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venerdì 12 agosto 2016

12 agosto 1944



a Sant'Anna di Stazzema i nazisti, guidati da fascisti locali, fanno strage di civili: 560 i morti.
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In Sant'Anna di Stazzema the Nazis, guided by local fascists, are killing civilians: 560 dead.
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Dans Sant'Anna di Stazzema les nazis, dirigés par des fascistes locaux, tuent des civils: 560 morts.
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In Sant'Anna di Stazzema die Nazis, geführt von lokalen Faschisten sind, Zivilisten zu töten: 560 Tote.
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In Toscana si conta il numero maggiore di vittime civili,
la Toscana ha sempre pagato il prezzo più alto, 
senza mai versare una lacrima, mai pretendendo aiuti, 
ma dando sempre esempio di civiltà.

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In Tuscany, the highest number of civilian casualties is counted,
Tuscany has always paid the highest price,
never shed a tear, never demanding aid,
but always giving example of civilization.
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 IL SOTTO_POST
stragi avvenute nel territorio del Comune di San Giuliano Terme: 

20 giugno, Agnano(1 vittima); 
6 luglio, Ghezzano(1 vittima); 
24 luglio, Asciano Pisano (2 vittime); 
5 agosto, Asciano Pisano (5 vittime); 
19 agosto, Gello (19 vittime). 

A questi tragici eventi devono poi aggiungersi la strage del ponte di Ripafratta (68 vittime, tra cui don Libero Raglianti, medaglia d'oro alla Resistenza), avvenuta il 24 agosto in quello che formalmente territorio della frazione di Filettole nel comune di Vecchiano, 
e ovviamente il rastrellamento dell'11 agosto, (della stessa formazione tedesca che il giorno dopo compirà la strage di sant'Anna di Stazzema) della Romagna, sopra la frazione di Molina di Quosa (59 vittime tra cui-unica donna- Livia Guereschi, dei 300 rastrellati che furono poi deportati in Germania).

lunedì 12 agosto 2013

12 agosto 1944


In molti modi si potrebbe iniziare per parlare di Sant’Anna di Stazzema, abbiamo deciso di partire dai sogni..


“Da grande sognavo di fare il dottore. Per aiutare le persone.”
“Mi sarebbe piaciuto vedere il mare.”
“Per il mio compleanno volevo le scarpe nuove.”
“Volevo diventare vecchio come mio nonno.”
“Mi garbava fare il pane con la mia nonna.”
“Volevo diventare bella come la mia mamma.”
“Vorrei giocare ancora con il mio cagnolino.”
“Da grande volevo fare il pilota.”
“Volevo fare la prima comunione.”
“Mi divertiva ricamare con la zia.”
“Mi piaceva correre nel bosco.”
“Volevo girare il mondo.”
“Andavo sempre nel bosco insieme al babbo per cogliere la legna.”
“Volevo diventare grande come il mio babbo.”

Questi e un milione di altri sogni potevano essere quelli dei bambini di Sant’Anna di Stazzema, sogni e vite spezzate invece in quelle maledette tre ore del 12 agosto 1944.
L’Eccidio di Sant’Anna è stato un crimine contro l’umanità tutta, commesso dalla 16.SS-Panzergrenadier-Division “Reichsfuehrer-SS” comandata da Max Simon, comandante generale, condannato a morte dal tribunale militare inglese  di Padova, ma  la condanna fu subito tradotta in carcere e rimandato in Germania, dove per intercessione dell’Arcivescovo di Colonia fu scarcerato nel 1954, come tanti altri criminali nazisti. Non si mostrò mai pentito di quello che aveva fatto.

VENTI GIORNI
Le è stata dedicata una piazza di Sant’Anna di Stazzema. Sulla lapide è scritto “Anna Pardini, la più piccola dei tanti bambini che il 12 agosto 1944 la guerra ha qui strappato ai girotondi”. 
Era nata il 23 luglio di quel’anno. Aveva 20 giorni quando la mamma, Bruna Farnocchi Pardini, la prese in braccio per l’ultima volta.
 Gli assassini avevano obbligato una moltitudine dolente, terrorizzata a schierarsi davanti al muro di una casa. Di fronte avevano piazzato una mitragliatrice. 
Da servente al pezzo fungeva un traditore. Cominciò il crepitio. Bruna cadde a terra, insieme ad Anna. Non si rialzò più. 
La piccola, alla quale i colpi avevano tranciato le gambe, sopravvisse solo per poco più di una settimana, come la sorellina Maria.

