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giovedì 4 febbraio 2016

my daily bag





Non è una it-bag, non è costosa (ma preziosa si, è un regalo della mia mamma), ma è molto fedele, stranamente mi segue da diversi mesi: è pratica come quasi tutte le tracolle, capiente (anche se non sembra, e comunque per me capiente significa che possa contenere una bottiglietta d'acqua). Mi tiene compagnia, perchè quando sono da sola (in treno, o da qualche parte, tutti i personaggi da cui è popolata mi tengono compagnia), è infantile e così è perfetta per me. 
Era da tempo che pensavo di dedicarle un post, perché lo merita. Qui alcune foto scattate lunedì, una passeggiata prima di fare la spesa, un giorno di sole e ho avuto il coraggio di svegliare dal loro letargo un paio di jeans. Lunedì è stato un giorno piacevole, poi il tracollo. Ho dovuto dire addio ad una persona meravigliosa, la mia amica Francy. Oggi per fortuna è tornato il sole. 
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It is not an it-bag, is not expensive (but valuable is, is a gift from my mom), but it is very true, oddly follows me for several months, is practical as almost all shoulder bags, large (though not it seems, however, and for me capacious mean that it can contain at least one bottle of water). It keeps me company, because when they are alone (by train, or somewhere) all the characters from which is populated capture my attention, is childish and so is perfect for me. It was a long time I thought to dedicate a post, because it deserves it. Here are some photos taken Monday, before a walk to the grocery store, a sunny day and I had the courage to wake up from their lethargy a pair of jeans. Monday was a nice day, then the collapse. I had to say goodbye to a wonderful person, my friend Francy. Luckily, today the sun came out.




serena

martedì 19 gennaio 2016

Ciao Glenn

Ci sono avvenimenti che mi suscitano malinconie la cui unica cura è il rifugio in una penna e in un foglio di carta, un tempo un lapis e una pagina di album da disegno. I dischi degli Eagles gli avevo in camera e non perché ce li avessi messi io, insieme a quelli dei Doors e di Alice Cooper. A causa di una loro canzone, Desperado, ho avuto il mio primo periodo western (anche se coi film western, grazie al mio nonno paterno e alla serie tv, che all'epoca si chiamava "sceneggiato", La Conquista del West, avevo una certa familiarità), e allora disegnavo e disegnavo, sempre soggetti femminili in tenuta da pistolero.
    Eravamo alla fine degli anni '80 e tra un telefilm tedesco e l'altro (lo so, i protagonisti dei polizieschi tedeschi erano sempre commissari o investigatori anziani e tristi nel loro cappottino anteguerra, ma c'erano sempre i delinquenti ad attirare la mia attenzione, erano biondini con chiodo nero, ovviamente provenienti dalla Germania Est ed erano carini, cosa strana per dei tedeschi... ora vado fuori tema) non mi perdevo neanche un episodio di Miami Vice, in orario pre -TG potevi vedere e ascoltare il top del top, potevi sentir parlare di droga, prostituzione e traffico internazionale di armi senza tante ipocrisie, senza tante censure e nonostante fossi piccola sono sopravvissuta!! Grazie a Miami Vice ho capito presto che cosa erano gli USA, soprattutto che il loro concetto di giustizia era facilmente manipolabile e poteva prendere qualsiasi forma, come un panetto di Pongo.
     Il primo ricordo che ho di Glenn Frey è intorno a un vecchio aeroplano, in partenza per la Colombia, due passeggeri piuttosto perplessi (Sonny e Rico) e la sua camicia, favolosa! Uno dei miei complimenti più riusciti (e comunque sempre sincero) è : "sembri Glenn Frey", vero Marco!!?
E poi quel pezzo bellissimo, uno dei più significativi degli anni'80, che è YOU BELONG TO THE CITY, che ho ascoltato così tanto negli ultimi tempi , e che ho condiviso con voi qualche tempo fa, nel 2014, qui, riascoltata anche oggi dal disco della colonna sonora di Miami Vice, un piccolo doveroso omaggio che Marco ha fatto a Frey... poiché anche Glenn ci ha lasciati. 
        Questo sconnesso post dovrebbe essere, e forse sarà, un mio personale addio e omaggio  a Glenn Frey, agli Eagles in un certo modo, perché come erano non saranno più... In realtà è anche un fermarsi (in modo egocentrico, certo..) e fare il punto della situazione.
Gli hai conosciuti nel fiore degli anni, belli e creativi e, oggi, sono morti.
Fa una certa impressione.
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vola in alto Glenn!!!



