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sabato 4 gennaio 2014

VIVA- gli Zen Circus ci massacrano ancora...evviva!

Nuovo video, nuovo pezzo, grandi...
e...
Forza Pisa!
scusate...
;)-

sere



Primo singolo estratto dall'album "Canzoni contro la natura" in uscita il 21 Gennaio 2014 per La Tempesta Dischi, distribuito da Master Music Piacenza. Diretto da Sterven Jonger
Post: Yuri Carrara. IL TOUR:

07 Marzo - Bologna - Zona Roveri
08 Marzo - Livorno - The Cage Theatre
13 Marzo - Milano - Alcatraz
14 Marzo - Cesena - Vidia
15 Marzo - Roncade (TV) - New Age
21 Marzo - Pescara - Tipografia
22 Marzo - Perugia - Urban
28 Marzo - Torino - Hiroshima
04 Aprile - T. di Gattatico (RE) - Fuoriorario
11 Aprile - Roma - Blackout
18 Aprile - Napoli - Casa della musica
19 Aprile - Lecce - Livello 11/8
25 Aprile - Genova - Viva 25 Aprile
26 Aprile - Firenze - Flog


VIVA
da questa finestra rotta con i vetri impolverati non si vedono che muri vecchi umidi e incrostati / non ricordo dove è il mare e nemmeno come è fatto quattrocento euro al mese per un letto a soppalco / un mutuo è molto peggio me lo ha detto anche un mio amico io mi fido ciecamente di quel che dice la gente / e gli altri siamo noi e gli altri siamo tutti e proprio questo mi spaventa siamo diventati brutti / amici siamo simili ma certo non uguali io lo so che sono in crisi senza leggere i giornali / sono in crisi da una vita forse è la mia natura anzi penso vivamente che sia proprio una fortuna / quella polvere nel naso non fa certo eccezione con la voglia di esser sempre al centro dell'attenzione / certo son stato cattivo chiedo scusa ho sbagliato la mancanza di rispetto dovrebbe essere un reato / come anche l'idiozia e questa malinconia che mi sale dentro al cuore quando entro a casa mia / non generalizzare e nemmeno devi urlare che non è comunicare ed è pure antisociale / guccini lo sa bene non ho voglia di far niente e anche se mai mi venisse a fermarmi c'è la gente / il mio voto vale quanto quello di questo imbecille allora cosa me ne frega delle vostre cinque stelle e di tutte le parole che vi sento blaterare sopra il bene comune l'amore universale / non provo vergogna se mi date del pezzente certo io non ho il cash ma di essere attraente e circondato da idioti non me ne frega niente / di cosa ridete e di cosa urlate / perché festeggiate ancora l'estate / di cosa ballate di cosa vi fate / tutti viva qualcosa sempre viva qualcosa / evviva l'italia / viva la fica / viva il duce / evviva la vita / viva il re / viva gli sposi / viva la mamma / evviva i tifosi / viva la pappa col pomodoro / viva la pace / evviva il lavoro / viva la patria / la costituzione / viva la guerra / tanto vivi si muore

Testo: Andrea Appino
Musica: The Zen Circus
Edizioni musicali EMI Music Publishing Italia
(C)+(P) 2014 La Tempesta Dischi

sabato 8 giugno 2013

.la festa della liberazione.

