Care compagne e cari compagni,
quasi due mesi dopo le elezioni sembra sia stata confermata la nostra
più grande preoccupazione, perché le grandi alleanze che avevano
denunciato prima delle elezioni sono diventate ancora più larghe, dal
momento che la elezione di Juncker alla presidenza della Commissione è
stata accompagnata dalla elezione alla presidenza del
Parlamento europeo di Schultz con il voto dei conservatori,
socialdemocratici,
liberali e alcuni verdi. Parallelamente nel Parlamento europeo si
esprimono non in modo omogeneo varie forze di destra, razziste, xenofobe
e populiste.
Oggi l'Europa si trova in una situazione di
stallo strategico. Il progetto delle forze dominanti di oggi è quello di
continuare la strategia di estrema austerità. Questa strategia noi la
abbiamo chiamato Merkelismo. L'Europa che oggi si trova
sotto l'egemonia tedesca è sempre più antidemocratica e sempre più
autoritaria.
La nostra lotta quindi per la rifondazione dell'Europa su base
democratica, sociale ed ecologica, deve essere continua e senza
sosta. Questo è il nostro comune obbiettivo nel nuovo gruppo della
Sinistra Europea, che ha raddoppiato i suoi membri dalla volta
precedente. Si tratta di una lotta difficile e il suo successo sarà
giudicato dai movimenti, dalle resistenze e dalle lotte dei popoli.
Compagne e compagni,
non dimentichiamo che la sinistra sta crescendo.
In Grecia per la prima volta con Syriza la sinistra è la più grande
forza politica del paese, con ampio margine di differenza rispetto alla
Nuova Democrazia, candidandosi a governare.
Syriza rappresenta la coscienza collettiva di una sinistra moderna che cerca di trovare un'identità moderna, radicale, movimentista,
ma anche un'identità che può avere una dinamica maggioritaria. Una
sinistra che può essere in grado di dare una prospettiva di vittoria
e di governo alternativo per cambiare la nostra vita, la realtà che
viviamo oggi in Europa.
I partiti e tutte le forze della sinistra in Europa, hanno visto la
prospettiva di una vittoria storica di Syriza anche a livello
nazionale come una scintilla di speranza e di cambiamento, non solo per
il popolo greco, ma per tutti i popoli dell'Europa, che soffrono per
l’austerità, che reagiscono alla diminuzione della democrazia in Europa,
che cercano un'Europa della solidarietà, un'Europa dell’uguaglianza tra
stati e popoli, che cercano un'Europa della crescita, della coesione
sociale, della solidarietà, della protezione dell'ambiente.
Questo è il messaggio che abbiamo ricevuto dalla Spagna, dove
la Sinistra Unita, il Podemos e altre forze di sinistra più piccole si
sono avvicinate quasi al 25%, mentre le due forze di austerità, il
Partito Popolare e Socialista, hanno perso circa 5 milioni di voti.
In Spagna abbiamo visto la grande sorpresa della sinistra dei
movimenti, che è riuscita a ottenere l'8% dei voti del popolo
spagnolo ed eleggere cinque deputati. Una forza politica nata
dalla auto-organizzazione di chi non aveva voce. Dal movimento degli
Indignati che ha travolto le piazze e le strade delle città spagnole
il 15 maggio 2011, riuscendo a trasformare la rabbia in forza politica
del popolo, contro il predominio e la paura che avevano creato le banche
con le ipoteche sulle case e la vendita all’asta delle case confiscate
dalle banche.
Un movimento che ha avuto un profondo carattere anticapitalista. Contro l'arricchimento violento
delle elite finanziarie e gli oligarchi della crisi, un movimento
che ha voluto rappresentare le persone che vogliono combattere per la
democrazia diretta, per una nuova organizzazione veramente democratica e
partecipativa del sistema politico.
L'esplosione delle piazze in Spagna ha trasformato Podemos in un forza potente di movimento, la stessa esplosione parallela che in Grecia è stata quella che ha creato il terreno sociale adeguato per la rapida ascesa di Syriza.
In Portogallo, il Blocco di Sinistra e il Partito Comunista del
Portogallo si avvicinarono al 20%, mentre in Irlanda colpita dal
Memorandum il Sinn Féin mette già la sua candidatura per governare e
in Slovenia, provata dall’austeritá, la sinistra è arrivata la settimana
scorsa al 7%.
