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lunedì 21 luglio 2014

Alexis Tsipras all'assembra nazionale-intervento

Care compagne e cari compagni,
quasi due mesi dopo le elezioni sembra sia stata confermata la nostra più grande preoccupazione, perché le grandi alleanze che avevano denunciato prima delle elezioni sono diventate ancora più larghe, dal momento che la elezione di Juncker alla presidenza della Commissione  è stata accompagnata dalla  elezione alla presidenza del Parlamento europeo di Schultz con il voto dei conservatori, 
socialdemocratici, liberali e alcuni verdi. Parallelamente nel Parlamento europeo si esprimono non in modo omogeneo varie forze di destra, razziste, xenofobe e populiste.
Oggi l'Europa si trova in una situazione di stallo strategico. Il progetto delle forze dominanti di oggi è quello di continuare la strategia di estrema austerità. Questa strategia noi la abbiamo chiamato Merkelismo. L'Europa che oggi si trova sotto l'egemonia tedesca è sempre più antidemocratica e sempre più autoritaria.
La nostra lotta quindi per la rifondazione dell'Europa su base democratica, sociale ed ecologica, deve essere continua e senza sosta. Questo è il nostro comune obbiettivo nel nuovo gruppo della Sinistra Europea, che ha raddoppiato i suoi membri dalla volta precedente. Si tratta di una lotta difficile e il suo successo sarà giudicato dai movimenti, dalle resistenze e dalle lotte dei popoli. 


Compagne e compagni,
non dimentichiamo che la sinistra sta crescendo.
In Grecia per la prima volta con Syriza la sinistra è la più grande forza politica del paese, con ampio margine di differenza rispetto alla Nuova Democrazia, candidandosi a  governare.
Syriza rappresenta la coscienza collettiva di una sinistra moderna che cerca di trovare un'identità moderna, radicale, movimentista, ma anche un'identità che può avere una dinamica maggioritaria. Una sinistra che può essere in grado di dare una prospettiva di vittoria e di governo alternativo per cambiare la nostra vita, la realtà che viviamo oggi in Europa.
I partiti e tutte le forze della sinistra in Europa, hanno visto la prospettiva di una vittoria storica di Syriza anche a livello nazionale come una scintilla di speranza e di cambiamento, non solo per il popolo greco, ma per tutti i popoli dell'Europa, che soffrono per l’austerità, che reagiscono alla diminuzione della democrazia in Europa, che cercano un'Europa della solidarietà, un'Europa dell’uguaglianza tra stati e popoli, che cercano un'Europa della crescita, della coesione sociale, della solidarietà, della protezione dell'ambiente.
Questo è il messaggio che abbiamo ricevuto dalla Spagna, dove la Sinistra Unita, il Podemos e altre forze di sinistra più piccole si sono avvicinate quasi al 25%, mentre le due forze di austerità, il Partito Popolare e Socialista, hanno perso circa 5 milioni di voti.
In Spagna abbiamo visto la grande sorpresa della sinistra dei movimenti, che è riuscita a ottenere l'8% dei voti del popolo spagnolo ed eleggere cinque deputati. Una forza politica nata dalla auto-organizzazione di chi non aveva voce. Dal movimento degli Indignati che ha travolto le piazze e le strade delle città spagnole il 15 maggio 2011, riuscendo a trasformare la rabbia in forza politica del popolo, contro il predominio e la paura che avevano creato le banche con le ipoteche sulle case e la vendita all’asta delle case confiscate dalle banche.
Un movimento che ha avuto un profondo carattere anticapitalista. Contro l'arricchimento violento delle elite finanziarie e gli oligarchi della crisi, un movimento che ha voluto rappresentare le persone che vogliono combattere per la democrazia diretta, per una nuova organizzazione veramente democratica e partecipativa del sistema politico.
L'esplosione delle piazze in Spagna ha trasformato Podemos in un forza potente di movimento, la stessa esplosione parallela che in Grecia è stata quella che ha creato il terreno sociale adeguato per la rapida ascesa di Syriza.
In Portogallo, il Blocco di Sinistra e il Partito Comunista del Portogallo si avvicinarono al 20%, mentre in Irlanda colpita dal Memorandum il Sinn Féin mette già la sua candidatura per governare e in Slovenia, provata dall’austeritá, la sinistra è arrivata la settimana scorsa al 7%.
Ci sono tre pilastri per una proposta maggioritaria di sinistra in Europa.
Il primo è la natura di classe della nostra lotta, perché noi rappresentiamo la società dal basso e lottiamo per la redistribuzione della ricchezza.
Il secondo pilastro riguarda il salvataggio delle nostre società, delle democrazie, i diritti e le nostre libertà. Le nostre radici affondano nelle grandi tradizioni che hanno creato le forze maggioritarie che ci hanno liberati dal fascismo e dalle dittature. Perché oggi il neoliberismo dimostra che è incompatibile con la democrazia che abbiamo conosciuto, demolendo in sostanza le nostre costituzioni democratiche e i nostri diritti sociali e politici e le nostre libertà.
Il terzo pilastro è costituito da un nuovo internazionalismo di sinistra, un nuovo europeismo di sinistra, che è emerso anche  attraverso la mia candidatura per la presidenza della Commissione europea e dalla percezione che l'Europa oggi rappresenta il terreno della lotta politica e di classe.  Un campo di lotta, di battaglia, di conflitto che noi non ignoriamo.
Non possiamo costruire un'isola socialista, in una nazione, stato, se nel campo comune dell’economia, della cultura, del confronto che si chiama Europa non cambieranno gli equilibri. Syriza non riuscirà, se domani non cambieranno anche gli equilibri in Spagna, Italia, Francia e nella stessa Germania, finche non si creeranno le condizioni per grandi cambiamenti radicali a favore delle forze del lavoro in tutta l’Europa. È ciò che può fare del nostro progetto una proposta maggioritaria.