This post should be disconnected, and perhaps will, my personal farewell and tribute to Glenn Frey, the Eagles in a certain way, because as they were no longer ... In fact it is also a stop (so self-centered, of course .. ) and take stock of the situation.
Did you known in their prime, beautiful and creative and are now dead.
It makes an impression.

lunedì 11 gennaio 2016

From The Lions Mouth

When I'm in a certain mood, I just want to listen to this album (great and ever forgotten - -The Sounds of Adrian Borland-). Okay, it was the vinyl version would be better, but That is to few kilometers held a series of cold rain and sad. Day of mourning ... the music is the only treatment.
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mercoledì 13 marzo 2013

-ADDIO A TERESA MATTEI- la ragazza di Montecitorio

Addio a Teresa Mattei, era l’ultima donna rimasta tra le elette alla Costituente

Nata a Genova l'1 febbraio 1921, era detta la "ragazza di Montecitorio" dove, nel 1946 svolse la funzione di segretaria dell’ufficio di presidenza. Nel '38 fu espulsa da tutte le scuole del Regno perché antifascista, nel '55 fu cacciata dal Pci perché contraria allo stalinismo e alla linea togliattiana. Con il nome di battaglia "Partigiana Chicchi" fu staffetta, protagonista della Resistenza e della lotta di liberazione

 

Addio a Teresa Mattei, era l’ultima donna rimasta tra le elette alla Costituente 

Teresa Mattei fu la più giovane eletta nell’Assemblea costituente e per questo veniva chiamata “la ragazza di Montecitorio”. Mattei, morta a 92 anni, detta “Teresita“, era l’ultima donna vivente tra le ‘costituenti’. Nel 1938 venne espulsa da tutte le scuole del Regno per aver rifiutato di assistere alle lezioni in difesa della razza. Nel 1955 fu cacciata dal Partito comunista italiano perché contraria allo stalinismo e alla linea togliattiana.
La salma è esposta nella casa di famiglia dove resterà anche per l’intera giornata del 13 marzo. Le esequie si svolgeranno giovedì alle 14 con una cerimonia civile. La salma sarà cremata a Livorno. Laureata in filosofia a Firenze, era stata partigiana con il nome di battaglia “Partigiana Chicchi”: era una staffetta, protagonista della Resistenza e della lotta di liberazione, fu candidata per il Pci all’Assemblea costituente, nella quale aveva svolto la funzione di segretaria dell’ufficio di presidenza.
Teresa Mattei ha trascorso gli ultimi anni di vita a Lari(Pisa). E’ stata dirigente nazionale dell’Unione donne italiane (Udi) e inventò l’utilizzo della mimosa per la Festa della donna. L’idea le venne quando seppe che Luigi Longo intendeva regalare alle donne per quel giorno delle violette: lei intervenne suggerendo un fiore più povero e diffuso nelle campagne.
Nel 1966 divenne presidente della Cooperativa Monte Olimpino a Como, che con Munari, Piccardo e altri realizzava e produceva film nelle scuole, fatti dai bambini. Con la Lega per i diritti dei bambini alla comunicazione ha promosso in tutto il mondo grandi campagne per la pace e la non violenza.

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mercoledì 18 aprile 2012

...



E' passata una settimana da l'ultima volta che ho pubblicato un post, e da quel momento mi sono allontanata dai computer e dal web, la realtà a volte basta e avanza, ma non è solo per quello. Che a volte è meglio il silenzio, chiusi in se stessi si sta al caldo, o per lo meno si cerca di regalarci un po' di quel calore che, invece, fugge via...
Devo ringraziarvi per i bei commenti che mi avete lasciato.
Per la compagnia che mi avete fatto anche se io ero assente.
E' passata una settimana e un giorno da quando la mia nonna non c'è più. 

Perchè, alla fine, in quella "stanza girasole" con le pareti gialle e i quadretti provenzali, la mia nonna c'è stata solo poche ore. Poche ore dignitose, in cui non ha sofferto (sì, ok,solo  grazie alla morfina...), in cui era al caldo e nell'intimità di una stanza tutta per sé, ma comunque poche ore e io, nonostante vedessi in che condizioni fosse, avevo immaginato che sarebbe andato tutto un po' diversamente. 
Invece...

