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lunedì 23 maggio 2016

Tirrenia- città del cinema (la Hollywood pisana)

Qualche giorno fa siamo andati a visitare una nuova mostra a Palazzo Blu, (casa d'arte che ormai, per Pisa e la Toscana, è una certezza di qualità quando si tratta di raccontare (non solo mostrare) l'arte e la storia; in questo caso la storia del cinema che si fonde con la storia contemporanea d'Italia e non solo.
Titolo della mostra "Tirrenia Città del Cinema: Pisorno-Cosmopolitan 1934-1969".  L'abbiamo trovata davvero interessante e curata perfettamente, da una collaborazione della fondazione Palazzo Blu e il Museo Nazionale del Cinema di Torino, ecco alcune immagini che ci hanno colpito maggiormente e che contribuiscono a raccontare la storia di questa Hollywood pisana nata qualche anno prima di Cinecittà a Roma.
E' il caso di dirlo... Buona visione!
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A few days ago we went to visit a new exhibition at Palazzo Blu, (art house that now, to Pisa and Tuscany, is an assurance of quality when it comes to tell, not only show, art and history; in this case the history of cinema that blends with the contemporary history of Italy and beyond.
Title of the exhibition "Tirrenia Film City: Cosmopolitan Pisorno-1934-1969". We found it really interesting and well taken care of, from a collaboration of Palazzo Blu Foundation and the National Museum of Cinema in Turin, here are some pictures that stood out the most and which help to tell the story of this Hollywood Pisa born a few years before Cinecittà in Rome.
And 'the case to say ... Enjoy it!
alcuni progetti di come sarebbe potuta essere Tirrenia, città inventata dal fascismo... Poi fu scelta l'architettura più triste e meno fantasiosa, pazienza erano anni cupi.. però... la fantasia non mancava, erano gli anni'30 ..altro che Emirati Arabi!- some projects of how it could have been Tirrenia, city invented by fascism ... Then she was chosen the saddest and least imaginative architecture, patience were dark years .. But ... did not lack imagination, were the 30s .. other than the United Arab Emirates!

From the early thirties to the sixties an important chapter in film history was written in Tirrenia, between the pinewood and the sea. In 1934, in fact, a very modern facility designed by Antonio Valente, among the first in Italy by the will of Joachim Forzano, in Tirrenia were built film studios PISORNO (name which ideally connected the two cities of Pisa and Livorno), to be adequately equipped for the production of sound films. Thus began a fascinating story in which the events of our cimena intertwined with those of the Italian history. In the years before the outbreak of World War II the hotels and the beaches of Tirrenia were populated by actors, movie stars and directors; while technicians and local workers took each day "trammino" from Pisa or Livorno to get to work on on September Then came the war and the studies were seized for military use by the Germans, then by the Americans. Risen in the years Cinquante on the musical notes of the film by Claudio Villa and Luciano Tajoli, the Pisorno was baptized COSMOPOLITAN. Arrivarno in Tirrenia Sophia Loren, Marcello Mastrianni, Ugo Tognazzi and even Fred Astaire. It was a brief moment of glory before the next crisis and the closing. "The Absolute Natural" Mauro Bolognini (1969) is considered the last film shot in still in business studies.
Luigi Trenker ovvero .. il John Wayne italiano! 

Il sogno di una Hollywood sull’Arno

Da più di cent’anni il cinema fa parte della nostra vita. La sua storia si intreccia non solo con quella dei suoi spettatori, ma anche con quella del territorio e delle persone che costruiscono i film con la loro immaginazione, i loro volti e il loro lavoro. 
Fabiola... l'OFELIA PISANA!!!


Tirrenia, dalle Paludi alla città del cinema

Nella pineta selvaggia di Tombolo, popolata da cacciatori di cinghiali e cantata da D'Annunzio, negli anni trenta sorse Tirrenia. I migliori architetti dell'epoca furono chiamati a inventare una nuova città voluta dal regime, quasi come scenografi sul set. 
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Tirrenia, from swamps to the film city

