Visualizzazione post con etichetta paruir sevak. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta paruir sevak. Mostra tutti i post

lunedì 19 settembre 2011

assurdo e ingiusto

Vedo la vita da un occhio, l'altro è di vetro
Se da questo unico occhio vedo molte cose ne vedo molte di più dall'altro
Perchè l'occhio sano mi serve a vedere, quello cieco a sognare.

Paruir Sevak (1924-1971)

:::


Ieri sera è morto mio zio Giovanni, io l'ho saputo tardi, non sono riuscita a parlare con nessuno fino a poco fa. Avevo scritto di lui, non molto tempo fa, sull'altro mio blog (quello che tra un po' chiuderà, portandosi nel nulla un piccolo pezzetto insignificante di storia personale). Mio zio aveva deciso di entrare in una casa per anziani, Anche se io non l'avevo mai considerato anziano, era sempre stato così, tale e quale, pacato, mite, affettuoso coi gatti e appassionato di poesia, teatro, letteratura, storia locale... E non era nemmeno malato, o meglio lo era stato ma poi aveva superato la cosa e l'unico neo era il suo vivere da solo, il suo non farcela più a mandare avanti la vecchia casa torre di famiglia (quella dove è nato anche il mio babbo e un suo cugino...). Casa vecchia, cara di libri e umido, traboccante ricordi e vecchia e preziosa macchina da scrivere...
Ha renderlo bisognoso di cambiare vita era stato questa motivazione: avere qualcuno che si prendesse cura delle incombenze quotidiane, magari lui avrebbe ripreso a scrivere, a leggere di più.
Invece in poche settimane (sembrava intontito, come sottos edativo) le cose sono cambiate, peggiorate, e ora questo...
Stamani mi sentivo un mollusco, incapace di fare qualsiasi cosa, anche di pensare o fare una telefonatao decifrare l'orario del treno, Ho pensato che dovevo piangere e basta, non vista, senza nessuna critica. Poi ho parlato coi miei genitori, ora va meglio. Resta la rabbia.

Un uomo, ancora padrone delle sue facoltà, tempo fa decise di portare dei cambiamenti nella sua esistenza, per migliorarla. Forse non era la scelta giusta, per me non lo era, ma non è che contasse molto la mia opinione, e comunque l'ho rispettata. Oggi, dopo poco più di un anno, quell'uomo non c'è più. Sarà la rabbia mescolata al dolore ma io ci vedo qualcosa di ingiusto e di innaturale.

in questa foto, mio zio con Paloma Picasso
mio zio con Paloma Picasso in Le mie foto di

I believe in instability

  Anche se in questi mesi i giorni belli, immersi nel verde a camminare e camminare non sono mancati, così come i bei ricordi che rimarranno...