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venerdì 20 gennaio 2017

-ai margini del tempo-

Di false partenze non ne posso più e, immagino neanche voi (se ancora avete la pazienza di passare di qui ogni tanto..), ma a volte  latitanza e coerenza vanno a braccetto; negli ultimi mesi molte cose sono cambiate in me (fuori, dentro, nei paraggi..), come è successo tante altre volte mi sono allontanata dal blog, non credo che si debba per forza dare delle spiegazioni o delle giustificazioni (almeno qui nel mondo virtuale!) ma era davvero l'unica cosa che potessi fare, e un po' mi dispiace, un po' no... L'importante è non perdersi. 
Ricominciamo con qualche cambiamento estetico al blog, l'intestazione dedicata a "Sing Street" il film che mi è piaciuto di più degli ultimi mesi (e forse di tutto il 2016) e poi il titolo di questo post: "Ai margini del tempo" raccolta di poesie di Giovanni Sbrana, uno dei miei zii, scomparso qualche anno fa e di cui talvolta avevo scritto qui. Le sue poesie sono state musicate e cantate dal cantautore Joe Natta, ne è nato un progetto molto interessante e un generoso omaggio ad un poeta troppo presto dimenticato dalla sua città e anche dal suo paese. 
Vi consiglio di dare uno sguardo alla pagina dedicata a questo progetto sul sito ufficiale di Joe Natta. Vi lascio il link qui sotto! Buona lettura e buon ascolto!
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Of false starts and I can not, I guess even you (if you still have the patience to pass through here every now ..), but sometimes the inaction and consistency go hand in hand; in recent months, much has changed in me (outside, inside, in the vicinity ..), as has happened so many times before I moved away from the blog, I do not think you should necessarily give explanations or justifications (at least here in the world virtual!) but it was really the only thing I could do, and a little 'I'm sorry, a little' no ... the important thing is not to get lost.Let's start with a few cosmetic changes to the blog, the heading dedicated to the film "Sing Street" the movie that I liked most in recent months (and perhaps around 2016) and then the title of this post: "For the time margins "collection of poems by John Sbrana, one of my uncles, who died a few years ago and they sometimes had written here. His poems were set to music and sung by singer-songwriter Joe Natta, he was born a very interesting project and a generous tribute to a poet too soon forgotten by his city and even from his country.I suggest you take a look at the page dedicated to this project on the official website of Joe Natta. I leave the link below! Happy reading and good listening!
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sabato 25 giugno 2016

the end

 Penny Dreadful è finito, devo farmene una ragione.
uffa.


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"is better to have loved and lost | Than never to have loved at all.."
Alfred Tennyson

venerdì 25 settembre 2015

Sono un poeta. Che cosa faccio? Scrivo. E come vivo? Vivo. "La Bohème"


E' tutto un gran parlare di ritorno della moda bohémienne sulle riviste patinate (che sono un po' una droga per me..) e sulle passerelle, ma l'aria là fuori non ha niente di romantico, anzi in questo periodo trovo che ci sia nella realtà e nelle persone un trionfo di cinismo, una paura (guidata dall'ignoranza, niente di nuovo..)che rende tutti più cattivi, più acidi, per nulla poetici. Ci salverà la moda?! Ma si dice che la moda sia sempre andata di pari passo con la guerra (la moda è la versione femminile della guerra?!)e questo un po' fa paura... Se si pensa allo stile di vita bohémienne mi vengono in mente poeti "maudits" come Verlaine e Baudelaire, poeti che avevano anticipato e previsto, in versi, le angosce vissute poi da  tanti giovani durante la Prima Guerra Mondiale sfociata dai fasti della Belle Epoque, e anche questo intimorisce e affascina. La tristezza è bohème, il disagio è bohème... 

Je suis un poète. Que dois-je faire? Je vous écris.
 Et comment puis-je vivre? Vivant.
cit. da "La Bohéme" di Giacomo Puccini


Il est tout beaucoup de discussions au sujet du retour des magazines de mode bohème  et sur les pistes, mais l'air là-bas a rien de romantique, même en ce moment, je trouve qu'il à la fois dans la réalité et dans les gens un triomphe du cynisme, la peur (guidée par l'ignorance, rien de nouveau ..) ce qui rend toutes les plus mauvaises, la plupart des acides, pas poétiques. Il permettra de sauver la mode?! Mais ils disent que la mode est toujours allé de pair avec la guerre (la mode est la version féminine de la guerre ?!) Et cela un peu effrayant ... Si vous pensez que le style de vie bohème je peux penser de poètes "maudits" français comme Verlaine et Baudelaire, poètes qui avaient anticipé et attendus, dans le verset, puis l'angoisse vécue par beaucoup de jeunes dans la Première Guerre mondiale a entraîné de la splendeur de la Belle Epoque, et cela effraie et fascine. La tristesse est bohème, le malaise est bohème ...





immagini tratte dalle riviste:  COSMOPOLITAN, FEM, CHOCOLATE.