Care compagne e cari compagni,
"L'Altra Europa” in Italia ha rappresentato una altra grande vittoria della sinistra europea soprattutto per le dure condizioni della sua lotta politica e sociale, visto che è riuscita a superare un’antidemocratica legge elettorale raccogliendo le 150.000 firme necessarie e superare il quorum di sbarramento del 4%
Il sistema politico in Italia, dopo aver visto quello che è successo in Grecia con Syriza, ha lottato con le unghie e i denti per far tacere “L’Altra Europa" ed escludere la sua presenza dal sistema televisivo mediatico.
La sinistra italiana, senza mezzi e soldi ha avuto  successo perché credeva nel messaggio di unità di Syriza. Questa è la nostra grande energia, la forza dell'unità nella diversità.
Per me è stato un grande onore aver rappresentato
“L’Altra Europa”, da lontano, rappresentando una sinistra sociale e politica in Italia con una tradizione molto lunga. Una tradizione di lotte sociali, movimenti e collettivi ed una tradizione politica. La sinistra di Gramsci, di Togliatti, di Berlinguer, di Spinelli, si è incontrata con la sinistra greca, cercando di impostare un piano per il futuro, la nostra convivenza, i nostri problemi comuni, la nostra prospettiva in Europa.
Questa è la nuova sinistra che è nata nelle strade di Genova in una giornata come questa, il 19 luglio 2001. La sinistra che è stata colpita da una repressione barbara, con l'assassinio di Carlo Giuliani e la violenza di Bolzaneto. L'assassinio del piccolo Alexis Grigoropoulos e le successive "Bolzaneto" che abbiamo vissuto in Grecia sono la continuazione di questa storia.
Siamo in un periodo di controrivoluzione che viene alla ribalta con in modo molto autoritario, che mira a livellare le conquiste sociali e politiche dei decenni del dopoguerra.
Questa è una scelta strategica del capitale in Europa, che procede attraverso un lavoro di svalutazione interna con la creazione di una zona economica nel Sud Europa, con condizioni di lavoro pari a quelle del Sudest asiatico. Una strategia miope, che ha gia mostrato i suoi limiti, perché senza coesione sociale non può esistere una forte economia. Questi problemi li dovranno affrontare anche i paesi del Nord Europa, a causa del grande accumulo di capitale non investito. Nel Sud Europa questa politica richiede la contrazione della democrazia e la violazione delle costituzioni che abbiamo avuto con la nostra lotta antifascista e la caduta delle dittature in Grecia, Portogallo e Spagna.
Allo stesso tempo la costruzione europea è contraddittoria e non segue un percorso lineare. La socialdemocrazia affronta una crisi intrinseca, anche se ci sono eccezioni, come la vittoria di Renzi nelle elezioni europee.
Renzi sarà giudicato nel medio termine. Il suo grande peso sono le aspettative che ha alimentato nel popolo italiano, perché si deve dare soluzioni nazionali ed europee a problemi cruciali in un momento in cui vi è la stabilizzazione della recessione e della stagnazione, senza alcuna prospettiva di crescita sostanziale. Per fornire una risposta strategica ai problemi del paese non basta raggiunge un allentamento del fiscal compact, ma la sua abrogazione e l'adozione di investimenti pubblici europei per la crescita e l'occupazione. L'austerità non è un prerequisito per lo sviluppo, ma al contrario l’austerità nega lo sviluppo.