Ci sono tre pilastri per una proposta maggioritaria di sinistra in Europa.
Il primo è la natura di classe della nostra lotta, perché noi
rappresentiamo la società dal basso e lottiamo per la redistribuzione
della ricchezza.
Il secondo pilastro riguarda il salvataggio delle nostre società, delle
democrazie, i diritti e le nostre libertà. Le nostre radici
affondano nelle grandi tradizioni che hanno creato le
forze maggioritarie che ci hanno liberati dal fascismo e dalle
dittature. Perché oggi il neoliberismo dimostra che è incompatibile con
la democrazia che abbiamo conosciuto, demolendo in sostanza le nostre
costituzioni democratiche e i nostri diritti sociali e politici e le
nostre libertà.
Il terzo pilastro è costituito da un nuovo internazionalismo di
sinistra, un nuovo europeismo di sinistra, che è emerso anche
attraverso la mia candidatura per la presidenza della Commissione
europea e dalla percezione che l'Europa oggi rappresenta il terreno
della lotta politica e di classe. Un campo di lotta, di battaglia, di
conflitto che noi non ignoriamo.
Non possiamo costruire un'isola socialista, in una nazione, stato, se
nel campo comune dell’economia, della cultura, del confronto che si
chiama Europa non cambieranno gli equilibri. Syriza non riuscirà, se
domani non cambieranno anche gli equilibri in Spagna, Italia, Francia e
nella stessa Germania, finche non si creeranno le condizioni per grandi
cambiamenti radicali a favore delle forze del lavoro in tutta
l’Europa. È ciò che può fare del nostro progetto una proposta
maggioritaria.
Care compagne e cari compagni,
"L'Altra Europa” in Italia ha rappresentato una altra grande
vittoria della sinistra europea soprattutto per le dure condizioni della
sua lotta politica e sociale, visto che è riuscita a
superare un’antidemocratica legge elettorale raccogliendo
le 150.000 firme necessarie e superare il quorum di sbarramento del 4%
Il sistema politico in Italia, dopo aver visto quello che è successo in
Grecia con Syriza, ha lottato con le unghie e i denti per far
tacere “L’Altra Europa" ed escludere la sua presenza dal sistema
televisivo mediatico.
La sinistra italiana, senza mezzi e soldi ha avuto successo perché
credeva nel messaggio di unità di Syriza. Questa è la nostra grande
energia, la forza dell'unità nella diversità.
Per me è stato un grande onore aver rappresentato
“L’Altra Europa”, da lontano, rappresentando una sinistra sociale e
politica in Italia con una tradizione molto lunga. Una tradizione di
lotte sociali, movimenti e collettivi ed una tradizione politica. La
sinistra di Gramsci, di Togliatti, di Berlinguer, di Spinelli, si è
incontrata con la sinistra greca, cercando di impostare un piano per
il futuro, la nostra convivenza, i nostri problemi comuni, la nostra
prospettiva in Europa.
Questa è la nuova sinistra che è nata nelle strade di Genova in una
giornata come questa, il 19 luglio 2001. La sinistra che è stata colpita
da una repressione barbara, con l'assassinio di Carlo Giuliani e la
violenza di Bolzaneto. L'assassinio del piccolo Alexis Grigoropoulos e
le successive "Bolzaneto" che abbiamo vissuto in Grecia sono la
continuazione di questa storia.
Siamo in un periodo di controrivoluzione che viene alla ribalta con
in modo molto autoritario, che mira a livellare le conquiste sociali e
politiche dei decenni del dopoguerra.
Questa è una scelta strategica del capitale in Europa, che procede
attraverso un lavoro di svalutazione interna con la creazione di una
zona economica nel Sud Europa, con condizioni di lavoro pari a quelle
del Sudest asiatico. Una strategia miope, che ha gia mostrato i suoi
limiti, perché senza coesione sociale non può esistere una
forte economia. Questi problemi li dovranno affrontare anche i paesi
del Nord Europa, a causa del grande accumulo di capitale non investito.
Nel Sud Europa questa politica richiede la
contrazione della democrazia e la violazione delle costituzioni che
abbiamo avuto con la nostra lotta antifascista e la caduta delle
dittature in Grecia, Portogallo e Spagna.
Allo stesso tempo la costruzione europea è contraddittoria e non
segue un percorso lineare. La socialdemocrazia affronta una
crisi intrinseca, anche se ci sono eccezioni, come la vittoria di Renzi
nelle elezioni europee.