EVELINA
Sant’Anna di Stazzema, 12 agosto 1944. Alle tre di notte fu sicura che il suo terzo figlio stava per nascere. Il marito era fuori di casa da qualche ora per badare alle bestie. Allora Evelina Berretti Pieri pregò una vicina di chiamarle la levatrice. 
Ma fu più veloce la colonna del capitano Anton Galler. Prima di arruolarsi nelle SS costui faceva il fornaio. Ma cambiò mestiere: fu lui a far da ostetrico. O uno dei suoi uomini.
 L'ex rabbino di Roma Elio Toaff, sfollato da quelle parti, corse a vedere cos’era successo a Sant’Anna. Sulla piazza della Chiesa c’era un cumolo di cadaveri (poi, solo lì, ne conteranno 132)bruciati. 
Nella penombra della sera intravide una donna seduta su una sedia. Era Evelina. L’avevano sventrata. Il feto di quel piccolo essere mai nato, ancora legato alla madre dal cordone ombelicale, era in terra. Come tocco finale gli avevano sparato in testa.
Il marito di Evelina era stato trucidato con i suoi fratelli qualche metro più in là.


Circa 560 sono state le vittime, tra cui 130 bambini, delle SS tedesche, accompagnati fin lassù dai traditori fascisti.
 La ferita più grande a una Toscana che  conta il più alto numero di vittime del  nazifascismo.

Qui di seguito i nomi dei “colpevoli”, "ergastolani teorici”, condannati nel nome del Popolo Italiano eppure vissuti in libertà, nel loro Paese, circondati spesso anche da ammirazione.

Bruss Werner
Concina Alfred
Goering Ludwig
Gropler Karl
Rauch George
Richter Horst
Schendel Hainrich
Schoeneberg Alfred (deceduto)
Sommer Gerhard
Sonntag Ludwig H. (deceduto)

SantAnna-la chiesa violata    MadHouse AutoproduzioniMadHouse Autoproduzioni


Sono trascorsi 69 anni da quella terribile mattina del 12 agosto del 1944 quando in un piccolo borgo arroccato sulle Alpi Apuane la furia nazista uccise 560 civili di cui 130 bambini. Le atrocità commesse dalle SS furono sconvolgenti. Giunsero a far partorire una donna, Evelina, e prima di ucciderla, dinanzi ai suoi occhi, spararono alla tempia del figlioletto. Furono trovati ancora uniti dal cordone ombelicale. Quella mattina di 69 anni le SS, guidate da alcuni fascisti locali, a Sant’Anna portarono l’inferno in un luogo che si riteneva fosse lontano dai venti di guerra. Ma quel giorno oltre all’eccidio delle 560 vittime, avvenne un crimine ancora maggiore che è la morte dell’uomo, della sua umanità. Un crimine, o meglio un suicidio, che la storia ci ricorda troppe volte accadere, basti pensare ai campi di concentramento, alle tante guerre che incendiano il mondo. L’atrocità di certi atti è difficile da elaborare e così si commette l’errore di non ricordarla, è come se si innescasse nella mente un meccanismo di difesa. Freud sosteneva: “La mente allontanerà sempre, ancorché inconsciamente, la realtà dolorosa”. La realtà è che troppo doloroso concludere che in potenza ognuno di noi, se inserito in ideologie malvagie, se cresciuto in sistemi di violenza, può trasformarsi in un mostro. Ma la storia dovrebbe servire proprio a indicarci delle linee da seguire per evitare certe deviazioni. Purtroppo questo non sempre accade e l’uomo necessita di rivivere certe brutalità, spesso, invece di proporre dei modelli diversi alle violenze che si è subito, le vittime diventano carnefici. QUELLO CHE sta patendo il popolo palestinese ne è un’aberrante prova. Per le recenti guerre che ci hanno visti anche direttamente coinvolti come in Iraq e Afghanistan, addirittura ci si erige a paladini della libertà e con questo vessillo si bombardano Paesi, si spolpano di ricchezze territori uccidendo migliaia di civili. Per non parlare poi dell’ipocrisia, anche violando l’articolo 11 della Costituzione, allorquando si parla di missioni di pace. L’ultima, in ordine di tempo, uccisione di un soldato italiano raccoglie questa incongruenza in una foto di Repubblica in cui una frase di un conoscente del caduto affermava in virgolettato che quest’ultimo era un portatore di pace, che amava la pace e in basso c’era la foto di un nostro militare armato fino ai denti pronto all’assalto. Su questo occorre essere chiari: la pace, quella vera, la si conquista con il paziente dialogo, seminando il bene e non con le armi! È fondamentale, specie per i più giovani, tenere viva la memoria. Ma ancora più importante è insegnare ad attualizzare ciò che è successo 69 anni fa, capire oggi dove, in che forme e per quali motivi si eserciti il male della guerra. Occorre capire insieme ai giovani il perché siamo così succubi dei potentati militari tanto che, nel nostro Paese, investiamo quotidianamente 70 milioni di dollari in armamenti e dobbiamo acquistare dei cacciabombardieri difettosi per i quali ogni singolo casco costa due milioni di dollari. Occorre capire perché questo Sistema mondiale investa ogni anno 1. 753 miliardi di dollari in armamenti quando ne basterebbero circa 40 per porre fine alla fame nel mondo. Alla nuova generazione deve essere chiaro che le armi come deterrente e la guerra per accaparrarsi sempre crescenti risorse, per questo Sistema neoliberista, sono linfa vitale. Questo Sistema della crescita infinita in un mondo finito è portatore sano di ineguaglianze come mai si sono avute in passato (ogni anno muoiono circa 50 milioni di persone per fame). Se non si cambia questo Sistema le ricorrenze per ricordare il male di ieri saranno solo sterili cerimonie per ripulirsi l’anima dei crimini di oggi.
di Gianluca Ferrara