Per questa ragione ci deve essere una forte sinistra alla sinistra della socialdemocrazia per rivendicare una soluzione alternativa per l'Europa. Per questo motivo c’è la necessità di una forte sinistra in Italia che non occupi solo uno spazio di denuncia, ma rivendichi un governo di sinistra per il paese.
La politica di Renzi porterà in un fase di stallo perché cercando di scambiare l’allentamento del fiscal compact si trova ad essere assorbito dal campo dell'avversario, accettando l'ordine della agenda dell'avversario politico per le riforme strutturali e dei cambiamenti sociali. A livello politico lo fa con aggressività cambiando la sua struttura e funzione. Cercherà di usare la sua egemonia per cancellare dalla mappa politica i suoi avversari. Un punto preoccupante che dovrebbe essere affrontato.
"L'altra Europa" ha fatto un vero e proprio miracolo garantendo  la sua rappresentanza, con l'aiuto prezioso degli  attivisti , ma anche dei partiti che l’hanno sostenuto.
È  sbagliato cercare di trovare una ricetta o semplicemente una sola ricetta e provare a portarla da un luogo ad un'altro. Per noi che non siamo della sinistra dogmatica l'esperienza, l'idea e la storia di SYRIZA sottolinea la scelta strategica dell’unità di certe forze con l’asse principale di Synaspismos e l’obiettivo dell’unità della sinistra anche con il Partito Comunista di Grecia. Il dogmatismo e il settarismo del Partito Comunista di Grecia si sono accompagnati ad un continuo attacco di amicizia da parte di Syriza, che lo ha aiutato a svilupparsi. Per passare dal 4% al 27% non ha bastava solo l'unità della sinistra. Abbiamo fatto due scelte: abbiamo proposto di rovesciare il governo neoliberista e abbiamo adottato i nuovi movimenti creati nelle piazze senza nessuna voglia di mettere alcun cappello.
Se qualcuno tenta di trovare una ricetta per la ricostruzione della sinistra italiana direi che ha bisogno di una miscela con il 30% di Syriza, 30% di Podemos e 40% della vostra ricca esperienza, perché rappresentate una sinistra molto ricca con la vostra attività sociale, culturale, le vostre reti di attivisti e la ricca esperienza nelle amministrazioni locali. Si deve combattere la tendenza ad auto flagellarsi .
"L'Altra Europa" dovrebbe rappresentare uno spazio di dialogo e di riflessione della sinistra, uno spazio di azione collettiva su questioni che sono accettabili da tutti e cercando di garantire una partecipazione democratica della sua base. In Syriza unita siamo arrivati per passi successivi, diverse fasi e diversi modelli di rappresentazione che avevano come obbiettivo l’unità ed evitavano la frammentazione e i conflitti interni.
Allo stesso tempo, il GUE è uno strumento aperto per fare politica e aprire vertenze nelle principali questioni e creare nuove alleanze.
Nel prossimo periodo abbiamo bisogno di creare alleanze politiche e sociali ampie soprattutto nei paesi colpiti dalla crisi con l'obiettivo di creare uno spazio di forze politiche e sociali, di partiti politici, non solo di sinistra,di sindacati e movimenti per un’azione comune con un programma per confrontarsi con l'austerità neoliberista, per stimolare la crescita, risolvere il problema del debito, eliminandone gran parte, e sostenere la ricostruzione della democrazia e dei diritti politici e sociali. Dovremmo cercare di allargare il fronte politico e sociale e di trasformare la maggioranza sociale in maggioranza politica contro l'austerità.