The wild pine forest of Tombolo, populated by hunters of wild boars and sung by D'Annunzio, in the thirties rose Tirrenia. The best architects of the time were called upon to invent a new town wanted by the regime, almost like set designers on the set.
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Fotografie, disegni e progetti dell'architetto e scenografo Antonio Valente ci guidano negli studi Pisorno, i più moderni d'Italia e in stile autorchico: garantivano tutte le fasi della produzione, dalla pellicola vergine alla copia di proiezione.
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Photographs, drawings and designs of the architect and designer Antonio Valente guide us in Pisorno studies, the most modern in Italy and autorchico style: guaranteed all stages of production, from raw stock to the screening copy.
Giovacchino Forzano, intellettuale eclettico, regista, fondatore della Pisorno e figura chiave dei primi venti anni dell'attività cinematografica di Tirrenia. Sua la direzione e la gestione economica degli studi ( anche nonno di Luca Giurato e amico di Mussolini... nessuno è perfetto). Tra i suoi film "Campo di Maggio" (1935), primo titolo prodotto alla Pisorno.
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Joachim Forzano, intellectual eclectic director, founder of Pisorno and key figure of the first twenty years of film of Tirrenia. Its direction and economic management of the studies (also grandfather of Luca Giurato and friend of Mussolini ... nobody's perfect). Among his film ""Campo di Maggio" (1935), the first title produced Pisorno.
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 Un affascinante Amedeo Nazzari e (sotto) la diva per eccellenza: la diva livornese Doris Duranti.A fascinating Amedeo Nazzari and (below) the diva par excellence: Doris Duranti from Livorno!
Il clima politico e l'ideologia fascista influenzarono profondamente il cinema dell'epoca, anche quello non esplicitamente propagandistico. La sezione racconta come alcuni film importanti girati a Tirrenia affrontino temi scottanti: le politiche coloniali e la propaganda anti inglese.
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The political climate and the fascist ideology profoundly influenced the cinema at the time, even that does not explicitly propaganda. The section tells how some major movie shot in Tirrenia address burning issues: the colonial policies and the anti-British propaganda.
Qui sopra brutta gente!- Above ugly people!

Qui sopra e sotto... la più bella ALIDA VALLI!- Above and below ... the most beautiful ALIDA VALLI! -

Tirrenia come Hollywood-
La fatale Doris Duranti, la giovane Alida Valli, Amedeo Nazzari, Gino Cervi, Luisa Ferida e Osvaldo Valente; ma anche i fratelli De Filippo e Macario. Negli anni'30/'40 passavano da Tirrenia tutti i volti amati di allora. Gli spettatori potevano ritrovarli anche nei cineromanzi: un modo allora assai in voga di rivivere i film preferiti.
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Tirrenia as a Hollywood-
The fatal Doris Duranti, the young Alida Valli, Amedeo Nazzari, Gino Cervi, Luisa Ferida and Osvaldo Valente; but also the brothers De Filippo and Macario. In the '30s /' 40s passed from Tirrenia all the beloved faces of that time. Viewers could find them even in the paper screen: one way then much in vogue to relive the movie experience.

Mentre i teatri di posa inizialmente requisiti dai nazisti e trasformati in depositi passavano nelle mani degli americani, nasceva la leggenda nera della  Tombolo del primo dopoguerra. In pineta infatti si rifugiavano contrabbandieri, disertori e prostitute. Una storia di disperazione che non mancò di ispirare il cinema.
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While soundstages requirements initially by the Nazis and turned into deposits passed into the hands of the Americans, he was born the black legend of the Tombolo of the postwar period. In fact pinewood took refuge smugglers, deserters and prostitutes. A story of desperation that did not fail to inspire the cinema.
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Qui sopra TOMBOLO PARADISO NERO - di Ferroni (film completo, con Aldo Fabrizi, e John Kitzmiller..
alcune immagini tratte da IMBARCO A MEZZANOTTE girato a Livorno
IMBARCO A MEZZANOTTE ( di Joseph Losey e Andrea Forzano).
Luci puntate su questo film del 1952, il titolo che tentò il rilancio della Pisorno nel dopoguerra. Sceneggiatura, piano di lavorazione, bozzetti, foto dis cena e materiali pubblicitari: tanti di modi di guardare un solo film che racconta l'Italia di quegli anni con l'occhio di un regista americano destinato a diventare uno dei grandi "autori" del cinema.
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 Stranger on the Prowl (Joseph Losey and Andrea Forzano).
The spotlight is on this 1952 movie, the title that he attempted revival of Pisorno after the war. Script, shooting plan, sketches, pictures dis dinner and advertising materials: many ways to watch one movie that tells Italy of those years with the eye of an American director to become one of the great "authors" of the cinema .

Sophia Loren protagonista della nuova "era" Cosmopolitan. Diva e padrona degli studi acquistati dal marito Carlo Ponti.
Interpreta a Tirrenia La Riffa, episodio di Boccaccio 70 (1962), e Madame sans gene, (1961). da quest'ultimo film i preziosi costumi di scena..
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Sophia Loren star of the new "era" Cosmopolitan. Diva and mistress of studies purchased by her husband Carlo Ponti.
Plays in Tirrenia The Riffa, episode of Boccaccio '70 (1962) and Madame Sans Gene, (1961). from the latter film the precious costumes ..