ammetto che sono in una fase un po' sterile dal punto di vista letterario, sarà che la mia creatività si è spostata su altri versanti; sarà l'urgenza della vita che, diciamocelo è prima di tutto mangiare, anche nella vita bohemienne (mio malgrado) che conduco il cibo ha una grande importanza: noi siamo quello che mangiamo (e beviamo e quindi spero tanto di essere fatta soprattutto di acqua, che per lo meno come elemento è innocuo, almeno finchè non ti sommerge e si sostituisce all'aria nel respiro)... e poi c'è l'esistenza pura e semplice che a volte porta (o porterebbe)al cinismo...
sarà anche che con l'avvento di internet l'era delle autoproduzioni cartacee si è dissolta nel nulla (e a me l'editoria ufficiale non attira , se non da lettrice, oltre al fatto che conosco bene i miei limiti)...
un mondo underground di fanzinari e scrittori capaci di autogestirsi (oltre che autoprodursi) è andato ad infrangersi e disperdersi contro una scogliera virtuale (e per un certo verso sono anche contenta che sia successo poichè per me è stato anche una liberazione)...
sono dell'opinione che chi non sa distruggere non sa nemmeno creare(e lo sosteneva anche una delle mie muse dark preferite: l'Imperatrice Sissi)ma resta il fatto che viviamo in tempi in cui la creatività sembra imperare ma poi, se guardi bene, ti rendi conto che non ci sono mai stati tempi più crudi e secchi e poveri  di questi...
viviamo in un epoca in cui ormai domina il consumismo e l'imperialismo, l'immediato più della speranza, ed entrambi (consumismo e imperialismo)  sono in abbondante disfacimento fisico e morale, oddio...questo per me dovrebbe essere molto stimolante ma... non mi si è ancora accesa la lampadina giusta, forse si accenderà domani, forse tra molti anni(e allora sarà inutile), forse mai. 
anche l'incertezza possiede i suoi perchè. 
E' rassicurante a suo modo, molto più della speranza che ti riempe lo stomaco di vibranti farfalle che poi troppo spesso si trasformano in dolori acuti, e poi...più niente.
Ecco...
UFFA.
per la verità ho due progetti paralleli e da un po' di anni. che lumaca svogliata che sono diventata.
dovrei prendermi un po' di tempo, anzi dovrei sottrarre un po' di tempo al blogging, però siete delle vere sirene tentatrici voi, mie care blogger (ma amiche soprattutto!!!) e vi adoro anche per questo... e poi troppo facile spiegarla così...
anzi
mi regalate prospettive diverse anche di me stessa, oltre che della vita e delle cose che ci piacciono.
io devo darmi una mossa ora.
vi saluto in questa giornata che per me sarà un po' storta ma, da pisana,  so bene come le cose storte a volte sono anche belle, tanto.
*******
mad
 


IL SOTTO_POST

La festa della liberazione
Da questa voglia di serenità
E da quelli ubriachi di belle parole
Da quegli sbronzi d’autorità
Come mio nonno minatore di verbi
E congiuntivi di nessuna utilità
Di rispetto per se stessi e per gli altri
Praticamente l’infelicità.
E questi bambini pimpanti codardi che hanno già perso la verginità
L’imene rotto della meraviglia, nessuna scintilla, una sega a metà.

La festa della liberazione
Ce ne son molti di cui mi libererei
A cominciare da quelli di famiglia
Dai tarli che mi han regalato i miei
Dalla voglia di cascare sempre in piedi
Dalla tua scuola, dall’università.
Che ti ha insegnato soltanto ad imparare per imparare e adesso che si fa?
E mia sorella, rizza cazzi per scelta un piercing sull’ombelico e sei una celebrità.
In questo paesino di grandi depressi
Pochi squallidi amplessi, la mediocrità.

La festa della liberazione
Da tutti gli atei compreso il sottoscritto
Io prego molto, ma molto di più
Di chi si inginocchia e prega il soffitto.
E passo ore, giorni, mesi a pensare
Le stelle non guardarle mai
Ho paura di vederlo spuntare, sorride e dice: Appino, che cazzo fai?
E la marcia nuziale di tutti,
E l’aereo che passa e lascia una scia
Che divide il cielo da quelli buoni e da quelli che han bisogno della polizia.

La festa della liberazione
Da questo talento di perdonarmi tutto
E perdono gli altri solo s’è comodo a me.
Dio, quante balle che mi son detto e che ho detto a tutti quanti voi.
Invitati a casa mia e poi lasciati fuori
E mia sorella piange di nascosto
La sua ragazza le ha detto: Muori!
E tutti i maschi del paese sono in tiro
nell’attesa si picchiano per toccarsi un po’.
Quant’è brutta tutta questa campagna, la gente si lagna e nemmeno un falò.
Mentre al centro han rubato il senso, centrare un bersaglio è quello che vorrei
Come mio padre 34 anni fa
Una vita ad allontanarlo e diventare come lui.


martedì 14 agosto 2012

PUFF! (mad-diario)

Avrei due post in testa da un po', uno sui premi che ho vinto(e che vorrei trasformarmi da...premiata a PREMIATRICE!) l'altro sugli acquisti che ho fatto in questo finesettimana (venerdì a Pisa con la mia mamma e sabato a Lucca col mio Lui), vorrei ma... sono un po' stanca e un po' abbattuta.

