei ricordi che rimarranno...