Da Tirrenia passano anche i grossi nomi del cinema italiano. tra questi Mario Monicelli e Vittorio de Sica, che alla Pisorno avevano fatto la gavetta. 
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Tirrenia also pass the big names of Italian cinema. including Mario Monicelli and Vittorio de Sica, who at Pisorno had done a run.
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Negli anni '60 aria di rivoluzione. Nuovi volti, nuovi generi, nuovi codici: a Tirrenia arrivano Edwige Fenech, Sandra Milo, Dean reed. Si girano western all'italiana, polizieschi, film erotici. Poi negli studi le luci si spengono ma la memoria rimane. Se ne ricorderanno, per esempio, i fratelli Taviani, girando in quei luoghi "Good Morning Babilonia" del 1987. 
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In the '60s revolution air. New faces, new genres, new codes: Tirrenia arrive Edwige Fenech, Sandra Milo, Dean Reed. They turn Spaghetti Westerns, thrillers, erotic films. Then the lights go out in studies but the memory remains. They will remember, for example, the Taviani brothers, turning in those places "Good Morning, Babylon" of 1987.
(frammento del film)

Questo articolo si riferisce al tentativo da parte di Sophia Loren e del marito Carlo Ponti di trasformare gli studi della Cosmopolitan il punto di partenza per una speculazione edilizia che avrebbe poi coinvolto le vicine pinete, grazie all'opposizione della popolazione locale questo fu evitato e grazie a questa lotta per la salvaguardia dei beni naturali prese vita il Parco Naturale di Migliarino San Rossore.
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This article refers to the attempt by Sophia Loren and husband Carlo Ponti to transform the Cosmopolitan studies the starting point for speculation that he would then involved the nearby pinewoods, thanks to the opposition of the local population that was avoided thanks in this struggle for the preservation of natural resources came to life the natural Park of Migliarino San Rossore.
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Nel 1982 un'altro storico evento riguardò gli studi e gli spazi dell'ex Cosmopolitan: la festa Nazionale dell'Unità. Nonostante fossi piccola ricordo ancora questo evento e i racconti dei miei genitori, storico fu l'intervento di Enrico Berlinguer ma, sinceramente, quello che mi impressionò di più fu sapere che i miei genitori erano stati in un ristorante cinese per la prima volta!
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In 1982 another historic event regarding studies and former Cosmopolitan spaces: the National Unity Party (Italian Communist Party). Although I was small I still remember this event and the stories of my parents, the old was the intervention of Enrico Berlinguer, but frankly, what impressed me most was knowing that my parents had been to a Chinese restaurant for the first time!FESTA NAZ 1982 TIRRENIA






















IL SOTTO POST PISANO

Per arrivare a Palazzo Blu abbiamo fatto una lunga passeggiata per Pisa, così abbiamo dato uno sguardo alle mura cittadine dopo il restauro e, al ritorno, siamo andati in una delle mie piazze preferite, piazza Santa Caterina per salutare il Granduca e il suo fido piccione!
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To get to Blue Palace we had a long walk to Pisa, so we had a look at the city walls after the restoration and, in return, we went to one of my favorite squares, Piazza Santa Caterina to greet the Grand Duke and his pet pigeon !






giovedì 7 novembre 2013

7 novembre 1917




7 novembre 2013 , 96esimo anniversario della Rivoluzione d'Ottobre.
Lenin spazza via nobili, ricconi e imperialisti.
In Russia inizia una nuova era.



p.s. e stasera ci perdiamo la cena a causa di un certo "panda" e di un certo lavoretto che devo ultimare...

giovedì 11 aprile 2013

scolpitelo nei vostri cuori

sono lenta e triste in questi giorni, ma a volte va anche bene così. Oggi, di non moltissimi anni fa, esattamente 26 se ne andava Primo Levi, forse suicida, dopo aver tanto combattuto e sopportato e subito; e sopravvissuto alla guerra, alla lotta partigiana, alla deportazione, alla liberazione , al lungo rocambolesco  viaggio di ritorno attraverso la Russia, al ritorno  a casa con tutte le incomprensioni che quasi tutti i sopravvissuti hanno dovuto subire, alla vita familiare non sempre facile per nessuno di noi, a vivere in una grande città (Torino)in cui la Natura guaritrice era sempre troppo lontana...

Il suicidio tante volte analizzato nei suoi libri è impossibile compierlo in un lager, il campo di sterminio non è luogo per progettare cose tanto profonde e umane...

Ci ha lasciato tanto. Un tesoro inestimabile dentro i suoi libri, su cui non mi stancherò mai di riflettere e discutere.

 



quella qui  sotto è la seconda deposizione, resa da Levi il 3 maggio 1971, davanti al pubblico ministero tedesco al processo contro Friedrich Bosshammer, l’ex Sturmbannführer delle SS a capo dell’Ufficio antiebraico della Gestapo in Italia, accusato di deportazione e strage. La testimonianza fu trascritta da Eloisa Ravenna del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano e venne pubblicata per la prima volta da La Stampa il 25 aprile 2001, con un commento di Marco Belpoliti.