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Oggi viviamo in un gran torpore, gli Stati vivono in una sorta di letargo lesionista. Quando ci sveglieremo saremo molto diversi, non saremo più noi. Tutto è così frivolo e plastificato come un giocattolo. Allora, meglio chiudersi in una stanza e giocare. Qui lo stile  bohème si mescola  con gli anni'70 e con un  dinamismo quasi futurista. Insomma, niente di più retrogado... Buon divertimento!

Aujourd'hui, nous vivons dans une grande stupeur, les Etats vivent dans une sorte de léthargie préjudiciable. Quand nous nous réveillons, nous allons être très différente, nous ne serons pas nous. Tout est si frivole et en plastique comme un jouet. Donc, il vaut mieux être enfermé dans une pièce et jouer. Voici la bohème de style se mélange avec les années 70 et avec un dynamisme presque futuriste. En bref, rien de plus rétrograde ... Enjoy!





"Far vivere dentro il futuro una continua sfilata di cose vecchie" questa è la più grande invenzione dell'uomo moderno.

"Faire vivre dans le futur un défilé continu de vieilles choses" ceci est la plus grande invention de l'homme moderne.


In queste foto non indosso nuovi acquisti, solo nuove idee.
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Sur ces photos ne portez pas de nouveaux achats, seulement de nouvelles idées.
Nel vecchio parco gelido e deserto

sono appena passate due forme.
Hanno occhi morti, e labbra molli,

e le loro parole si odono a stento.
Nel vecchio parco gelido e deserto

due spettri hanno evocato il passato.
- Ricordi la nostra estasi d’allora?

- E perché vuoi che la ricordi?
- Batte ancora il tuo cuore solo a udire il mio nome?

Ancora vedi in sogno la mia anima? – No.
- Ah, i bei giorni d’indicibile felicità

quando univamo le nostre bocche! – Può darsi.
- Com’era azzurro il cielo, e grande la speranza!

- Vinta, fuggì la speranza, nel cielo nero.
Andavano così tra l’avena selvatica,

e le loro parole le udì solo la notte.
Paul Verlaine. Colloquio Sentimentale-










 “Siamo sempre, tragicamente soli, come spuma delle onde che si illude di essere sposa del mare e invece non ne è che concubina.” 
Charles Baudelaire

Amedeo Modigliani "Ritratto di Dedie" + alimentatore
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“I profumi, i colori e i suoni si rispondono.” 
Charles Baudelaire

“E' ora di ubriacarsi! Per non essere gli schiavi martirizzati del Tempo, ubriacatevi, ubriacatevi sempre! Di vino, di poesia o di virtù, come vi pare.” 
Charles Baudelaire
It 's all a lot of talk about the return of the bohemian fashion glossy magazines (which are a bit' a drug to me ..) and on the runways, but the air out there has nothing romantic, even in this time I find there both in reality and in people a triumph of cynicism, fear (guided by ignorance, nothing new ..) which makes all the most evil, most acids, not poetic. It will save the fashion ?! But they say that fashion is always gone hand in hand with the war (fashion is the female version of the war?!) And that a little 'scary ... If you think the style of bohemian life I can think of poets "maudits" as Verlaine and Baudelaire, poets who had anticipated and expected, in verse, then the anguish experienced by many young people in the First World War resulted from the splendor of the Belle Epoque, and this frightens and fascinates. Sadness is bohemian, the discomfort is bohemian ...
***
I am a poet. What do I do? I write. And how do I live? Alive.
"La Bohème" Giacomo Puccini
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Today we live in a great stupor, states live in a kind of lethargy injurious. Nobody wants to anticipate the times, even if the future is already around us, tragic and in need of help. When we wake up we will be very different, we will not be us. Everything is so frivolous and plastic as a toy. So, better to be locked in a room and play. Here the style bohemme mixes with the 70s and with a dynamism almost futuristic. In short, nothing more retrograde ... Enjoy!
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"To live in the future a continuous parade of old things" this is the greatest invention of modern man."
Serena S. Madhouse
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conversation sentimental
°
In the old park and icy desert
I have just spent two forms.
They have dead eyes, lips and soft,
and their words are heard with difficulty.
In the old park and icy desert
two spectra have evoked the past.
- Remember our ecstasy of that time?
- And why do you want to remember?
- Yet your heart beats only to hear my name?
Yet see in a dream my soul? - No.
- Ah, the good old days of unspeakable happiness
when we univamo our mouths! - It could be.
- What was the blue sky, and the great hope!
- Won, fled the hope, in the black sky.
They went well between the wild oats,
and their words were heard only at night.