mercoledì 21 maggio 2014

Veni Vidi Austerity


TRK Tour – Italia

Il crepuscolo dei caimani

Oh lussuosa Firenze, misteriosa Venezia, frizzante Roma! Oh le ragazze e i ragazzi, la commedia dell’arte, le trattorie con le pizze napoletane e quelle focacce deliziose! Ecco che arriva la Troika Nostra, con i suoi man in black armati fino ai denti coi loro Memorandum, pronti a visitare la grande, incomparabile Italia (so che vi siamo mancati!).

A differenza di altri paesi che abbiamo visitato, i problemi dell’Italia non derivano da una caos bancario o da una bolla finanziaria, ma da uno di quei debiti pubblici senza eguali: un 115% del PIL. Se a questo aggiungiamo una crescita quasi zero negli ultimi vent’anni, abbiamo la ricetta perfetta per il disastro assicurato: tra il 2007 e il 2011 l’economia italiana si è contratta del 6,76%.

Certo bisogna dire che fino al 2011 era in possesso della presidenza (letteralmente in possesso), il buon vecchio Silvio Berlusconi. A differenza di altri politici, non era sempre poi tanto ragionevole. All’inizio era uno dei nostri, faceva il tipo di riforme fiscali che tanto ci piacciono, come la riduzione delle tasse che beneficiano il 40% della popolazione più ricca…beh insomma questo genere di belle cosette.

Però quando gli veniva chiesto di darci dentro con le forbici, il buon Silvio aveva sempre la scusa pronta, prima sì, poi “appena hanno votato la fiducia al governo taglio tutto”, poi “eh, è mancata la maggioranza…” al punto che, con tanto affetto e delicatezza, abbiamo dovuto invitarlo a fare spazio ai giovani (ci sono voluti due carrelli elevatori e un esercito di culturisti per incoraggiarlo a fare il grande passo, si vede che non può proprio scollarsi dalla poltrona).

Per prima cosa abbiamo pensato che, per riempire il vuoto di governo, basterebbe mettere un computer con le equazioni di Pareto ed una parrucca, però probabilmente gli italiani non avrebbero trovato la cosa di loro gradimento, ed è così che abbiamo trovato un economista, Mario Monti, praticamente la stessa cosa. L’importante è rendere l’Italia una nazione dinamica e frizzante!

E via col liscio! Introducendo misure di austerità d’urgenza con metodicità e gioia. Una riforma delle pensioni qui, un aumento delle imposte dirette là, una riformetta del mercato del lavoro che fa contenti gli imprenditori per quadrare l’equazione…il buon vecchio Monti è durato poco come presidente, però certo che nessuno può negare che ha lasciato l’Italia come nuova!

Gli italiani sembrano non accorgersi che stiamo spingendo la nazione verso la crescita, continuano ad avere una disoccupazione del 12,9% e, a quanto pare, Roma torna ad avere bisogno che la salvino dal default, però già abbiamo la soluzione! Come diceva Olli Rehn, uno dei nostri migliori man in black, il problema è che ci sono troppe tasse e troppa rigidità per le aziende, che non facilitano le esportazioni. Che inizino a prepararsi, la festa continua!