Sono stato arrestato nel dicembre 1943 dalla milizia fascista, in seguito a una delazione. L’azione della milizia fascista non era diretta alla cattura degli ebrei, ma di un gruppo partigiano di cui io facevo parte. Dopo l’arresto sono stato interrogato dalla milizia stessa e dalla polizia italiana; nel corso di questo interrogatorio ho dichiarato io stesso di essere ebreo. In seguito a questa mia dichiarazione, sono stato inviato al campo di raccolta di Fossoli, presso Carpi. Il trasferimento al campo di Fossoli ebbe luogo verso la fine del gennaio 1944.
A quanto mi risulta, in quel momento il campo di Fossoli si trovava sotto l’amministrazione della polizia italiana. I nostri rapporti con i funzionari della polizia italiana erano discreti. A nostra domanda, essi ci assicurarono piu’ volte che il campo sarebbe rimasto sotto amministrazione italiana e che non saremmo stati ceduti all’autorita’ tedesca. Non posso dire con precisione quando le autorita’ tedesche sono subentrate a quelle italiane nella direzione del campo: ricordo pero’ di avere visto per la prima volta uomini delle SS il giorno 20 febbraio 1944; posso garantire questa data perchè subito dopo il mio ritorno ho scritto appunti destinati ad essere inclusi in un libro. \ «Campo grande legna niente» Il giorno 20 circa, ho visto per la prima volta personalmente un gruppo di quattro o cinque SS; non ricordo il numero esatto. Che fossero appartenenti alle SS lo posso dire con precisione, perchè gia’ a quel tempo conoscevo la differenza tra le uniformi della Wehrmacht e quelle delle SS.
Secondo i racconti di alcuni miei compagni di prigionia, questi militari delle SS erano gia’ presenti al campo da qualche giorno, ma io li ho visti per la prima volta verso il 20 febbraio. Non posso dire quali fossero i loro gradi, ma posso affermare che almeno uno di loro era un ufficiale, perchè ho udito che assegnava ordini agli altri. Non ho potuto osservare se era arrivato insieme con gli altri o no. Questo ufficiale ha scambiato qualche parola in tedesco anche con noi: si serviva occasionalmente anche di qualche parola italiana e ricordo di averlo udito dire, rivolto agli altri, in italiano: «Campo grande, legna niente»; nella sua intenzione questo era un rimprovero per l’amministrazione precedente del campo. Da questa sua frase abbiamo tratto qualche speranza sul nostro futuro destino. Mi sono state mostrate alcune fotografie dall’imputato Bosshammer, ma non sono in grado di riconoscere in queste immagini alcune delle persone viste allora. A quanto mi ricordo, al momento del mio arrivo nel campo di Fossoli, gli ebrei italiani era da 100 a 200; il loro numero aumento’ poi rapidamente, e raggiungeva la cifra di 650 al momento della deportazione. Poco prima del 20 febbraio giunse a Fossoli un gruppo di ebrei proveniente dalle Carceri Nuove di Torino. Non posso dire se essi furono condotti a Fossoli da italiani o da tedeschi. Non posso neppure dire se insieme con le SS giunse a Fossoli un gruppo di 60 fino a 80 ebrei. Non posso dire con precisione se gli arrivi furono piu’ frequenti nella seconda meta’ di febbraio, ma ricordo che circa quindici giorni dopo il nostro arrivo un gruppo di ebrei appena arrivati dovette dormire per terra una notte perchè mancava posto per ospitarli.
A quanto ricordo, i circa 400 ebrei che giunsero a Fossoli durante il mio soggiorno sono arrivati a scaglioni. Formalmente l’amministrazione del campo era rimasta in mano italiana, ma avemmo subito l’impressione che il comando effettivo fosse passato ai tedeschi; infatti la sera stessa del 20 febbraio un soldato delle SS da noi interrogato disse che saremmo partiti l’indomani o il dopodomani. Erano queste, forse, le prime parole tedesche che sentivo. Il tedesco che pronuncio’ questa frase era un soldato semplice. Dopo l’annuncio della partenza le condizioni interne del campo non cambiarono, ma la guardia esterna fu rinforzata. Da parte tedesca, non posso dire da chi personalmente, venne dichiarato che se uno di noi fosse fuggito, dieci sarebbero stati fucilati. Il mattino del 21 febbraio alcuni di noi chiesero ai soldati delle SS se avremmo dovuto o potuto portare con noi le nostre cose. Ci risposero che saremmo stati trattati bene, ma che il paese di destinazione era freddo; percio’ ci consigliarono di portare via tutto quanto possedevamo, denaro, oro, gioielli, valute e particolarmente pellicce, coperte ecc.