.
Paul Verlaine
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i jean che indosso in questo post sono di Mango
 e gli avete già visti nel 2014,  qui e qui! 

lunedì 3 novembre 2014

"Il Giovane Favoloso" sotto un cielo dimenticato..


Finalmente, ieri sera, sono andata a vedere il film di Mario Martone dedicato a Giacomo Leopardi: "Il Giovane Favoloso"; film che mi è piaciuto, promosso a pieni voti, ottimo in tutto, dalla colonna sonora (assolutamente non scontata) alla scelta degli attori.
Elio Germano, attore per cui non nutro particolari entusiasmi, ha smesso di essere Elio Germano molto presto per divenire Giacomo Leopardi; è quello che dovrebbe saper fare ogni attore, "lasciarsi dimenticare".
Però... 
Non riesco a dire "Questo film mi ha conquistato" come a suo tempo ha saputo fare "Noi Credevamo" (film che ogni italiano, io compresa, dovrebbe vedere e rivedere); per me, manca un passaggio importante per capire (o far capire) il poeta ma anche la persona: la felicità; breve, effimera eppure completa e solare.
A Pisa Leopardi compone "A Silvia" ma, soprattutto scopre la vita dolce e lieve vivendo quasi come uno studente in un piccolo appartamento in via delle Faggiola, affacciato su un orto e con vista fino all'orizzonte. 
Qui può uscire di casa da solo, può scaldarsi al sole dei lungarni,  trova amicizia e spensieratezza in una bella pisana, Teresa, che gli riporterà alla memoria quella Teresa recanatese, che per condizione sociale non poteva essere sua amica, ma che permise a Giacomo di incontrare per la prima volta il volto della morte.
A Pisa, dopo anni sterili, ritrova l'impeto creativo ma...

Sto dicendo troppo, (complice, forse,  un anno di studio incentrato proprio su "Leopardi a Pisa" che portò alla splendida mostra di Palazzo Lanfranchi "Leopardi a Pisa" appunto), e non vorrei sembrare di parte,  non voglio sembrare uno dei tanti cittadini italiani piangioni che hanno sempre in bocca qualche aneddoto della proprio città, certamente migliore di tutte le altre.
Ecco perché, se siete arrivati a leggere fino qui, preferisco lasciare la parola al diretto interessato.


L'aspetto di Pisa mi piace assai più di quel di Firenze.
Questo lung'Arno è uno spettacolo così ampio, così magnifico, così gaio, così ridente, che innamora: non ho veduto niente di simile né a Firenze, né a Milano, né a Roma; e veramente non so se in tutta Europa si trovino molte vedute di questa sorta. 
Vi si passeggia poi nell'inverno con gran piacere, perché vi è quasi sempre un'aria di primavera; sicché in certe ore del giorno quella contrada è piena di mondo, piena di carrozze e di pedoni: vi si sentono parlare dieci o venti lingue, vi brilla un sole bellissimo tra le dorature dei caffè, delle botteghe piene di galanterie, e nelle invetriate dei palazzi e delle case, tutte di bella architettura. 
Nel resto poi, Pisa è un misto di città grande e di città piccola, di cittadino e di villereccio, un misto così romantico, che non ho veduto mai altrettanto. 
A tutte le altre bellezze, si aggiunge la bella lingua.

Giacomo Leopardi
***
Lettere, A Paolina 12 novembre 1827

"The appearance of Pisa I like much more than that of Florence. 
Lung'Arno This is a show so large, so beautiful, so gay, so pleasant, that falls in love: I have not seen anything like it either in Florence or Milan or Rome; and really do not know if they are in Europe many views of this sort. 
There is then a walk in the winter with great pleasure, because there is almost always an air of spring; so that at certain times of day that land is full of the world, full of cars and pedestrians: you will hear about ten or twenty languages​​, there shines a beautiful sun between the gilding of the cafes, the shops full of gallantry, and the glazed palaces and houses, all of the beautiful architecture. 
In the rest later, Pisa is a mix of big city and small town, of urban and rustic, a mixture so romantic, that I have never seen the same. 
All other beauties, plus the beautiful language."