Renzi sarà giudicato nel medio termine. Il suo grande peso sono le
aspettative che ha alimentato nel popolo italiano, perché si
deve dare soluzioni nazionali ed europee a problemi cruciali in un
momento in cui vi è la stabilizzazione della recessione e della
stagnazione, senza alcuna prospettiva di crescita sostanziale. Per
fornire una risposta strategica ai problemi del paese non basta
raggiunge un allentamento del fiscal compact, ma la sua abrogazione e
l'adozione di investimenti pubblici europei per la crescita e
l'occupazione. L'austerità non è un prerequisito per lo sviluppo, ma al
contrario l’austerità nega lo sviluppo.
Per questa ragione ci deve essere una forte sinistra alla sinistra della
socialdemocrazia per rivendicare una soluzione alternativa per
l'Europa. Per questo motivo c’è la necessità di una forte
sinistra in Italia che non occupi solo uno spazio di denuncia, ma
rivendichi un governo di sinistra per il paese.
La politica di Renzi porterà in un fase di stallo perché cercando di
scambiare l’allentamento del fiscal compact si trova ad essere assorbito
dal campo dell'avversario, accettando l'ordine della agenda
dell'avversario politico per le riforme strutturali e dei cambiamenti
sociali. A livello politico lo fa con aggressività cambiando la
sua struttura e funzione. Cercherà di usare la sua egemonia
per cancellare dalla mappa politica i suoi avversari. Un
punto preoccupante che dovrebbe essere affrontato.
"L'altra Europa" ha fatto un vero e proprio miracolo garantendo la sua
rappresentanza, con l'aiuto prezioso degli attivisti , ma anche dei
partiti che l’hanno sostenuto.
È sbagliato cercare di trovare una ricetta o semplicemente una sola
ricetta e provare a portarla da un luogo ad un'altro. Per noi che
non siamo della sinistra dogmatica l'esperienza, l'idea e la storia
di SYRIZA sottolinea la scelta strategica dell’unità di certe forze con
l’asse principale di Synaspismos e l’obiettivo dell’unità della sinistra
anche con il Partito Comunista di Grecia. Il dogmatismo e il
settarismo del Partito Comunista di Grecia si sono accompagnati ad
un continuo attacco di amicizia da parte di Syriza, che lo ha aiutato a
svilupparsi. Per passare dal 4% al 27% non ha bastava solo l'unità della
sinistra. Abbiamo fatto due scelte: abbiamo proposto di rovesciare il
governo neoliberista e abbiamo adottato i nuovi movimenti creati nelle
piazze senza nessuna voglia di mettere alcun cappello.
Se qualcuno tenta di trovare una ricetta per la ricostruzione della
sinistra italiana direi che ha bisogno di una miscela con il 30% di
Syriza, 30% di Podemos e 40% della vostra ricca esperienza,
perché rappresentate una sinistra molto ricca con la vostra
attività sociale, culturale, le vostre reti di attivisti e la
ricca esperienza nelle amministrazioni locali. Si deve combattere la
tendenza ad auto flagellarsi .
"L'Altra Europa" dovrebbe rappresentare uno spazio di dialogo e di
riflessione della sinistra, uno spazio di azione collettiva su questioni
che sono accettabili da tutti e cercando di garantire
una partecipazione democratica della sua base. In Syriza unita siamo
arrivati per passi successivi, diverse fasi e diversi modelli di
rappresentazione che avevano come obbiettivo l’unità ed evitavano la
frammentazione e i conflitti interni.
Allo stesso tempo, il GUE è uno strumento aperto per fare politica e
aprire vertenze nelle principali questioni e creare nuove alleanze.
Nel prossimo periodo abbiamo bisogno di creare alleanze politiche e
sociali ampie soprattutto nei paesi colpiti dalla crisi con l'obiettivo
di creare uno spazio di forze politiche e sociali, di partiti politici,
non solo di sinistra,di sindacati e movimenti per un’azione comune con
un programma per confrontarsi con l'austerità neoliberista, per
stimolare la crescita, risolvere il problema del
debito, eliminandone gran parte, e sostenere la ricostruzione della
democrazia e dei diritti politici e sociali. Dovremmo cercare di
allargare il fronte politico e sociale e di trasformare la maggioranza
sociale in maggioranza politica contro l'austerità.