Chiedemmo ai soldati delle SS qual era la nostra destinazione e che cosa sarebbe avvenuto di noi, ma ci risposero che non lo sapevano. Le SS possedevano pero’ un elenco alfabetico, poichè al mattino del 21 febbraio ebbe luogo un appello a cui i singoli dovevano rispondere: «Presente». Ricordo con precisione il numero degli ebrei deportati, che erano 650, perchè al termine dell’appello un tedesco disse: «650 Stuck, alles in Ordnung». Non ricordo chi esegui’ l’appello, se cioè l’ufficiale o i soldati. Sono sicuro che la partenza avvenne il 22 febbraio, non solo in base a quanto ho scritto nel libro citato \ , ma anche in base a una lettera di cui conservo copia, che io scrissi subito dopo il mio rientro in Italia ad alcuni miei parenti in America. Non ricordo se dopo l’arrivo dei tedeschi abbiano avuto luogo contatti da parte nostra con la polizia italiana del campo allo scopo di evitare le deportazioni.
Nei giorni precedenti avevamo cercato di ottenere qualche assicurazione contro la deportazione, ma non avemmo che qualche promessa molto vaga, dalla quale si capiva che non avevano voce in capitolo. Dopo l’appello venimmo caricati su alcuni pullman, insieme con i nostri bagagli, e portati dal campo alla stazione ferroviaria di Carpi. Le SS erano con noi, i nostri bagagli erano sul tetto del pullman, e all’arrivo alla stazione un soldato delle SS mi ordino’ di salire sul tetto per scaricare i bagagli; a quel tempo io non comprendevo i tedeschi e non capii questo ordine; il soldato mi percosse e mi obbligo’ con la violenza a salire sul tetto. Mi pare di essere stato trasportato da Fossoli a Carpi con uno dei primi pullman. Non posso dire se questi pullman fecero un viaggio solo o piu’ viaggi da Fossoli a Carpi e viceversa. Quando giunsi alla stazione di Carpi, mi pare di ricordare che il treno era ancora quasi vuoto. Secondo l’intenzione dei tedeschi, i vagoni avrebbero dovuto essere occupati per ordine alfabetico, a partire dal primo; riuscimmo pero’ in certa misura a evitare questo ordinamento, in modo da non separarci da alcuni amici. Mi pare di ricordare che il mio pullman parti’ da Fossoli verso le 10 di mattina. Il treno fu completamente occupato verso le 14, ma non parti’ che verso le 18. Molti prigionieri che volevano ricongiungersi in altri vagoni con amici o parenti furono percossi rudemente.
Quest’ordine dei tedeschi, di occupare il treno per ordine alfabetico, venne fatto rispettare con grande durezza anche quando in questo modo si venivano a separare gruppi familiari in diversi vagoni. Io venni percosso con calci e col calcio di un fucile. Un mio collega, che tentava di cambiare vagone, venne sbattuto contro il montante del vagone, e ferito alla fronte, tanto che giunse ad Auschwitz ferito, con la ferita ancora aperta. Il treno era composto da dodici vagoni merci, ciascuno dei quali era occupato da 45 fino a 60 persone. Il mio vagone era il piu’ piccolo ed era occupato da 45 persone. Un occupante il mio vagone potè leggere un cartello appeso all’esterno del vagone stesso che portava la scritta «Auschwitz», ma nessuno di noi sapeva il significato di questa parola, nè dove la localita’ si trovasse.
La nostra scorta viaggiava in un vagone particolare, non ricordo se in testa o in coda al convoglio, e non ricordo se era un vagone merci o viaggiatori; questo vagone conteneva anche le scorte per il viaggio. La nostra scorta era composta di uomini delle SS, almeno in parte: infatti le nostre condizioni psicologiche durante il viaggio non erano tali da permetterci di fare distinzioni. Mi è stato detto che nel 1945 ho deposto che almeno due del personale di accompagnamento erano SS del campo di Fossoli; puo’ essere che allora la mia memoria fosse piu’ fresca di adesso, in ogni caso a quel tempo ho cercato di rispondere nel modo piu’ veridico possibile. Non posso ricordare se l’ufficiale delle SS, che avevo visto a Fossoli, fosse con noi durante il viaggio sul pullman o piu’ tardi sul treno. I vagoni contenevano soltanto un po’ di paglia sul pavimento e nessun tipo di gabinetto e nessun secchio.
Nel nostro vagone c’erano alcuni bambini, e percio’ era disponibile qualche vaso da notte, per mezzo del quale potevamo liberarci degli escrementi attraverso la finestrella del vagone. Era possibile uscire dal vagone solo una volta al giorno, qualche volta in stazioni, qualche volta in aperta campagna. In entrambi i casi, i prigionieri dovevano adempiere ai loro bisogni personali pubblicamente, sotto i vagoni o nelle vicinanze immediate, e promiscuamente, uomini e donne. La scorta era sempre presente. Alla notte c’era appena lo spazio per dormire coricati per terra, su un fianco, e compressi l’uno contro l’altro. I vagoni erano privi di riscaldamento, e la brina si condensava all’interno.