Però con grande dolore nei nostri cuori, è già arrivata l’ora che i nostri man in black salutino la vecchia Italia dalla passerella del aereo. Si stanno preparando per viaggiare, attraversando le Alpi, per gustare la gastronomia dei Balcani e parlare di opportunità d’affari più ad est…ah, non posso dirvi più nulla, l’Europa nasconde tanti segreti…

martedì 1 aprile 2014

Mad con la Lista Tsipras





Molto poco tempo per tutto il resto, sperando che la Lista L'AltraEuropa riesca a raggiungere il numero di firme necessario per poter accedere alle elezioni europee del 25 maggio, importantissime per ognuno di noi; mi sto dando da fare nel mio piccolo, insieme ad altri meravigliosi volontari!

Visto che finché ci saranno direttive europee contro il popolo (NOI!), difficilmente riusciremo a cambiare in meglio la situazione dell'Italia e degli altri PIGS.
Quindi vi chiedo di firmare se incontrate una bancarella per la raccolta firme durante i vostri giri di shopping!
Non è impegnativa e non vi impone certamente di votare per la Lista alle elezioni, è solo un gesto veramente democratico che ci permetterà di prendere parte alle europee, e se poi... il programma vi convince, fateci un pensierino: è l'unico programma davvero dalla parte dei cittadini.
grazie

sere












Il Manifesto


Il programma di Alexis Tsipras per le elezioni del 25 maggio
Nell’accettare la candidatura alla Presidenza della Commissione Europea, Alexis Tsipras ha indicato le sue priorità politiche, e proposto un piano in dieci punti contro la crisi. Questo documento rappresenta la piattaforma politica attorno a cui si è raccolta la lista italiana L’Altra Europa con Tsipras, che verrà approfondita e integrata nelle prossime settimane in un confronto aperto e partecipato.
L’Unione Europea sarà democratica o cesserà di esistere”, afferma Tsipras: “Per noi, la democrazia non è negoziabile”. Il documento sottolinea la necessità di “superare la divisione fra Nord e Sud dell’Europa”, e definisce così il sogno dell'Europa che vogliamo: Un’Europa al servizio dei cittadini, invece che un’Europa ostaggio della paura della disoccupazione, della vecchiaia e della povertà. Un'Europa dei diritti, anziché un'Europa che penalizza i poveri, a beneficio dei soliti privilegiati, e al servizio degli interessi delle banche.
Per costruire questa Europa - la nostra Europa - il documento di Tsipras indica tre priorità politiche:
  1. Porre fine all’austerità e alla crisi, con gli strumenti indicati nei 10punti del piano
  2. Avviare la trasformazione ecologica della produzione, per rispondere alla crisi ambientale e dare priorità alla qualità della vita, alla solidarietà, all’istruzione, alle fonti energetiche rinnovabili, allo sviluppo ecosostenibile
  3. Riformare le politiche europee dell’immigrazione, rifiutando il concetto di “Fortezza Europa” che alimenta forme di discriminazione, e garantendo invece i diritti umani, l’integrazione, il diritto d’asilo e le misure per la salvaguardia dei migranti, costretti ad affrontare viaggi in cui è a rischio la loro stessa vita
I contenuti principali del Piano in dieci punti contro la crisi sono:
- la fine immediata dell’austerità, “una medicina nociva somministrata al momento sbagliato”, che ha portato al primato di 27 milioni di disoccupati in Europa e all’ingiustizia di intere generazioni derubate del loro futuro
- un programma di ricostruzione economica, finanziato direttamente dall’Europa tramite i prestiti a basso tasso d'interesse, e centrato sulla creazione di posti di lavoro, sullo sviluppo di tecnologia e infrastrutture
- la sospensione del patto di bilancio europeo (Fiscal Compact), che attualmente impone il pareggio di bilancio anche ai paesi in gravi difficoltà economiche, e che deve invece consentire gli investimenti pubblici per risanare l’economia e uscire dalla crisi
- una Conferenza europea sul debito, simile a quella che nel 1953 alleviò il peso del debito che gravava sulla Germania, e le consentì di ricostruire la nazione dopo la guerra
- una vera banca europea, che in caso di necessità possa prestare denaro anche agli stati e non solo alle banche, e che fornisca prestiti a basso tasso di interesse agli istituti di credito, a patto che accettino di fornire credito a costi contenuti a piccole e medie imprese
- una legislazione europea che renda possibile tassare i guadagni che derivano dalle operazioni finanziarie, oggi fiscalmente colpite molto meno del lavoro
Per rendere possibile questo cambiamento, afferma Tsipras, “dobbiamo influenzare in modo decisivo la vita dei cittadini europei. Non vogliamo semplicemente cambiare la attuali politiche, ma anche estendere l’interesse e la partecipazione delle persone alla politica, fin nella stesura delle leggi europee. Per questo dobbiamo creare un’alleanza politica e sociale più ampia possibile”.
La crisi dell’Europa non è solo economica e sociale, è anche crisi di democrazia e di fiducia. A questa crisi noi possiamo e dobbiamo rispondere, con “un movimento per la costruzione democratica di un’unione che oggi è solo monetaria”.
Per ricostruire l’Europa - conclude Tsipras - è necessario cambiarla. E dobbiamo cambiarla adesso, perché sopravviva. Mentre le politiche neo-liberiste trascinano indietro la ruota della Storia, è il momento che la sinistra spinga avanti l’Europa”.