martedì 15 novembre 2011

Non chiuderà la capitale morale della Toscana, ma...

.. se qualcuna di voi ha la possibilità di contattare qualcuno dell'ANPI delle vostre zone proponete una sottoscrizione o una piccola raccolta fondi.
La Regione Toscana ha impedito la chiusura del Museo ma c'è bisogno comunque di aiuto.

grazie!
mad
sant'anna di stazzema (e la Resistenza in Tosc di

Maria Franca Gamba aveva due anni e adorava la sua bambola.
Chissà come la chiamava, in quali giochi la accompagnava, quale ruolo aveva nelle sue fantasie.

Il 12 agosto 1944 a sant'Anna di Stazzema, quando le Ss la trucidarono insieme alla sua mamma sul sentiero che porta a Coletti, Maria Franca tiene la bambola stretta a sé, come per proteggersi. O forse per proteggerla.
Perché i bambini giocano imitando; e in quelle mani strette con forza c'è un ultima, atroce, disperante richiesta di pietà.

MadHouse Autoproduzioni
Tutti insieme proviamo a proteggere la bambola
che quella bambina stringeva forte quando le spararono.
E' l'unico modo per proteggerla e conservarne la memoria.


Fabrizio Brancoli (de IL TIRRENO)
MadHouse Autoproduzioni
era un partigiano...    MadHouse Autoproduzioni






Scongiurata la chiusura del Parco Nazionale della Pace grazie all'intervento della Regione Toscana