Alla notte faceva molto freddo, di giorno si soffriva un po’ meno perchè ci si poteva muovere. Il mio numero di matricola Per quanto riguarda l’alimentazione, ci era stato concesso di provvedere ad alcune scorte di pane, marmellata e formaggio, e acqua; il pane e la marmellata erano in misura sufficiente per non soffrire la fame, ma l’acqua era molto scarsa, perchè a Fossoli non possedevamo recipienti, percio’ tutti soffrivano gravemente la sete. La scorta ci proibiva di chiedere acqua all’esterno e di riceverne attraverso il finestrino.
Durante tutto il viaggio non ricevemmo alcun alimento caldo; solo durante la discesa quotidiana dal vagone, due o tre uomini per vagone venivano condotti dalla scorta al vagone delle provviste, per prelevarvi il pane e la marmellata per il loro vagone. Soltanto una volta, a Vienna, ci fu concesso di rinnovare la scorta d’acqua. Nel nostro vagone c’era un bambino ancora lattante e una bambina di tre anni. Anche per loro non vi fu nulla da mangiare se non la razione di pane e marmellata. Mi è stato detto che almeno un caso di morte ebbe luogo durante il viaggio; non ricordo se si trattasse di un uomo o di una donna. Questo dettaglio mi è stato raccontato da un mio amico medico, che faceva parte del trasporto. Il nostro convoglio termino’ il viaggio la sera del 26 febbraio, il treno si fermo’ alla stazione civile della citta’ di Auschwitz (non a Birkenau o non nel campo centrale). Appena fummo discesi dai vagoni, ebbe luogo una rapidissima selezione: furono formati tre gruppi.
Del primo gruppo, a cui io appartenevo, facevano parte 95 o 96 uomini adatti al lavoro; del secondo gruppo facevamo parte 29 donne adatte al lavoro; tutti gli altri furono giudicati non adatti al lavoro. Il numero delle donne adatte al lavoro in quel momento è stato da me soltanto valutato: dopo il rimpatrio ho pero’ avuto conferma dalle donne sopravvissute che si trattava proprio di 29. Gli uomini validi, di cui io facevo parte, furono trasportati con un camion quella notte stessa al campo di Buna-Monowitz. Il gruppo maggiore, costituito dai non adatti al lavoro (tutti i bambini, i vecchi e le donne con figli, i malati e gli inabili), furono caricati su camion e portati a una destinazione a noi sconosciuta.
Solo qualche mese dopo, quando nel campo di Monowitz io incominciai a capire il tedesco e a comprendere i discorsi dei miei compagni, mi resi conto che gli inabili al lavoro erano stati tutti soppressi nei giorni immediatamente seguenti all’arrivo: cio’ mi fu confermato dal fatto che dopo il mio ritorno in Italia nessuno di loro fu piu’ ritrovato nè giunse sua notizia.
Allego alla presente deposizione un mio appunto che consiste in una lista di 75 nomi che ho potuto ricostruire dopo il mio ritorno in Italia. Si tratta di 75 sui 95 o 96 uomini adatti al lavoro che entrarono con me nel campo di Monowitz. I nomi cerchiati sono quelli di coloro che sopravvissero alla liberazione, i nomi contrassegnati con T sono quelli che fecero parte del trasporto di evacuazione avvenuto nel gennaio 1945 da Auschwitz verso Buchenwald e Mauthausen; con S sono contrassegnati i nomi dei morti di selezioni; con M i nomi dei morti di malattia; e con L il nome dell’unico prigioniero morto dopo la liberazione e prima del rimpatrio. Di alcuni miei compagni ho potuto ricostruire il numero di matricola: le prime cifre di detto numero sono in tutti i casi 174. Il mio numero di matricola era: 174517.
Prima del mio arrivo ad Auschwitz non conoscevo i nomi dei campi di concentramento e i dettagli dello sterminio che vi aveva luogo; tuttavia avevo avuto notizie concrete sull’operazione di sterminio degli ebrei attraverso le fonti seguenti:
1. articoli comparsi sui giornali svizzeri, in particolare sulla Gazette de Lausanne, che durante la guerra era possibile leggere in Italia;
2. audizioni clandestine delle radio emittenti alleate, in specie Radio Londra;
3. un «libro bianco» pubblicato dal governo inglese sulle atrocita’ tedesche nei campi di sterminio, opuscolo che mi era pervenuto clandestinamente e che io stesso avevo tradotto dall’inglese in italiano;
4. vari colloqui avuti con militari italiani reduci dalla Russia, dalla Croazia e dalla Grecia, i quali tutti avevano assistito a maltrattamenti, uccisioni e deportazioni di ebrei da parte di tedeschi;
5. colloqui avvenuti nel 1942 fino al 1943 con ebrei profughi dalla Croazia e dalla Polonia che si erano rifugiati in Italia. In base a tutte queste informazioni, al tempo della nostra deportazione pensammo che il nostro destino sarebbe consistito in una prigionia molto dura, in un lavoro forzato, in una scarsa alimentazione ecc., ma non prevedevamo che in campo di concentramento si svolgesse un’azione di sterminio cosi’ metodica e su scala cosi’ grande.