E poi tante cose da fare, da organizzare, perchè anche in certi momenti non te lo concedono di gettare la spugna per un po' e lasciare che tutto scivoli via... Orari da rispettare, certificati e conti da pagare, e intanto un pezzo della tua vita se n'è andato per sempre. E questa è la nostra società evoluta che ci fa sentire così superiori a tutti gli altri esseri viventi.
L'altro sabato, di notte, per strada abbiamo incontrato un cervo, finito lì sul ciglio dela strada, magari rincorrendo una fresca notte primaverile in cui dare libertà alla sua voglia di correre, ai suoi muscoli tonici...
E invece, bellissimo, imponente e impaurito deve essersi reso conto di quanto limitato sia il mondo. Eppure non è sempre stato così.

Mi dispiace anche che mia nonna non abbia potuto ricevere l'ultimo saluto nella chiesa in cui era stata battezzata, in cui si era sposata, la chiesa del suo Gello, paese in cui era nata, in cui aveva imparato a ricamare, paese in cui aveva lottato e rischiato la vita...Ma lasciamo perdere il perchè di questo, alla fine va bene anche così. Lei non è un capitolo chiuso ma, come tutti i miei cari fa parte di me e sarà così per sempre.
E spero tanto che questo mio spazio virtuale torni a sorridere...



martedì 27 marzo 2012

un saluto...

... che ci aiuti a sorridere, ricordando la scrittore "pisano di Vecchiano" scomparso domenica...
proprio una settimana fa avevo trascorso un bel pomeriggio tra il suo/mio mare e il suo paese, 
per un gelato, qualche foto, due passi silenziosi tra le vecchie case, la montagna di pietra rossa e la Casa del Popolo una delle poche rimaste uguale ai ricordi di un tempo ancora vicino, 
ma ormai perso


 "Uno dei piaceri di questi ultimi anni è passare qualche giorno, in autunno  e in estate, da Tabucchi, a Vecchiano, fuori Pisa... L'uomo schivo e complicato, la sua personalità camuffata, indecifrabile: tutto questo scompare. Vecchiano è il paese che ama, lì scrive, lavora, incontra gli amici... Con loro va a mangiare all'Oliveta... Si sta seduti ore e ore tra risate e battute continue, poi uno si alza e si alzano tutti."
 Inge Feltrinelli (intervista di Paolo Di Stefano al "corriere della sera" del 2 agosto 1996

Un episodio che più di tutti ha lasciato il segno a Vecchiano, fu la visita del grande Marcello Mastroianni, protagonista di "Sostiene Pereira".
Marcello era seduto in casa Tabucchi quando improvvisamente Antonio disse con tono mogio: "Marcello non posso offrirti champagne, l'ho finito, come si fa?"
"Dov'è il posto più vicino, vado a comprarlo io" rispose Marcello.
"Alla Casa del Popolo, ma ci andiamo noi" ribatté Tabucchi.
"No, ci voglio andare da solo" tagliò corto Marcello che aggiunse: "Mi calo bene il cappello e con gli occhiali da sole non mi riconoscerà nessuno"

Mastroianni si tirò dietro mezzo paese. 



...

mercoledì 28 dicembre 2011

altri addii (e amore a cerchio di vita)

"I bambini che non hanno nonni o non conoscono la fanciullezza con i nonni non sanno cosa è l'amore a cerchio di vita, dell'infanzia e della vecchiaia che si compenetrano nell'arco della vita; non l'amore possessivo, nevrotico, ansioso dei genitori, sempre lì a pensare cosa farà da grande, sarà bravo da grande, ma l'amore di chi pensa solo a chiudere il cerchio della vita, il freddo, la noia, la debolezza dei vecchi per cui è un dono la curiosità, la vitalità, l'ingenuità dei piccoli."

Giorgio Bocca, "IL PROVINCIALE- settant'anni di vita italiana"
Feltrinelli/COOP-edizione speciale per il 150°dell'UNità d'Italia

Ero un po' che meditavo su questo post, da quando leggendo "Il Provinciale" di Bocca mi sono imbattuta in questa frase... i nonni, meritava un piccolo post con le fotografie dei miei due nonni da giovani, che ora non ci sono più ma che sono stati uno l'uomo dei motori e l'altro l'uomo del fiume, e infatti ora riposa proprio lì, vicino ai suoi argini... 