Giacomo Leopardi



Recanati settembre 2014



mercoledì 28 novembre 2012

pioggia

...sono distratta e me ne dispiaccio, ho occhi solo per immergerli in riviste, voi sapete che le riviste (di moda, ma anche, all'occorrenza, di qualsiasi altra cosa) sono la mia facile via di fuga... cosa avrei fatto (e come farei) in tanti momenti di ansia (a volte, l'ammetto, di stupida ansia)a sopravvivere senza le mie riviste illustrate?!?
La testa invece viaggia tra passato, presente e un futuro che non si realizzarà mai, perchè oramai mancano gli attori, la sostanza volatile e materiale...e poi perchè, cosa più importante, mi interessa di più il presente che, non sarà perfetto, ma mi piace e non vorrei cambiarlo...
Piove ininterrottamente da ieri sera, che sono uscita coi miei genitori, che noi tre da soli è cosa assai rara. E ancora più preziosa  è che ieri sera siamo riusciti a NON battibeccare nemmeno un po' (da scrivere in grassetto sul calendario..)!!!
Tornata a casa dopo qualche settimana, per motivi che sanno di autunno e foglie marce, le frivolezze le metto momentaneamente da parte. 
Ieri il mio babbo e io abbiamo accompagnato per il suo ultimo viaggio terreno il suo babbo e mio nonno, dopo circa 13 anni che non c'è più. Legno scuro lucido e il rendermi conto che mio nonno non è là dentro ma...nelle cose belle e giuste che ha fatto e che mi ha insegnato.
Tornare a casa e camminare nel mio paese che mi saluta, quanta gente che conoscevo ieri mattina per strada, faceva un certo effetto, a Pescia non conosco nessuno, quando cammino per strada sono invisibile e a volte vorrei esserlo davvero, ieri pensavo  che era bello tornare e vedere che per qualcuno esisto e valgo un saluto...
Tornare  a casa e fare colazione con pane fresco e caffè d'orzo, e trovare Cenerino nella mia coperta viola che sembrava un involtino primavera, beato lui...
ma apprendere anche che un mio compagno di scuola (elementari e medie), è andato a morire a Barcellona, dopo l'ennesima fuga da casa... E allora per un momento il presente si  cancella, e tornano alla memoria certe mattinate di novembre, coi marciapiedi gonfi di foglie secche, il grembiule blu, il colletto coi fiori celesti ricamati, la cartella di cartone  rossoblu (regalo della zia Carla  per rendere meno amaro quello che la scuola rappresenta: la fine della vita libera e selvaggia)e il piumino arancione della Upim che mi ci si sentivo una palla ma era tanto caldo . 
E, in mezzo a tanti altri,  quel bimbetto antipatico e pestifero, che non ho mai sopportato ma che infondo non lo faceva apposta, come invece  altri che, antipatici erano e antipatici resteranno ad eternum, la sua indole era quella e con quella è arrivato alla fine precoce della sua vita, libero e selvaggio forse avrebbe dovuto vivere, come  tanti altri che la "civilizzazione" ha distrutto.
Dicono infine  gli "adulti" (quelli che già lo erano quando noi eravamo solo dei bimbetti col potere assoluto dei bimbetti di poter fare di se stessi e della propria vita qualsiasi cosa, peccato capirlo tardi e peccato che poi comunque qualcuno  o qualcosa ci sbarra la strada con la storia del dover crescere)"oggi i suoi genitori piangono ma domani vivranno con un peso in meno". 
Io non lo so e nemmeno voglio saperlo.
Sarò figlia per sempre, e per me è già abbastanza impegnativo.

 


Rincorrere fantasmi di presenza
su larghe pieghe d'immobilità di affetti
vuoti ricordi di volti e gesti ed allegrie
su cui pieghiamo il capo dolce evocando
tempi ormai remoti per sentirci addosso 
viva la pelle della nostra placida esistenza.

frammento dalla lirica "SOLITUDINE" tratta dal libro AI MARGINI DEL TEMPO, del mio zio Giovanni Sbrana



