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domenica 17 giugno 2012

le cirque de la mode







Le mode non sono casuali, le impongono di solito quelli che sulle mode ci campano: i sarti, parrucchieri, venditori di effimero, fotografi.
Quest'anno i fotografi hanno cambiato le gambe delle modelle: da tonde, polpose e diritte che erano le impongono magre e arcuate, tutte quelle che appaiono sugli schermi e sui giornali devono tenerle un po' storte.
Le taglie grandi sono bandite, anche se la maggior parte delle persone è grassa e cicciona, nei negozi di abbigliamento non si trovano più magliette e camicie di taglia grande, bisogna farsele fare su misura. 
E questo spiega in parte la moda: bisogna trovare la maniera di aumentare i consumi, e di vincere la noia del già visto, del già pensato, e così succede che le persone più sottomesse alla legge del gregge passino per le più eleganti. Sono le più obbedienti ai voleri delle masse e passano per snob.
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Fashions are not random, usually those that require it to live there on fashions: tailors, hairdressers, ephemeral, photographers.
This year photographers have changed the legs of the models: from round, plump and straight that were imposed lean and arched, all those that appear on the screens and in newspapers have to keep a bit 'wrong.
The larger sizes are banned, although most people are fat and fat woman, in clothing stores are no longer shirts and shirts size large, you have to have it done to measure.
And this partly explains the fashion: you have to find a way to increase consumption, and boredom of the already seen, already thought of, and it just so happens that the most submissive to the law of the flock pass to the most elegant. They are more obedient to the will of the masses and pass for snobs.


tratto da "GRAZIE NO- 7 COSE CHE NON DOBBIAMO ACCETTARE" di Giorgio Bocca, pagg.22-23
Feltrinelli 



scarpe ALBANO

modella: ZAZOE

collare CHRISTIAN DORIGATTI, giacca STELLA JEAN

circus: AFRICAN CIRCUS


scarpe MARIO VANTINO

giacca: FERRI COUTURE



teddy: WOLFORD


scarpe SEBASTIAN

orologio: JAEGER-LECOULTRE,

collare: ALIENINA

gonna: SERGEJ GRIMKO,





collare: CHRISTIAN DORIGATTI, legging WALFORD,



fotografie di G.Rossi, da EQUESTRIOitalia-n°14-spring

lunedì 11 giugno 2012

S.O.S. cambio di stagione..

oggi mi tocca: il cambio PARZIALE dell'armadio, parziale perchè è solo quello della casa B, poi ci sarà anche quello della casa A.
la prima cosa che mi viene in mente è di buttare tutto.
il giro shopping a Firenze è stato disastroso, meno male che ci sono altre cose, tipo i vecchi palazzi, la statua di dante in santa Croce, il buon cibo, la buona compagnia..
meglio così alla fine: ho meno roba da sistemare.
mi irrito ogni anno (anzi due volte all'anno) e poi devo moltiplicare per due...
ma devo resistere perchè in giro in mutande tanto poi non ci avdo, e la moneta per comprarmi poi tutto quello che non ho più poi dove la trovo?!
però sono quasi felice.
ho letto una frase di Giorgio Bocca riguardo alla moda e mi sono sentita ILLUMINATA.
Però via, bando alle ciance, ho un sacco di cose da fare. 
Pare anche sia il tempo giusto. Dopo la pioggia violenta/rivitalizzante di stanotte, un bel sole su cielo azzurro e bianco panna, brezza che sa un po' di montagna e ululati che non fanno rimpiangere un bel disco...

mercoledì 29 febbraio 2012

saggezza- Giorgio Bocca a proposito della TAV

Bocca: se insistete nell’imporre la Tav, tiro fuori il mitra

 Se vi sento dire la parola Tav, sparo. Se vi sento dire che la Tav, l’alta velocità, è indispensabile, necessaria al progresso, tiro su dal pozzo il Thompson che ci ho lasciato dalla guerra partigiana. Perché d’inevitabile in questo stolto mondo c’è solo l’incapacità della specie a controllare la suo conigliesca demografia, le sue moltiplicazioni insensate. Il progresso! Se vi capita di pecorrere la Pianura Padana che ha fama di essere luogo più ricco e civile d’Italia, date un’occhiata ai paesi e alle città. Quà e là riuscite ancora a vedere un campanile, ma il resto è urbanistica informe, una metastasi di casoni e casette venuti a slavina senza un piano regolatore, di materiali scadenti, di forme informi collegati da autostrade che si vergognano di essere così brutte e si nascondono dietro i tabelloni di vetrocemento o di plastica.