http://www.chimicaorganica.net/wp-content/uploads/primo-levi1.jpg



Primo Levi, chimico, scrittore e poeta
italiano, ebreo e militante nel PCI.

sabato 19 gennaio 2013

ricorrenze&impegni

anche oggi vi tartasso con mad-comunismo!!  ahahha !
perdonatemi ma questi son giorni un po' insoliti e importanti, lo capirete poi dai prossimi post (se ci saranno o se non mi rinchiudono prima in un modernoGulag come hanno fatto con le due PUssy RiOt!ihihih si,si,si...rido ma c'è poco da ridere, eh!!!?)
Intanto ieri sera abbiamoa vuto modo di leggere il programma di RIVOLUZIONE CIVILE, un po' stringato, frettoloso (ma d'altraparte i tempi son quelli che sono) e il simbolo proprio non ci piace, il nome INGROIA non doveva esserci, perchè i partiti ad personam non portano nulla di buono, ma anche questo, dicono, è stato dovuto al poco tempo che manca alle elezioni...ma lasciamo stare, non voglio tediarvi, che sono già stata a mia volta tediata...
Oggi c'è un "simpatica" ricorrenza da ricordare!
il 19 Gennaio 1961 gli USA rimproverano a De Gasperi (DC) di non aver saputo screditare i comunisti in Italia.
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bello, eh?! ora ci si ride su e... approfitto per farvi vedere delle foto fatte qualche settimana fa...
Io di solito coi cappelli sto SEMPRE MALE, non ho la faccia da cappello, va be'... con qualche accorgimento (LILLI GRUBER insegna!!)sono riuscita ad essere almeno passabile con questa bustina da parà sovietico....
Abbigliata un po' alla Rosa Luxembourg punkeggiante, con le mie calzette a righe e le stringate di un secolo fa, che amo tanto, e che decisamente sono una parte di me...
E poi, quasi quasi, si vede anche la Mad coi capelli corti...che ve ne pare?!



Senor Prigile, an Italian partisan in Florence, 14 August 1944
Il Signor Prigile, un partigiano italiano a Firenze, 14 agosto 1944
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Поэт Александр Твардовский на пепелище родного дома   
Поэт Александр Твардовский на пепелище родного дома на хуторе Загорье (ныне деревня в Починковском районе Смоленское области)
 Poeta Alexander Twardowski sulle ceneri della sua casa nel villaggio di Zagorje (ora un villaggio nel distretto di Smolensk regione Pochinkovskogo)
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un buon finesettima a tutti (ma soprattutto a TUTTE!!!)e....
grazie per la pazienza che avete con la...
MAD



p.s.
certo...anche se mi impegno non sarò mai carina come Marusia, sob!
MARUSIA di "4 pancerni"


giovedì 16 agosto 2012

post-postilla al post precedente..

...che poi più che al post precedente, questo è una risposta (spero!) adeguata al commento di Amy (di http://thefashionamy.blogspot.it/).

E mi scuso se non sarò all'altezza, ma questo non è un bel periodo per la Mad, che invece di essere qui a scrivere forse preferirebbe essere in un angolo buio, per una tregua, per far finta per un po' che il mondo e la vita non esistano... ma non si possono ignorare certi fatti  e certe emozioni...

Quando penso a loro, al nonno di Amy, soldato semplice, deportato in Germania; al mio nonno Terzo, ragazzino che sognava di volare e poi buttato nell'inferno della Disfatta di Russia; ai nostri prozii in divisa tornati o persi ma sempre "mutilati" nell'animo; e quando penso alla mia nonna Marisa, che mi è stata accanto fino a che ha potuto,fino a pochi mesi fa,  nonostante i tedeschi ci abbiano provato ben due volte a farla fuori!... e quando penso ad Aldo, partigiano combattente e comunista fiero di esserlo sempre e comunque, che, in questi giorni, vende torte (e anche cupcakes fatti da me!)alla Festa Di Liberazione,e che nonostante l'età (oppure grazie all'età!) ha ancora voglia e determinazione per programmare il futuro, obiettivi, speranze, necessità per creare una società migliore di questa in cui ci siamo trovati immersi, ed è più giovane di tanti giovani all'anagrafe!