Aperto il conto corrente per sostenere il Parco Nazionale della Pace
IT06L0872670250000000730185- Banca Versilia Lunigiana Garfagnana -Agenzia Pontestazzemese - causale "Salviamo il Parco Nazionale della Pace di Sant'Anna di Stazzema
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SANT'ANNA DI STAZZEMA- La Regione Toscana adotterà un provvedimento, probabilmente lunedì prossimo, per stanziare le risorse necessarie a scongiurare la chiusura del Museo di Sant'Anna di Stazzema. Lo ha detto stamani il presidente della Regione, Enrico Rossi, in visita a S.Anna di Stazzema; insieme a lui, il sindaco di Stazzema, Michele Silicani, il vicepresidente della Provincia di Lucca, Maura Cavallaro, il presidente dell'associazione Martiri di Sant'Anna, Enrico Pieri, l'on. Carlo Carli, primo firmatario della legge istitutiva del Parco. Si colmerà così la lacuna derivante dai mancati finanziamenti dello stato per due annualità, pari a 100 mila euro, previsti dalla legge 381/2000 con cui venne istituito il Parco Nazionale della Pace di Sant'Anna di Stazzema. La Regione Toscana ha sempre mantenuto i suoi impegni erogando ogni anno 130 mila euro a sostegno del Parco della Pace e si propone di rimediare alla situazione con un intervento aggiuntivo. "E' un dovere istituziona le riparare a questa offesa verso la memoria, le vittime e i superstiti"- ha detto il presidente Enrico Rossi, salito a Sant'Anna questa mattina-"e lo faremo con un contributo che consentirà al Museo di restare aperto. Sono qui a S.Anna assumendomi la responsabilità di chiedere scusa a nome della Repubblica italiana, certo di interpretare il sentimento della stragrande maggioranza dei cittadini". Il provvedimento, sul quale sta già lavorando l'assessore Scaletti, dovrebbe essere pronto per lunedì prossimo. "Il nostro vuole essere un atto riparatore : non possiamo smarrire i riferimenti essenziali da cui è nata la nostra Repubblica e i luoghi che simboleggiano questi valori, come Sant'Anna di Stazzema". Rossi ha ribadito l'importanza per la Regione del Parco Nazionale della Pace. "Insieme a Marzabotto, Boves e le altre località di stragi, è uno dei luoghi fondanti per le ragioni dello stare insieme come cittadini. Tenere aperto il museo è un atto di rispetto per la memoria e di riscatto per il nostro Paese: non possiamo permetterci di dimenticare, non c'è futuro per un paese che smarrisce la memoria. I valori sanciti nella Costituzione nascono dal ripudio della guerra e dai valori dell'antifascismo". Il comune ha aperto in queste ore un conto corrente a sostegno del Museo e del Parco (al quale lo stesso presidente Rossi parteciperà a titolo personale), gli estremi sono: IT06L0872670250000000730185- Banca Versilia Lunigiana Garfagnana -Agenzia Pontestazzemese - causale "Salviamo il Parco Nazionale della Pace di Sant'Anna di Stazzema" . Commosso Enrico Pieri, superstite e presidente dell'associazione Martiri di Sant'Anna. "Le parole del presidente mi hanno emozionato: non avevo dubbi che la Regione Toscana intervenisse con prontezza. E' necessario anche un impegno concreto da parte dell'Unione Europea verso S.Anna e tutti i luoghi di strage: è da qui che nasce la Costituzione Italiana ed è da questi valori che deve nascere la Costituzione Europea" . Il sindaco di Stazzema, Michele Silicani, rimarca l'importanza dell'annuncio di Rossi. "Sant'Anna è stata definita la capitale morale della Toscana. E' fondamentale portare avanti i valori della pace, come stiamo facendo da anni grazie al Museo e lavorare con i giovani: in tutto il mondo è in atto una fase epocale di cambiamenti e rivoluzione e ora più che mai si avverte il bisogno di formazione verso i valori della pace. Con l'Unione Europea i contatti sono stretti: a fine novembre saremo ricevuti dall'eurodeputato Leonardo Domenici e da Martin Schultz, futuro presidente del Parlamento Europeo. Sono questi i progetti che intendiamo portare avanti e il contributo della Regione Toscana è determinante. Sono orgoglioso di avere Enrico Rossi come presidente". Per la Provincia di Lucca era presente il vicepresidente Maura Cavallaro, che ha confermato "la vicinanza della Provincia a Sant'Anna di Stazzema e alle iniziative che promuovono i valori di pace, la memoria e la solidar ietà". Carlo Carli, primo firmatario della legge che ha sancito il Parco si è detto "indignato e addolorato" per la mancata erogazione dei fondi da parte del Governo, che "sono previsti per legge. Il presidente Rossi, al contrario, ha ribadito che i valori di pace devono essere al centro della nostra vita comunitaria. Non dubitavo della prontezza di Rossi e della Regione che si è impegnato a mantenere aperto il Museo".

Sant'Anna di Stazzema, 10 novembre 2011

Comunicato a cura di
2muv
press@2muv.it

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foto: serena s. madhouse



I believe in instability

  Anche se in questi mesi i giorni belli, immersi nel verde a camminare e camminare non sono mancati, così come i bei ricordi che rimarranno...