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sabato 2 marzo 2013

educazione siberiana





questa settimana per me è stata molto sovietica...
l'attesa elettorale di lunedì, nella sede del vecchio P.C.I., tra i compagni, con vodka e cetriolini e la stufa a gas..
le giornate che finivano sempre tra le pagine del libro "LIMONOV" di Emmanuel Carrère , ieri sera terminato di leggere...
lettura serale dopo il cinema...
abbiamo visto EDUCAZIONE SIBERIANA e ci è piaciuto molto..
la scena del "calcinculo" è stato un tuffo nella nostra infanzia..
soprattutto io ho ricordato quando arrivava al "campino" a Gello, quella musica, quell'aria di festa, quelle sfide tra "ragazzacci"(che se confrontati ai bulletti di oggi erano dei Lord Inglesi...)
è stato bello vedere questo film e aver ricevuto una sana educazione toscana-comunista!
film consigliato!
mad
 
Salvatores coi due protagonisti del film
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IL SOTTO-POST
"Nessuno ha il diritto di dire a centocinquanta milioni di persone che settant'anni della loro vita, della vita dei loro genitori e dei loro nonni, che ciò in cui hanno creduto, per cui hanno lottato e si sono sacrificati, l'aria stessa che respiravano, nessuno ha il diritto di dire che tutto questo è stato una merda. Il comunismo ha fatto delle cose orribili, d'accordo, ma non era uguale al nazismo. L'equivalenza tra i due, che gli intellettuali occidentali danno ormai per scontata, è un'infamia. Il comunismo è stato qualcosa di grande, di eroico, di bello, qualcosa che credeva nell'uomo e gli dava fiducia. Il comunismo aveva in sè una parte di innocenza, e nel mondo spietato che è venuto dopo tutti lo associano confusamente alla propria infanzia, a ciò che commuove quando riaffiorano i ricordi dell'infanzia."  
EDUARD LIMONOV

Ammetto che Limonov con questa frase mi ha sorpresa e ha guadagnato molti punti, perchè non avevo mai sentito una definizione più azzeccata di comunismo e le emozioni che suscita, anche per me è così..
anche il libro ve lo consiglio....


Eì stasera direttamente dalla Grande Madre Russia alla "zietta" america...con serata GARAGE ROCK in una Garage per auto (appunto) , con conceeeerto di gruppo garage rock (i GOLDEN SHOWER..ma va?!) e la mad-bancarella delle mie spacialità AMERICAN BAKERY in chiave light/salutista/alcolica... mi gaRRRbano le sfide impossbili!

BUON FINESETTIMANA A TUTTIIIII!
mad

venerdì 25 gennaio 2013

un party a casa Liberman

   Il modo migliore per descrivere il party dei Liberman sarebbe raccontarlo come il ballo al castello della Vaubyssard in Madame Bovary, senza tralasciare un cucchiaino , né una fonte di luce. Vorrei saperlo fare, ma non ne sono capace. Diciamo soltanto che la scena ha luogo in un enorme penthouse dell'Upper East Side, che la lista degli invitati calibra in proporzioni ideali ricchezza, potere, bellezza, gloria e talento;insomma, che siamo tra le pagine mondane di "Vogue".
Tanja e Eduard, che il maitre fa subito entrare, pensano , lei, che lo scopo della sua vita è ormai farsi strada in quel mondo, lui, che quello della sua è ridurlo in cenere. Ciò non toglie che prima di ridurlo in cenere sia interessante vederlo da vicino e gratificante pensare di essere arrivati lì partendo da Saltov. 
A Saltov nessuno ha mai visto, né vedrà mai, un posto come quello. Nessuno tra gli invitati dei Liberman ha la più pallida idea di cosa sia Saltov. Lui solo conosce entrambi i mondi, ed è questa la sua forza.

   Si è appena entusiasmato per questo orgoglioso pensiero e già deve ricredersi, perchè scorge al centro di uno dei salotti, al centro dell'attenzione, al centro di tutto-ovunque si trovi, quell'uomo è al centro- nientemeno che Rudol'f Nureev.
Che scalogna: uno si sente un conquistatore mongolo la cui sola presenza -placida, bruna, crudele- non tarderà ad evidenziare lo scialbore di tutte quelle persone squisitamente civili, e si trova davanti Nureev che, arrivato da un posto ancora più sperduto di Saltov, dai recessi fangosi di un villaggio della Baschiria, è assorto alle vette più alte e, fulgido e demoniaco, è la seduzione barbara fatta persona. 
Altri avrebbero cercato di avvicinarsi a Nureev e di incrociarne lo sguardo, è evidente che Tanja vorrebbe provarci. Non Eduard, che si allontana e si rifugia in bagno, dove sono appesi alcuni disegni di Dalì con dedica a Tat'jana Liberman.

   Ed eccola Tat'jana, che ora, con un'esuberanza slava appena sopra le righe, fa le feste ai due meravigliosi ragazzi. Non giovane, ma più giovane di Lili Brik e invecchiata infinitamente meglio, Tat'jana è emigrata al momento giusto, divenendo una delle più celebri bellezze della Francia degli anni Venti. Eccentrica, con bocchino e pettinatura alla Louise Brooks come nell'età del jazz e di Scott Fitzgerald, moglie di un aristocratico francese, vedova di guerra, si è risposata con un intraprendente ucraino, Alexs Liberman, che ha seguito a New York, dove lui è diventato direttore artistico delle edizioni Condé Nast, ossia di "Vogue" e "Vanity Fair", per citare solo le ammiraglie. 
Dal loro ponte di comando, da trent'anni Alexs e la moglie fanno e disfano le carriere di fotografi, modelle e persino artisti a priori estranei al mondo della moda.
Sono loro che hanno costruito la carriera di Brodskij, confida Tat'jana ai giovani Limonov. Quando ha abbandonato l' URSS, il poverino ha avuto il buon senso di snobbare Israele ma ha accettato, seguendo non si sa quale consiglio idiota, l'invito dell'Università di Ann Arbor in cui ha rischiato di restare sepolto tutta la vita tra professori di letteratura russa che fumano la pipa e portano gilet fatti a maglia: spaventoso destino, al quale i Liberman lo hanno strappato riportandolo a New York e presentandolo ai loro amici.
"e ora vedete..."dice Tat'jana indicandolo: arrivato, come sempre con una vecchia giacca consunta e pantaloni flosci, spettinato, ostenta un'aria trasognata ma è comunque molto attento a quel che gli dice una ragazza immensa, ieratica, sontuosa, che, sussurra, Tanja in estasi al marito, è l'indossatrice Veruschka. Incrociando lo sguardo della padrona di casa, il poeta, quasi le dedicasse un'elegia, un sorriso grato e commosso, leggermente servile pensa il crudele Eduard. Poi, riconoscendo al fianco di Tat'jana i due giovani russi, alza il calice verso di loro, come a dire: "Buona fortuna, ragazzi. Siete nel posto giusto, adesso dipende tutto da voi".


Emmanuel Carrère- LIMONOV-adelphi (pagg.110-112)


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i protagonisti di questa storia 
 
Veruschka su VOGUE


Limonv


Francine du Plessix Gray, Alexander Liberman + Tatiana Liberman, 1948.
Photo by Irving Penn

Lili Brik 1924

un'anziana Lili Brik

Rudol'f Nureev


I believe in instability

  Anche se in questi mesi i giorni belli, immersi nel verde a camminare e camminare non sono mancati, così come i bei ricordi che rimarranno...