Visualizzazione post con etichetta pussy riot. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pussy riot. Mostra tutti i post

mercoledì 19 dicembre 2012

regali-подарить: una preghiera punk per la libertà

Non credo (e vivo benissimo così) in santi, dei e madonne, tanto meno nello spirito del Natale ma, se ci credessi, gli chiederei in regalo la liberazione delle due Pussy Riot rimaste  in carcere per colpe che... non sono colpe bensì tentativi creativi e intelligenti  di porre l'attenzione  su certi temi e su certi problemi. 
Altra cosa che gli chiederei e di donare alle ragazze e alle donne italiane la stessa passione, attenzione e determinazione che hanno queste donne russe... perchè la situazione di noi donne italiane andrà sempre peggiorando se non facciamo qualcosa per CAMBIARE lo stato delle cose e soprattutto la mentalità della gente.
Intanto mi "accontento"del regalo che ho (già) ricevuto, il libro che con questo post voglio presentare e condividere con voi. Se vi va regalatelo e REGALATEVELO.
LETTERA DI MARIJA DALLA PRIGIONE
***
Secondo giorno di carcere preventivo.
   Io e la mia unica compagna di cella, Nina, dormiamo vestite su brande di metallo. Lei dorme in pelliccia, io con un cappotto.
   In cella fa così freddo che abbiamo il naso arrossato e i piedi gelati, ma non è permesso infilarsi sotto le coperte fino al suono della campanella notturna. Le crepe negli infissi sono tappate con assorbenti igienici e pezzi di pane. Di notte i lampioni in strada colorano il cielo di arancione.
    Ho ufficialmente interrotto lo sciopero della fame, quindi bevo acqua colorata (tè) e mangio pane raffermo tre volte al giorno. Le brande di metallo sono terribili, rischiamo di romperci la testa contro i bordi.
    Nina ripete che non può andare peggio di così. Ha cinquantacinque anni e l'hanno arrestata per furto con scasso. Un poliziotto ubriaco ha preso tutte le sue cose e l'ha costretta a firmare il verbale che la incriminava; non ha mai letto ciò che ha firmato. Ora è una ladra mascherata: anche lei è una Pussy Riot.
    Nina mi ha raccontato che la sua precedente compagna di cella si chiamava Vika. L'avevano ammanettata e violentata in un commissariato, nonostante fosse incinta. L'unico provvedimento è stato portarla da un medico il giorno seguente. Il dottore non ha diagnosticato l'aborto né lo stupro. Vika era accusata di furto con scasso ai danni di ignoti, questo è quanto riportato dal verbale. Anche lei è una ladra mascherata.
    E sì, anche lei è una Pussy Riot.
    Continuo a non dormire. Oggi hanno minacciato di trasferirmi in una cella disciplinare per non aver rifatto bene il letto. Qui, nel centro di detenzione preventiva, nessuno sa cosa sia un copripiumino, come in Europa, ma tutti sanno che sei una criminale e che sei qui per "una buona ragione".
    Nina ripete che non può andare peggio di così.
    Discutiamo di Orwell, di Kafka e della struttura governativa. Malediciamo l'ingiustizia, ma nonostante le mie incoraggianti citazioni di Foucault, Nina non ha fiducia nei cambiamenti. "Sarà, ma io di qui non esco" insiste.
    Nonostante il medico del centro di detenzione preventiva affermi orgoglioso di aver partecipato alle manifestazioni di protesta in piazza Bolotnaja e la donna che mi prende le impronte digitali creda nella rivoluzione (anche se ne considera inutile l'aspetto pacifista), nonostante tutti quelli che scrivono di me e mi aiutano a credere nel cambiamento, io so che non uscirò.
    Oggi ho potuto fare la mia prima vera passeggiata. Nel tempo che mi è stato concesso nel minuscolo cortile quadrato ingabbiato da muri di cemento e sbarre di metallo, ho corso per venti minuti.
    Al centro di detenzione preventiva n.6 non ci è permesso ricevere libri; l'unica eccezione è la Bibbia, che mia mamma mi ha portato stamattina. Non l'ho ancora ricevuta.
    Sembra davvero che non possa andare peggio di così.


Marija Alechina
(nata a Mosca il 6 giugno 1988, è studentessa al quarto anno dell'Istituto di giornalismo e scrittura creativa e ha esperienze di volontariato umanitario e di attivismo ambientalista con Greenpeace Russia. Ha un bambino di 5 anni, Philip ed ha svolto un ruolo attivo nel processo, contro-interrogando i testimoni e mettendo aggressivamente in dubbio la natura delle accuse e lo stesso procedimento.)
**********************
***************
***



    File:Pussy Riot at Lobnoye Mesto on Red Square in Moscow - Denis Bochkarev.jpg

lunedì 8 ottobre 2012

ieri...