mercoledì 30 ottobre 2013

la festa delle ombre



Si avvicina, è alle porte uno dei Sabba Maggiori più attesi (dai non praticanti soprattutto!)de l'Antica Religione..!
Samhain, Samonios, Halloween, Old Hallowmas chiamatelo un po' come vi pare, questa antica ricorrenza europea rimbalzata in USA,lì ricoperta da una luccicante patina commerciale e ora-da un po'- ritornata bella splendente nella  vecchia Bagnarola (leggi: EUropa) con significati se non distorti almeno contorti a fini..commerciali!
Questa festa segna l'inizio della parte oscura dell'anno, quello che a me somiglia di più, e fortemente legata ai tempi e cicli dell'agricoltura, perchè soprattutto è la terza e ultima FESTA DEL RACCOLTO...
Simboleggia anche la morte del Sole, emblema delle energie maschili..
In questa notte (la prossima) ricordiamo i nostri cari che ci hanno lasciato e portiamo loro dei piccoli doni..
E' una notte di festa ma anche di riflessione, su ciò che è stato e su ciò che sarà...
Possiamo osservare quello che accade intorno a noi e dopo agire di conseguenza...
E' la morte di un ciclo e la nascita di uno nuovo..
La morte non è la fine di tutto ma una temporanea trasformazione e purificazione della nostra esistenza, in attesa di una nuova...
In un passato lontano anche nella nostra terra venivano accesi dei grandi fuochi per illuminare la via a chi sarebbe tornato..Oggi questa tradizione può essere ancora onorata, semplicemente accendendo una candela..
La Chiesa si è impadronita di questa ricorrenza della Vecchia Religione che esisteva da millenni celebrando la festa di Ognissanti il 1° novembre (inizialmente veniva festeggiata a maggio), così il giorno per onorare i defunti è "slittato" al 2...


p.s. divertitevi domani e...a propo' di cose religiose (o tutto il contrario ehehheh) c'è una cosa che non vi ho ancora detto e che spero di poter "festeggiare" presto! evviva Galileo vi dico intanto! ;)-

I believe in instability

  Anche se in questi mesi i giorni belli, immersi nel verde a camminare e camminare non sono mancati, così come i bei ricordi che rimarranno...