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lunedì 20 aprile 2020

The last day I was free-part one




Qualcuno potrebbe subito dire: “ci saranno altri giorni in cui saremo liberi, in cui cammineremo nei boschi, giorni fortunati in cui potremmo scegliere di stare lontani dal cemento e dall’asfalto e, soprattutto, dalla decadenza umana”, probabilmente sì, sarà proprio così ma, ora non abbiamo nessuna certezza, io non ho nemmeno nessuna aspettativa, oltre a quella di rivedere presto i miei genitori e il mio gatto tigrato. Per il resto e, per quanto mi riguarda, l’8 marzo 2020 per me è stato  l'ultimo giorno libero. Quello in cui, per uscire di casa, non ho dovuto comprare niente, non ho dovuto rischiare di dare giustificazioni a un cittadino con la divisa addosso, quello in cui avevo i miei diritti civili. 




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La nostra meta è stata il Monte Serra, l’avevamo salutato alla fine dell’estate, e abbiamo scelto di camminare fino alla zona dei trasmettitori, quella parte della catena del Monte Pisano che posso vedere anche da qui, almeno nei giorni in cui non c’è foschia.
Il sentiero che ci porta inizia come un sentiero di campagna, ma di quella campagna ormai rara, che è più un ricordo che un’eccezione, almeno dalle mie parti (purtroppo), soleggiato, con vista sulla campagna pisana, sulla città, sul mare e sugli altri monti: il Monte Verruca e il Monumento ai Caduti di Vega 10. Poi si trasforma e sale, e siamo un po’ più in alta montagna, è proprio la fine dell’inverno, alberi spogli che creano quasi un alone ovattato e i crochi, preziosi tra le foglie secche risparmiate dal gelo e dall’umidità. 






 
La mancanza di foglie regala scorci nuovi e fa allungare la vista (cosa che in cattività ci manca molto). La zona umida di Bientina, il Boscodi Tanali e Buti (con tutto l’impegno sono riuscita a non fotografare Castel Tonini!), e poi la pista dell’elicottero dove prendeva il sole un bel gattone rosso, e la casetta uscita da una fiaba o, invece da un racconto di fantascienza vintage! Stiamo per entrare in un bosco davvero strano!







































Il sole risplende sopra il sentiero che, dopo aver visitato i ripetitori, ci porterà verso il nostro picnic! Intanto le antenne sono gigantesche, tecnologie di diverse epoche e alberi formano un bosco che è patrimonio di tutta la Nazione. La sede della RAI fa una certa tenerezza, l’antenna è la meno moderna, ma la più alta, suscita un certo rispetto, quasi ti penti per tutte le volte in cui hai bramato un attacco terroristico proprio qui! Fosse anche solo per salvare gli alberi, di queste montagne già troppe volte, orribilmente ferite dall’uomo, anche se tutti gli alberi del mondo meritano rispetto!

Altra cosa da dire riguardo la sede RAI è il cestino in cui più o meno c’era scritto così “ora che sei arrivato fino  a qui, lascia pulito” con accanto la simpatica figurina di un ciclista, in effetti questo è il punto in cui i ciclisti si fanno un brutto selfie e poi, dopo aver buttato per terra in contenitore di plastica della loro bevanda energetica, ripartono verso il loro piatto di pastasciutta. Come siamo miseri noi umani.




il rigassificatore davanti Marina di Pisa

La Gorgona

Si intravede il corso dell'Arno e le sue curve!






a presto per la seconda parte, forse...
















I believe in instability

  Anche se in questi mesi i giorni belli, immersi nel verde a camminare e camminare non sono mancati, così come i bei ricordi che rimarranno...