Tralasciamo le cose che ho fatto io, come dovremmo tralasciare più spesso l'"io", il mini-culto della personalità che sempre di più domina le nostre giornate, le nostre vite..
Ieri era il compleanno dello Zar (di tutte le Russie) Putin, si dice abbia fatto un bel festino con pochi intimi, famiglia (ma avrà-per l'occasione- fatto di nuovo uscire la moglie che tiene chiusa in Convento, come durante l'ultima campagna elettorale?!) e amici fidati (tra cui anche un italiano-all'anagrafe- coi capelli tinti, il cerone, la pompetta che, ha fatto i salti mortali, in parte riuscendovi, per fare all'Italia e ai suoi abitanti quello che Putin ha fatto alla Russia e ai russi...)
Ieri in Russia ha trionfato (e vinto?!) l'immagine della donna-oggetto, giocattolo di regime, tanto bella quanto obbidiente e di facili costumi...La Russia è piena di belle ragazze che "amano" Putin e per lui sfrecciano nei cieli con i caccia militari, riemergono dalle acque gelide con succinte mute da sub e scrivono "Buon Compleanno Putin" con il grano... 
Ma la cosa che più mi ha impressionato è l'immagine pop di Putin che da un bacino a un pulcino. Per ora sembra che su internet tale immagine non ci sia, in compenso c'è questa, il tenero Putin che da un bacino a un cagnolino.
 
E poi altre ragazze (belle, ovviamente) a cui Putin piace tanto hanno improvvisato un lavaggio auto super sexy in onore del loro idolo, ti piace Putin?! mettiti in fila...


A Mosca uno dei lavaggi-auto più sexy della "politica" russa  

Attiviste riunite nel gruppo "A me piace veramente Putin"
credit: ANSA/Mikhail Metzel
 
 Mentre le studentesse (sexy) russe hanno messo su un bel calendario dedicato al loro Zar e in cui mettono in evidenza tutto quello che hanno imparato all'Uni che poi è tutto quello che serve nela vita...

 
Mentre grandi e piccini erano alle prese con una edificante mostra di arte contemporanea... Sì, davvero molto istruttiva ma... a parte la qualità scadente, però a me questi quadri e i temi affrontati rammentano qualcosa di già visto?! E a voi non viene in mente zio Stalin?!


Ieri però in Russia c'era anche un altro anniversario da ricordare e su cui riflettere, ma ovviamente grazie al questo Zar Illuminato telecamere&riflettori hanno fatto ben poco per ricordarlo...
 

Omaggio ad Anna Politkovskaja

 (7 ottobre 2012) - Sono trascorsi 6 anni dalla sua morte. Anna Politkovskaja fu uccisa nell'ottobre del 2006: era il 6 ottobre giorno del compleanno di Putin.

Disse che Grozny era senza acqua, cibo, senza energia elettrica, una città terrorizzata dagli attentati in cui ogni sera dalle 18 cala il coprifuoco. E questo al Cremlino non poteva piacere: donna non rieducabile fu la sentenza.

Un personaggio scomodo che nei suoi reportage in terra cecena ha raccontato, con la forza della sua scrittura senza veli e autocensure, una terribile realtà di violenza e di soprusi ai lettori russi anestetizzati dalla propaganda del nazionalismo.  

 

E intanto...

 

 

 chi sostiene le PUSSY RIOT (gruppo di ragazze che hanno protestato contro la politica repressiva e  maschilista di Putin) e chi cerca di rendere omaggio alla memoria di Anna Politkovskaja viene arresatto (6 gli arresti "ufficiali" con cui Putin ha contribuito a festeggiare il suo compleanno) o bloccato con forza... e questo non è tanto diverso da quello che succede in Italia ai pochi che ancora hano il cervello abbastanza lucido per capire la nostra situazione.

 

Non mi sembra utile aggiungere altro, che può arrivare alle giuste conclusioni a quest'ora c'è già arrivato, agli altri auguro... buona fortuna...

P.S.

Il culto della personalità pare l'abbia inventato lui, però aveva indubbiamente più buon gusto (e gli artisti, pittori e scultori,  che metteva all'opera erano effettivamente dei grandi)e nonostante i tanti sbagli commessi come cattivo comunista, ha il merito di AVER SCONFITTO IL NAZIFASCISMO e di aver trasformato un Paese enorme completamente DISTRUTTO dalla Guerra in un grande Paese, industrializzato e all'avanguardia in vari campi.

Di uesto dovrebbero tenere conto quelli che sono buoni solo a criticare e poi la fanno passare liscia a Putin e, in altro campo, a quel venduto di STING... che prima mette una parolina buona per le Pussy Riot e poi suona, a PAGAMENTO; per gli amici e la sorella di Putin...

venerdì 10 agosto 2012

FREE "PUSSY RIOT"

Le Pussy Riot, un gruppo punk di ragazze russe è in galera da 5 mesi per aver fatto una performance in una chiesa
dove pregavano la madonna che facesse andare via Putin.



Su youtube la gente è così cretina da commentare che questo non è punk

Traducendo con GOOGLE dal cirillico all'inglese ,  viene fuori dal testo la parola non tradotta "putinatism"; che riassume in breve un mix di puritanesimo fascista alla Putin, da quanto si legge dal resto del testo.

SE QUESTO NON E' PUNK, CHE C**** E' ALLORA?


Un altro degli effetti della fine del comunismo, poi lamentatevi eh
                                                                                          (M.)
 




Direi che sarebbe bello che le facessero uscire, che in galera ci dovrebbero stare i politici mafiosi e corrotti di qualsiasi partito, non delle ragazze che esprimono un loro disagio in modo creativo e non ipocrita...
(sere)
Modonna sfida Putin per le Pussy Riot
Madonna Pussy Riot!!
ancora Madonna durante il suo live pro Pussy Riot free!



I believe in instability

  Anche se in questi mesi i giorni belli, immersi nel verde a camminare e camminare non sono mancati, così come i bei ricordi che rimarranno...