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lunedì 11 marzo 2013

11 marzo 2011


Hundreds of thousands of people in Japan lost their homes, jobs and communities. None of them have received enough compensation to rebuild their lives.


questo video realizzato per il referendum del 2o11 è dedicato a
tutte le vittime del nucleare e  alla memoria della mia nonna...

lunedì 21 maggio 2012

importante: leggete e e firmate questo appello per il Giappone e non solo!


APPELLO PER UNA MORATORIA NUCLEARE IN GIAPPONE E PER L'IMMEDIATA RIMOZIONE DEL COMBUSTIBILE NUCLEARE DALL’IMPIANTO DI FUKUSHIMA


Con questo appello intendiamo rompere il muro di silenzio che, fuori dai confini giapponesi, circonda la catastrofe di Fukushima. L’attuale governo giapponese guidato dal premier Noda ha, di fatto, rinnegato la volontà espressa dal suo predecessore dopo quella catastrofe di far uscire il Paese dalla dipendenza dall’energia nucleare: ma nell’opinione pubblica il dibattito è fortissimo e l’opposizione al nucleare cresce.
Sul piano internazionale si vuol far credere che gli incidenti sono stati di poco conto, che la situazione è sotto controllo e le conseguenze per la popolazione giapponese sono minime.

Ma la situazione è completamente diversa:
  • nei tre reattori funzionanti al momento dell’incidente la quantità di combustibile fuso, che nell’Unità 1 è fuoriuscito da vessel, è superiore a quella fusa in tutti gli incidenti precedenti, ed è assolutamente incontrollabile. L'affermazione che sia stato raggiunto lo "spegnimento a freddo" dei reattori danneggiati è priva di senso, in quanto tale definizione è riferibile solo ad un nocciolo integro, mentre i noccioli delle unità 1, 2, 3 risultano parzialmente o totalmente fusi, con perdita dei parametri di controllo tale per cui non si può escludere che possano riacquistare localmente configurazioni  critiche con ripresa della reazione a catena.
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  • La situazione delle piscine del combustibile esausto non è stata risolta e con il ripetersi di scosse sismiche di notevole intensità rischia di provocare un nuovo incidente dalle conseguenze gravissime e imprevedibili, anche a causa dello stoccaggio addensato delle barre. Un gruppo di esperti dell’Ufficio di Gabinetto giapponese ritiene probabile che nei prossimi anni possa avvenire un terremoto di grado 9 nella faglia oceanica e uno tsunami con onde di altezza eccezionale che colpirebbero non solo la centrale di Fukushima, ma anche molte altre.
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  • Nella regione Nord Est del paese la situazione rimane estremamente preoccupante. La gravità della contaminazione radioattiva, sulla quale le autorità giapponesi hanno esercitato fin dall’inizio degli incidenti un cover-up, non accenna a diminuire. Sono migliaia le persone sradicate per sempre dalla loro terra (comprese quelle trasferite, anche di propria iniziativa, dalla zona inquinata di Fukushima), che hanno perduto il lavoro e le prospettive per il futuro e vivono in un’incertezza drammatica.
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  • Al contrario il governo giapponese minimizza la gravità della contaminazione, ha alzato la soglia della contaminazione per i bambini e si dimostra molto più preoccupato del ripristino della normalità apparente che di salvaguardare la salute dei cittadini.
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  • Il 5 maggio scorso anche l’ultimo dei 50 reattori nucleari in esercizio commerciale del Giappone, si è fermato per le periodiche revisioni (che quest’anno riguardano anche test e adeguamenti conseguenti agli incidenti di Fukushima) senza che ciò abbia pregiudicato la fornitura di energia elettrica al paese. Si apre ora una partita decisiva perché a fronte della volontà del governo e dell’industria nucleare di riattivare le centrali quanto prima, si sviluppano forti opposizioni delle popolazioni.
Riteniamo che questi problemi non riguardino solo il Giappone, ma l’intera comunità internazionale e pertanto chiediamo alle autorità giapponesi

  • di non riattivare i reattori nucleari attualmente fermi;
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  • di intervenire urgentemente per estrarre e trasferire le barre di combustibile dalle piscine gravemente danneggiate.
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  • di provvedere immediatamente, anche se tardivamente, all’evacuazione dei bambini dalle zone contaminate.
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  • di favorire l’istituzione di un’autorità interdisciplinare e internazionale sotto l’egida dell’Onu per risolvere la situazione di Fukushima, data l’incapacità dimostrata dalla Tepco nella gestione dell’incidente.


 

 

giovedì 15 marzo 2012

Fukushima, un anno fa...

Era l'11 marzo 2011, pochi giorni fa l'anniversario triste che in molti preferiscono dimenticare, quando il Giappone iniziò a vivere una nuova, grende tragedia che, purtroppo, non è ancora finita. La zona di Fukushima oggi versa in tristissime condizioni, la nuova Prypiat, la Prypiat d'oriente...  

Il Governo giapponese ha fatto poco o niente per i suoi abitanti. Il silenzio dedicato alle 19mila vittime è stato d'obbligo l'11 marzo ma... Un silenzio terribile su quale sia la realtà è molto più drammatico e pericoloso per i giapponesi che si trovano a vivere nei dintorni di quella zona e le bugie che vengono raccontate (anche da noi su certi media che parlano anche di prodotti agricoli commestibili provenienti da quelle zone... questo è veramente consumismo portato ai suoi estremi più deliranti).

 Ripensare a un'anno fa mi fa provare sensazioni molto contrastanti tra loro. da una parte la tristezza e lo smarrimento per questa tragedia nucleare dovuta al terremoto e alla Tzunami certo, ma che poteva succedere anche per qualsiasi altro motivo e, una cosa simile può accadere ovunque ci sia una centrale nucleare (basta un traliccio che si piega, un albero che si abbatte sui fili della corrente che portano elettricità alla centrale..), dall'altra il senso buono di far parte di qualcosa e muoversi nella direzione giusta, un fare qualcosa di buono non solo per chi la pensa come te, ma anche per chi si dice contrario ai tuoi principi... anche s ea volte questo ti fa una rabbia...



giappone fukushima     Ripropongo il video che chi mi segue dai tempi di STYLE conosce bene (visto che quasi certamente ha contribuito alla sua diffusione! e diq uesto vi ringrazierò sempre), anche se con uno spirito diverso... Se nel 2011 era un invito ad andare a votare e esprimere la propria opinione, oggi è quasi un gesto scaramantico perchè, se non cambiano personalità e modi di pensare e agire pubblici, tra 5 anni dovremmo scendere di nuovo in campo e per la stesso motivo, in più è una dedica ad una persona che ha partecipato al progetto e che ora non sta passando un bel periodo, una persona per me preziosissima..la mia nonna!

Mad



I believe in instability

  Anche se in questi mesi i giorni belli, immersi nel verde a camminare e camminare non sono mancati, così come i bei ricordi che rimarranno...