Quando penso a tutti loro, appunto, come mi sento...immensamente piccola forse o inutile, sinceramente non lo so, so che a volte è difficile trattenere le lacrime e a volte non ci riesco proprio, le emozioni e i ricordi e la rabbia (tanta) prendono il sopravvento, perchè in Italia c'è tanta ignoranza e pochissimo rispetto per queste persone che, giustamente come scrive Amanda, hanno fatto l'Italia, hanno regalato un futuro migliore ai proprio figli e nipoti e in cambio... che cosa hanno ottenuto?!

(forse una pensione di guerra?! NO! I nostri nonni non hanno avuto nessuna pensione di guerra, hanno dovuto rimboccarsi le maniche e magari non si sono mai lamentati troppo; mentre le pensioni di guerra spesso&volentieri sono state intascate da chi una divisa vera non l'aveva mai indossata, da chi non aveva mai dovuto superare i confini del nostro Paese sopra un carro bestiame..)

E' notizia di questi giorni (è VERGOGNOSA NOTIZIA) di un MUSEO dedicato alla memoria del generale Rodolfo Graziani, in Valle Aniene. Avvenimento che è stato salutato dalla giunta comunale di questo paese come "celebrare orgogliosamente la lealtà, la coerenza e l'eroicità di questo concittandino..."
Ma, che cosa ha fatto il generale Graziani per meritarsi tanti onori?! Vediamo...

-Uso di gas asfissianti e numerose stragi durante la guerra di Libia

Poi, come ministro della Guerra della rep. di Salò:

-ordinò la condanna a morte dei giovani renitenti alla leva nell'esercito repubblichino
-dette la caccia ai partigiani
-favorì la deportazione nei lager di migliaia di ebrei

Il tutto, a guerra finita, gli costo 19 anni di carcere ma...ne scontò solamente 2.

Ecco come vengono spesi, in tempi di tagli, i soldi da alcune amministrazioni locali. A rendere onore a chi ha fatto del male alla nostra Italia, ai nostri nonni...

Ha ragione da vendere Amy quando dice di spengere la televisione quando parla un politico, io da un po' non riesco più neanche ad accenderla  la televisione. E' vergognoso "il come vanno le cose in questo Paese, anche il come vanno in televisione e sui mezzi di informazione".

Però, mi costa un po' dirlo perchè a me la politica non è mai piaciuta, ma la politica vera (quella com'era intesa dagli Antichi Greci e come è ancora intesa dalle persone serie che hanno ha cuore il bene di istituzioni, lavoratori e popolazione, e che per lo più non si definiscono politici ma "cittadini prestati alla politica")nei problemi nazionali e internazionali che viviamo non c'entra nulla.

Non è politico il Governo Monti, ma è un Governo mandato da Poteri Forti legati a Gruppi Economici Mondiali che muovono le file dell'Europa e non solo.
Non era politico neanche il governo precedente (preferisco non fare nomi per non imbruttire troppo il mio Blog!), ma era un Governo per lo più di marionette-buffoni-passeggiatrici-dementi...Insomma un carnevale di IDIOTI che ha fatto danni che chiunque al loro posto avrebbe potuto fare (o evitare di fare) ma che non hanno avuto il coraggio di fare quello che questi gruppi economici pretendevano e, così sono stati fatti fuori e sostituiti da questo Governo di Banchieri e Massoni della specie più nociva per il nostro presente e futuro.

Insomma Amy, hai ragione ad avercela con i politici, ma solo attraverso una politica di chiara ispirazione comunista il Mondo e la Nostra Società si potranno salvare.
Infondo se non fosse così perchè avrebbero tagliato fuori i comunisti dal Mondo Politico dei Media Italiani (e non solo)?!
Perchè Paolo Ferrero non viene mai fatto parlare?!
Perchè i cameramen sono obbligati a spengere le telecamere quando incontrano il segretario del PRC o una delegazione con tanto di bandiere?!Perchè questo partito ancora vivo&vegeto viene tagliato fuori dai sondaggi?!

Io credo che il motivo sia molto simile e vicino a quello che ha portato l'esistenza dei nostri nonni così tanto vicina all'inferno.
E quello che possiamo fare noi, nel nostro piccolo, è difendere la loro memoria e i doni che ci hanno fatto lottando contro le ingiustizie della loro epoca e mettere una bella distinzione tra i loro valori morali e la totale mancanza di essi di chi è stato ed è il nemico di ogni Paese Libero.

Scusa, scusate per questo poema ma...forse ne avevo bisogno.
Ultima cosa, un video-canzone e non solo (un brano tratto da un libro meraviglioso, scritto da un uomo a cui devo tanto: Mario Rigoni Stern), dedicato a Amy, ai nostri nonni...
mad





I believe in instability

  Anche se in questi mesi i giorni belli, immersi nel verde a camminare e camminare non sono mancati, così come i bei ricordi che rimarranno...