Questa necessità del progresso è un modo osceno per definire la nostra incapacità di resistere alle speculazioni. Saprete quanti anni ci vorrano per No Tav fare la Tav Lione-Torino-Milano? Pare più di 15 anni, giusto il tempo che arrivino ad inaugurarla i cinesi. Ma è possibile che sindaci e governatori dichiarino che senza il Tav si muore, si è tagliati fuori dalla civiltà? E’possibile che la signora Bresso della Regione Piemonte, che ho conosciuto come persona civile, dia i numeri se le bloccano i cantieri? Le grandi opere dormono, la legge progetto sta nei cassetti dei Berlusconi e dei Lunardi ma d’improvviso la congiunzione celeste della democrazia politica della speculazione cementiera si scatena e allora l’Italia intera è un cantiere.
Per arrivare dove? A un’alta velocità ferroviaria di cui si ignora tutto, se vincerà o meno la concorrenza del trasporto su strada, se troverà un numero di viaggiatori redditizio, se questi viaggiatori saranno davvero felici di metterci 15 minuti in meno tra Torino e Milano.Ma i conti torneranno? Ma sì che torneranno, perché il pubblico li farà tornare come accade per l’Hub Giorgio Bocca della Malpensa dove alla fine è la collettività a pagare il trasferimento di migliaia di persone cacciate dal rumore. Una volta si diceva:quando il mattone tira, tira l’economia. E se oggi non è il mattone, è il cemento delle gallerie per cui passa il progresso di quelli che ci sanno fare.
(Giorgio Bocca, “A chi servirà la famigerata linea Tav”, dal “Venerdì di Repubblica” del 30 dicembre 2005, articolo ripreso dal sito “NoTav.info”).

mercoledì 28 dicembre 2011

altri addii (e amore a cerchio di vita)

"I bambini che non hanno nonni o non conoscono la fanciullezza con i nonni non sanno cosa è l'amore a cerchio di vita, dell'infanzia e della vecchiaia che si compenetrano nell'arco della vita; non l'amore possessivo, nevrotico, ansioso dei genitori, sempre lì a pensare cosa farà da grande, sarà bravo da grande, ma l'amore di chi pensa solo a chiudere il cerchio della vita, il freddo, la noia, la debolezza dei vecchi per cui è un dono la curiosità, la vitalità, l'ingenuità dei piccoli."

Giorgio Bocca, "IL PROVINCIALE- settant'anni di vita italiana"
Feltrinelli/COOP-edizione speciale per il 150°dell'UNità d'Italia

Ero un po' che meditavo su questo post, da quando leggendo "Il Provinciale" di Bocca mi sono imbattuta in questa frase... i nonni, meritava un piccolo post con le fotografie dei miei due nonni da giovani, che ora non ci sono più ma che sono stati uno l'uomo dei motori e l'altro l'uomo del fiume, e infatti ora riposa proprio lì, vicino ai suoi argini... 

Ma in questo periodo ho poca voglia di rispettare i programmi che faccio (per la verità faccio fatica a alzarmi dal letto e molta di più a confrontarmi col mondo e, visto come vanno le cose mi viene quasi da dire "meglio così, lo facessimo davvero tutti, di restare a letto per un po' oltre il suono della sveglia, sai quanti danni in meno farebbe l'uomo alla Terra!?!) e il post è rimasto in un improbabile cassetto...
Poi ieri la notizia della morte di Giorgio Bocca, l'ho saputo mentre ero lì sulla poltrona dove poco prima avevo iniziato un nuovo capitolo del suo libro autobiografico, e dove parlava proprio della morte...dei colori che può avere la morte, perchè la morte ha sempre un colore...
Con lui se ne va un grande scrittore, un partigiano, un uomo capace di cambiare idea quando si accorge che quell'idea non è buona, con lui se ne va un pezzo di storia che sa di inchiostro vero e monti, con lui se ne va IL GRANDE GIORNALISMO ITALIANO.
E se ne va per sempre nel giorno di Natale 2011, perchè di grandi giornalisti come lui ( e come Enzo Biagi, e mettiamoci anche Montanelli Indro che pure non mi è mai stato tanto simpatico..) non ne avremo più. 
I, giorno dopo poi, come se questo periodo non fosse già difficile per conto suo, se ne è andato anche un'altro dei miei zii, se ne va dopo poche settimana dalla morte della zia Varna, sua moglie. E' abbastanza desolante tutto questo. E il sole e la temepratura così insolita di questi giorni rendono tutto ancora più assurdo.
Diventiamo ogni giorno più poveri, più aridi, più superficiali...e per fortuna che abbiamo le nostre rivistelle di moda, le calze di nylon (colpevoli di guerre e infinite schiavitù economiche..), i dolcetti pieni di burro, le finte rivoluzioni arabe che ci fanno indignare davanti agli schermi e non ci fanno vedere che il marchio che portano ha le stelle e le strisce...
Buon Mercoledì


mad

p.s.
una bella immagine di Giorgio Bocca

I believe in instability

  Anche se in questi mesi i giorni belli, immersi nel verde a camminare e camminare non sono mancati, così come i bei ricordi che rimarranno...