"Ma la morte non concede l'auspicato sollievo.
Spaventosa megera, miete con un falce gigantesca la sua preda: solamente essere giovani, ricchi, belli, nobili, aggrappati alla vita.
A terra, aggrappati gli uni agli altri come un gruppo avvizzito, giacciono abati, signori, nobildonne e una gioventù recisa nel fiore degli anni.
In alto, in cielo, angeli e demoni si disputano le loro anime.
E' questo Il Trionfo della Morte.
Non conosco altro dipinto, altro poema, dal quale il messaggio eterno della morte parli con altrettanta cupa potenza salvo due altri versi di quasi sconsolata crudezza nei Salmi, nel Siracide e nell'Apocalisse."
HERMANN HESSE
Dall'Italia, 1901
Spaventosa megera, miete con un falce gigantesca la sua preda: solamente essere giovani, ricchi, belli, nobili, aggrappati alla vita.
A terra, aggrappati gli uni agli altri come un gruppo avvizzito, giacciono abati, signori, nobildonne e una gioventù recisa nel fiore degli anni.
In alto, in cielo, angeli e demoni si disputano le loro anime.
E' questo Il Trionfo della Morte.
Non conosco altro dipinto, altro poema, dal quale il messaggio eterno della morte parli con altrettanta cupa potenza salvo due altri versi di quasi sconsolata crudezza nei Salmi, nel Siracide e nell'Apocalisse."
HERMANN HESSE
Dall'Italia, 1901
Imparate dai Toscani che non c'è nulla di sacro in questo mondo, fuorché l'umano, e che l'anima di un uomo è uguale a quella di un'altro: e che basta saperla tenere pulita, all'asciutto, che non si pigli polvere né umido, come sanno i toscani, che dell'anima propria son gelosissimi, e guai a chi gliela volesse sporcare, o umiliare, o ungere, o benedire, o impegnare, affittare, comprare; e che vi sono anime femmine e anime maschie, e che le anime dei toscani son maschie, come si vede da quelle che escon di bocca ai morti del Camposanto di Pisa: il solo camposanto che sia al mondo, tutti gli altri son cimiteri...
CURZIO MALAPARTE
Maledetti Toscani, 1956