giovedì 22 marzo 2012

Ieri sera

 
una candela virtuale e in pieno sole  per Roberta, sperando che tu torni presto a casa e si possano finalmente spengere le telecamere su questa storia e sul nostro paese.
Ieri sera in televisione ho visto un paese che non era il mio.
nel senso che quelle facce, ma chi le conosceva.
Solo la Guidi ha parlato da gellese, senza tanti fronzoli.
Mentre l'inviata di Rai3 avrebbe volentieri stretto a se un figlio in lacrime, invece lui sembrava solo stufo, annoiato, forse è un po' "mostro" anche lui ma con questo non voglio dire che quella è una famiglia di "mostri".
E' che da noi si piange poco, soprattutto in pubblico.
Invece in televisione siamo abituati a vedere un sacco di gente piangiona.
All'inizio non mi dipsiaceva vedere la mia strada, i miei tigli (quelli per cui mi son beccata pure una querela dal "simpaticissimo", "democraticissimo" sindaco di san Giuliano)e soprattutto il mio cielo rosa al tramonto sui campi (i pochi rimasti...)in televisione ma...
Da qualche giorno le cose sono diverse.
Questa storia deve avere una fine, perchè non è giusto che gente che non sa nulla di nulla ti arriva sotto casa e in diretta nazionale descrive un mondo che non esiste.
Stereotipi e problemi che non ci appartengono.
Se proprio ne dobbiamo parlare affrontiamo dei problemi veri, quelli che il degrado lo portano, a Gello come in ogni altro angolo del mondo...
La bruttezza, l'inciviltà, il consumo del suolo, l'alienazione e le paure che portano a stare tutti rintanati dietro a una persiano chiusa.
E fuori di casa, nonostante tutti quelli inutili lampioni può capitare qualsiasi cosa, che tanto nessuno ti aiuta se hai bisogno.
E poi Roberta, sì...
Mi auguro davvero che tu possa tornare ad accuparti della tua bambina...
Che è forse l'unica che merita davvero un tuo ritorno, un lieto fine.
Io non ho mai pensato male, ma negli ultimi giorni sono tutti certi del contrario.
Non voglio tutte queste barilate di degrado mediatico.
Ti fanno credere che sia normale, che sia il progresso ma...
E' l'esatto contrario e non si può accettarlo passivamente.
La violenza non può "vincere" sempre.




1084426-ragusa

Scoprire, pensando,
sconfinati orizzonti di dolore
sugli asfalti traslucidi
della convulsa metropoli,
cercare nel ricordo allegri momenti
di un'infanzia pura,
obliarci nei meandri della mente
guardando il quieto tramonto
senza immaginare cielo e stelle
nel pauroso squallore
dell'impudica notte
solo vestita di pallida luna.
E aspettare, paziente,
che un segno di Luce
alleggerisca il cuore.

Giovanni Sbrana- da Anelli di Pietra
C.Cursi Editore & F.-Pisa
aprile 1978

mercoledì 15 febbraio 2012

L'amore è spina lieve (poesia)

Non so del mio destino
quale mistero e quale oscura sorte
avvolga, notte a notte, le sue trame
e questo "non sapere" lenisce 
ogni pena e ogni affanno.

Come vivido ruscello corre
e dolcemente porta le sue acque al fiume,
così, improvviso, il pensiero rifiorisce
e, d'innocenza puro, forte mi spinge
a ricercar di te la fonte primogenia.

Sotto l'ombra del tuo pallido arrossire,
in remoto appuntamento (così, almeno,
il cuore par che voglia credere)
scopro quale prodigio a te mi attragga
e mi turbi e mi confonda.

L'amore è spina lieve che trafigge
e sempre più felicemente penetra la carne.

Desiderio di te,
oltre ogni grande desiderio, e tu
dell'offerta mi dai saggia misura, tra
vuoti spazi e cieli colmi di silenzi.

Il tuo saluto è solo un grido,
un ampio caldo gesto della mano
nel giorno che si appresta al suo declino.

Giovanni Sbrana


L'AMORE E' SPINA LIEVE è la poesia che da il titolo al libro di Giovanni Sbrana edito da "Edizioni OffSetGrafica-Il Portone/Letteraria


ritratto di signora-riflesso in madhouse-pseudo-art gallery di donna con pappagallo-nel vetro in madhouse-pseudo-art gallery di

lunedì 24 ottobre 2011

oasi di riposo




OASI DI RIPOSO
Cercare oasi di verde riposo
nel cemento che strazia la terra,
l’alba rinnova incanti di sogni
che la notte costruì su cuscini dorati
ma l’amaro presente ferisce il corpo
delle verdi foreste contaminate
e il fiore che la mano non colse
punta nel cielo la sua bianca corolla
mentre l’edera avviluppa l’arbusto
ormai privo del suo trono di foglie.
Amaro presente in cui nascemmo
non più fatti d’alito e mota,
creature nuove del dio consumismo
mai sapremo se il mare
potrà un giorno accettarci
incorruttibili oggetti plastificati
o se dal nostro cuore ancora
germoglieranno radici di olivo.

poesia di Giovanni Sbrana, tratta dal libro AI MARGINI DEL TEMPO (liriche)
Tipografia Editrice Pisana

1984

I believe in instability

  Anche se in questi mesi i giorni belli, immersi nel verde a camminare e camminare non sono mancati, così come i bei ricordi che rimarranno...