Quando la speculazione (per loro "intoccabili") crisi (per noi comuni mortali)ti colpisce da vicino e, ti graffia, il senso di desolazione è grande.
Ieri io e il mio Lui abbiamo avuto proprio una bella batosta. E' l'unico modo per non essere assaliti dai nervi è...cercare di non pensarci e andare avanti, ma... non è facile.
Questo è perchè sono abbattuta, insieme al fatto che le cose che tutti noi dovremmo sapere sono tante ma...ce ne dicono praticamente nessuna. E la disinformazione di certo non migliora la qualità della nostra vita e delle nostre...finanze.. ;(

Ieri sera ho assistito ad un dibattito ,che credevo noioso e invece è stato interessante, quasi commovente per la verità lineare e semplice-anche se terribile- che è venuta fuori sul presente-futuro del nostro Paese e sulla futura Germanizzazione, che ci toccherà in questo decennio e speriamo non di più, e speriamo di svegliarci... ed uscirne in qualche modo..
I primi sintomi sono la DISLOCAZIONE della aziende italiane sempre più frequenti, che porterà un costo della produzione più basso (svenderemo le nostre infrastutture a grandi multinazionali)e una perdita quasi totale dei diritti dei lavoratori italiani, a quel punto saremo pronti per diventare un SUPERMERCATO del lavoro alla mercè della padrona Germania che a sua volta è guidata dagli USA ...

Il motivo per cui sono stanca è che anche ieri sera ho fatto tardi alla Festa di Liberazione di Pietrabuona, dove servo ai tavoli (e accontentare la gente e i propri compagni di lavoro non è facile, soprattutto un certo Piero che sta alla griglia e ancora non ho capito quando gli devo fare le ordinazioni per non farlo arrabbiare..puff) e faccio qualche volantino.. L'altro giorno quello sulle Pussy Riot, oggi dovrei preparare quello sui LAO GAI (campi di concentramenti cinesi, dove i prigionieri producono gratis per le multinazionali occidentali, e che all'esterno risultano delle aziende private...e invece sono terribili prigioni, e non si sa..se e come se ne esce..)

Chiudo qui la mia paginetta del mad-diario virtuale e..vado a iniziare tutto il resto: questo martedì prefestivo (per qualcuno ma non per tutti, vero mamma?!?..)



venerdì 17 febbraio 2012

sulla Grecia (opinioni)

Slasch16 per Informare per Resistere. Economia e politica europea, la grande Germania.
Fonte Di tutto di più.


Che la Grecia sia stata governata dalla destra ladrona simile alla nostra è fuori discussione, non so se hanno anche la mafia ma certamente in fatto di evasori non hanno niente da invidiare all’Italia, sarebbe una lotta tra campioni del mondo.
Detto questo il ricatto che la Merkel ed i suoi sottoposti europei impongono alla Grecia è odioso ed inaccettabile se consideriamo che i debito di guerra della Germania ammontano a 70 miliardi di euro che salverebbero il Paese.
Ovvio che una volta incassato il dovuto, ad oltre 60 anni dalla guerra, i greci dovrebbero darsi una regolata in modo particolare sull’economia e la politica.
Pare che ad aprile in Grecia ci siano le elezioni ed è oltremodo preoccupante che i sondaggi diano la destra, ladrona e colpevole del disastro, in vantaggio sulla sinistra.
E’ evidente che, pur con tutta la solidarietà al popolo greco per la situazione disperata, i greci hanno qualche problema di comprensione  sulle responsabilità della politica di destra che li ha portati al massacro.
E’ un po’ quello che succede da noi, la politica non è più credibile ed il qualunquismo populista fa perdere la bussola al popolo, non ragionano più ed è un gioco al massacro che diventa puro autolesionismo per le fasce più povere della popolazione.
Spero che in Grecia gli intellettuali e le forze sinceramente democratiche, anche della borghesia, siano in grado di rimettere in piedi un minimo di pensiero comune ed antifascista.
La paura del futuro non deve spaventare al punto di mandare al governo i responsabili della catastrofe.
Me lo auguro per la Grecia e me lo auguro per noi, anche qui la svolta a destra, nonostante gli ultimi 18 anni di ladrocini e ruberie, non è per niente scongiurata.
Nervi saldi e sangue freddo, altrimenti è la fine per noi e per loro.
Giorgios Papandreu quando va a Bruxelles non può ricordare il debito dei tedeschi verso la Grecia davanti al parlamento europeo?
Sono 70 miliardi di euro che salverebbero il Paese.
Come scrivo e ripeto da qualche mese la Merkel è riuscita dove ha fallito Hitler, ha fatto la grande Germania con l’economia e senza carri armati. Detta la linea a tutta Europa.

I believe in instability

  Anche se in questi mesi i giorni belli, immersi nel verde a camminare e camminare non sono mancati, così come i bei ricordi che rimarranno...