Ma in questo periodo ho poca voglia di rispettare i programmi che faccio (per la verità faccio fatica a alzarmi dal letto e molta di più a confrontarmi col mondo e, visto come vanno le cose mi viene quasi da dire "meglio così, lo facessimo davvero tutti, di restare a letto per un po' oltre il suono della sveglia, sai quanti danni in meno farebbe l'uomo alla Terra!?!) e il post è rimasto in un improbabile cassetto...
Poi ieri la notizia della morte di Giorgio Bocca, l'ho saputo mentre ero lì sulla poltrona dove poco prima avevo iniziato un nuovo capitolo del suo libro autobiografico, e dove parlava proprio della morte...dei colori che può avere la morte, perchè la morte ha sempre un colore...
Con lui se ne va un grande scrittore, un partigiano, un uomo capace di cambiare idea quando si accorge che quell'idea non è buona, con lui se ne va un pezzo di storia che sa di inchiostro vero e monti, con lui se ne va IL GRANDE GIORNALISMO ITALIANO.
E se ne va per sempre nel giorno di Natale 2011, perchè di grandi giornalisti come lui ( e come Enzo Biagi, e mettiamoci anche Montanelli Indro che pure non mi è mai stato tanto simpatico..) non ne avremo più. 
I, giorno dopo poi, come se questo periodo non fosse già difficile per conto suo, se ne è andato anche un'altro dei miei zii, se ne va dopo poche settimana dalla morte della zia Varna, sua moglie. E' abbastanza desolante tutto questo. E il sole e la temepratura così insolita di questi giorni rendono tutto ancora più assurdo.
Diventiamo ogni giorno più poveri, più aridi, più superficiali...e per fortuna che abbiamo le nostre rivistelle di moda, le calze di nylon (colpevoli di guerre e infinite schiavitù economiche..), i dolcetti pieni di burro, le finte rivoluzioni arabe che ci fanno indignare davanti agli schermi e non ci fanno vedere che il marchio che portano ha le stelle e le strisce...
Buon Mercoledì


mad

p.s.
una bella immagine di Giorgio Bocca

mercoledì 14 dicembre 2011

ieri a Firenze (a reti unificate)

Ieri a Firenze io non c'ero ma una ragazza che fa yoga con me sì; quando ci ha raccontato di essersi trovata sul luogo del "delitto" ho pensato a un incidente stradale, una rapina finita male... Quando ho capito che era un omicidio commesso per motivi razziali, quando ha detto "dicevano che era di casa Pound, ma cos'è casa Pound.??." confesso che ho provato un dolore profondo che assomiglia tanto a una sconfitta e in parte a una certezze tragicamente rivelata. 

Se penso alla desolazione che ci fa sentire addosso la morte anche quando siamo a casa nostra, non riesco nemmeno a immaginare il senso di tristezza che deve esserci intorno ai due senegalesi uccisi. Due persone che vivevano lontane dal loro Paese senza fare del male a nessuno, vendendo occhiali e borse firmate-per-finta che sono il simbolo più verace della nostra società, società occidentale, post capitalista e consumista per sfogo nervoso, ormai in fase di decadenza avanzata. Mi dispiace tanto per queste due persone finite per caso in mezzo a un assurda "guerra tra poveri" voluta, impostaci da chi povero non è (e magari è italiano solo all'anagrafe) solo per distoglierci dai reali problemi di questa Italia, ma soprattutto dai veri colpevoli...

Mi dispiace anche che nonostante i sacrifici e le conquiste sudate e meritate di tanti italiani autentici, oggi ci sia ancora chi si professa fascista (anche se è un reato e, secondo me, simbolo di imbecillità e di inferiorità come ha sempre dimostrato la Storia), chi si definisce razzista, chi fa violenza agli altri per il colore della pelle. 

Quello che mi preoccupa di più è che , a differenza dei tanto citati e malvisti centri sociali anarchici o di sinistra (che al più organizzano cortei pacifici, proiezioni cinematografiche, biciclettate e soprattutto serate musicali, con pochi mezzi e tanta imprpvvisazione, quelli di destra (colpevoli anche per lo più degli "incidenti"di Roma-15 ottobre scorso)sono ben organizzati, finanziati, con una buona logistica alle spalle che li supporta o sponsorizza,e li coordina tra loro,  nonostante siano dei folli, degli ignoranti, degli esaltati, dei criminali repressi... anche perchè una persona con un suo sano equilibrio interiore secondo me non potrebbe mai entrare in uno di quei posti, non potrebbe mai dirsi razzista e fascista.

Ma questo oggi, nell'ennesimo giorno di pioggia, conta poco. 
Solidarietà con le famiglie e gli amici degli uccisi e un augurio di pronta guargione ai senegalesi rimasti feriti.

mad


mercoledì 9 novembre 2011

o il trionfo della morte o il rinvigorir la terra..



Master della Morte,(Bonamico Buffalmacco?). "Trionfo della Morte". Fresco (14th). Detail:Angels carrying souls.

"Ma la morte non concede l'auspicato sollievo.
Spaventosa megera, miete con un falce gigantesca la sua preda: solamente essere giovani, ricchi, belli, nobili, aggrappati alla vita.
A terra, aggrappati gli uni agli altri come un gruppo avvizzito, giacciono abati, signori, nobildonne e una gioventù recisa nel fiore degli anni.
In alto, in cielo, angeli e demoni si disputano le loro anime.

E' questo Il Trionfo della Morte.
Non conosco altro dipinto, altro poema, dal quale il messaggio eterno della morte parli con altrettanta cupa potenza salvo due altri versi di quasi sconsolata crudezza nei Salmi, nel Siracide e nell'Apocalisse."


HERMANN HESSE
Dall'Italia, 1901


Imparate dai Toscani che non c'è nulla di sacro in questo mondo, fuorché l'umano, e che l'anima di un uomo è uguale a quella di un'altro: e che basta saperla tenere pulita, all'asciutto, che non si pigli polvere né umido, come sanno i toscani, che dell'anima propria son gelosissimi, e guai a chi gliela volesse sporcare, o umiliare, o ungere, o benedire, o impegnare, affittare, comprare; e che vi sono anime femmine e anime maschie, e che le anime dei toscani son maschie, come si vede da quelle che escon di bocca ai morti del Camposanto di Pisa: il solo camposanto che sia al mondo, tutti gli altri son cimiteri...

CURZIO MALAPARTE
Maledetti Toscani, 1956


venerdì 21 ottobre 2011

...

anche Gino è andato via...
credevo non sarebbe successo...
invece...


Ciao nonno.


lunedì 19 settembre 2011

assurdo e ingiusto

Vedo la vita da un occhio, l'altro è di vetro
Se da questo unico occhio vedo molte cose ne vedo molte di più dall'altro
Perchè l'occhio sano mi serve a vedere, quello cieco a sognare.

Paruir Sevak (1924-1971)

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Ieri sera è morto mio zio Giovanni, io l'ho saputo tardi, non sono riuscita a parlare con nessuno fino a poco fa. Avevo scritto di lui, non molto tempo fa, sull'altro mio blog (quello che tra un po' chiuderà, portandosi nel nulla un piccolo pezzetto insignificante di storia personale). Mio zio aveva deciso di entrare in una casa per anziani, Anche se io non l'avevo mai considerato anziano, era sempre stato così, tale e quale, pacato, mite, affettuoso coi gatti e appassionato di poesia, teatro, letteratura, storia locale... E non era nemmeno malato, o meglio lo era stato ma poi aveva superato la cosa e l'unico neo era il suo vivere da solo, il suo non farcela più a mandare avanti la vecchia casa torre di famiglia (quella dove è nato anche il mio babbo e un suo cugino...). Casa vecchia, cara di libri e umido, traboccante ricordi e vecchia e preziosa macchina da scrivere...
Ha renderlo bisognoso di cambiare vita era stato questa motivazione: avere qualcuno che si prendesse cura delle incombenze quotidiane, magari lui avrebbe ripreso a scrivere, a leggere di più.
Invece in poche settimane (sembrava intontito, come sottos edativo) le cose sono cambiate, peggiorate, e ora questo...
Stamani mi sentivo un mollusco, incapace di fare qualsiasi cosa, anche di pensare o fare una telefonatao decifrare l'orario del treno, Ho pensato che dovevo piangere e basta, non vista, senza nessuna critica. Poi ho parlato coi miei genitori, ora va meglio. Resta la rabbia.

Un uomo, ancora padrone delle sue facoltà, tempo fa decise di portare dei cambiamenti nella sua esistenza, per migliorarla. Forse non era la scelta giusta, per me non lo era, ma non è che contasse molto la mia opinione, e comunque l'ho rispettata. Oggi, dopo poco più di un anno, quell'uomo non c'è più. Sarà la rabbia mescolata al dolore ma io ci vedo qualcosa di ingiusto e di innaturale.

in questa foto, mio zio con Paloma Picasso
mio zio con Paloma Picasso in Le mie foto di

I believe in instability

  Anche se in questi mesi i giorni belli, immersi nel verde a camminare e camminare non sono mancati, così come i bei ricordi che rimarranno...