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mercoledì 23 maggio 2012

4 cose di me (tra cui una proprio strana ma nemmeno tanto)



Devo ammettere che è un periodo NO. Nei confronti di me stessa non mi sto comportando bene. Faccio fatica ad alzarmi la mattina. Vorrei richiudere gli occhi e dormire in eterno, non pensare a niente, non affrontare niente. E non crediate che io debba affrontare chissà quale situazione infernale. Dopo 5 funerali, una  malattia senza speranza, un brutto incidente e tante cose molto più stupide che però mi hanno rafforzato il malessere interiore e pure un certo nervoso esteriore, mi sono voluta dare un periodo di obiettivi cretini e magari anche piacevoli. Ma non riesco ad affrontare nemmeno quelli, anzi le cose che devo fare le faccio, ma sempre di corsa, senza godermele come dovrei, senza prenderle per quello che dovrebbero essere: distrazioni.
Credo che dovrò iniziare a prendermi a schiaffi, buttarmi giù dal letto con una certa violenza, farmi una doccia gelata. Forse così mi passa...Però ho sempre quella sensazione addosso che manchi qualcosa, e poi mi ricordo che è normale. Ho appena perso la persona che mi ha cresciuta e che mi voleva bene in un modo unico..

Ieri pomeriggio, mentre mi stavo lavando i capelli, mi ha telefonato la giornalista del Tirreno che segue il caso R.R..
Domenica il mio intervento sulla questione è stato incorniciato nel box bellino de "La Lettera del giorno" (per la verita nel paginone seguente c'era anche una seconda lettera del giorno, quella di uno del P.D. riguardo l'omofobia, ma il mio intervento l'hanno messo prima, tiè!!), il mio non voleva essere un intervento solo riguardo la Roberta, ma in generale su il mondo di noi donne, che negli ultimi tempi, invece di migliorare, mi pare si sia richiudendo su se stesso. Abbiamo già affrontato l'argomento, in breve una donna deve lavorare perchè solo così può considerarsi emancipata, però poi deve anche pensare alla casa e ai figli, poi deve andare in palestra perchè altrimenti non è abbastanza up-to-date, e infine deve anche sopportare il tradimento del marito con la baby sitter/collega/amica. Se poi non ci sta, allora deve morire. Se sei donna non hai alternative. Le altre poi son lì che fanno il tifo affinchè queste cose vadano avanti in eterno. 
Io non ci sto. E così ho scritto quella lettera, la giornalista mi ha poi richiamato, ci teneva a parlare con me e questo mi ha fatto piacere, un briciolo di autostima forse mi fa comodo di questi tempi.
Ha detto che potrei aver ragione, che forse è scappata, che lei però deve attenersi a quanto dicono gli inquirenti. Omicidio volontario anche se non è stata trovata una traccia di prova. Mah...

Ieri sera invece sono stata col mio Lui a un incontro organizzato dal P.D. (...) a Collodi, riguardo proprio il destino di questo paese, del suo Parco, del mondo da Fiaba che rappresenta a livello mondiale e che, nella realtà, è alquanto deludente.
Per me è stato molto fastidioso essere lì, la gente del P.D. non mi garba per nulla, sono i classici politici arrivisti che vogliano far carriera, quelli col sorriso aggressivo di berlusconiane memorie, quelli che sono pieni di sfumature ideologiche, vale a dire che dietro di ideologico non hanno nulla. 
Tanti discorsi, ma che ci si aspetta da una riunione politica, forse dei fatti?!
Alcuni accettabili, altri solo caramelle per tenere buoni i poveri collodesi stanchi delle promesse, altre cose che sono state dette mi hanno fatto drizzare i capelli sulla testa e pure i peli degli avanbracci. Trasformare Collodi in una sorta di Gardaland?!? Un eco-mostro , senza arte ne parte, per sciami di bimbettini-pinocchio pronti ad essere impoveriti culturalmente in questi paesi dei balocchi di carta pesta?!? Molto meglio il teatrino di Mangiafuoco...


E poi, sempre ieri, ma prima di tutto questo me ne sono andata un po' nella mia stanza-boudoir... e ho ascoltato-visto un video di Lana del Rey. Mi ha fatto affiorare un ricordo. Dopo, quasi per caso ho dato un occhiata ad una sua intervista. Una domanda proprio su questo video che avevo visto poco prima. Lana del Rey ha risposto e....ha raccontato un pezzettino della mia vita.


il castello di notte
l'acquedotto di notte..

Gello, la chiesa vista dalla fattoria Ravano


mercoledì 29 febbraio 2012

saggezza- Giorgio Bocca a proposito della TAV

Bocca: se insistete nell’imporre la Tav, tiro fuori il mitra

 Se vi sento dire la parola Tav, sparo. Se vi sento dire che la Tav, l’alta velocità, è indispensabile, necessaria al progresso, tiro su dal pozzo il Thompson che ci ho lasciato dalla guerra partigiana. Perché d’inevitabile in questo stolto mondo c’è solo l’incapacità della specie a controllare la suo conigliesca demografia, le sue moltiplicazioni insensate. Il progresso! Se vi capita di pecorrere la Pianura Padana che ha fama di essere luogo più ricco e civile d’Italia, date un’occhiata ai paesi e alle città. Quà e là riuscite ancora a vedere un campanile, ma il resto è urbanistica informe, una metastasi di casoni e casette venuti a slavina senza un piano regolatore, di materiali scadenti, di forme informi collegati da autostrade che si vergognano di essere così brutte e si nascondono dietro i tabelloni di vetrocemento o di plastica.

Questa necessità del progresso è un modo osceno per definire la nostra incapacità di resistere alle speculazioni. Saprete quanti anni ci vorrano per No Tav fare la Tav Lione-Torino-Milano? Pare più di 15 anni, giusto il tempo che arrivino ad inaugurarla i cinesi. Ma è possibile che sindaci e governatori dichiarino che senza il Tav si muore, si è tagliati fuori dalla civiltà? E’possibile che la signora Bresso della Regione Piemonte, che ho conosciuto come persona civile, dia i numeri se le bloccano i cantieri? Le grandi opere dormono, la legge progetto sta nei cassetti dei Berlusconi e dei Lunardi ma d’improvviso la congiunzione celeste della democrazia politica della speculazione cementiera si scatena e allora l’Italia intera è un cantiere.
Per arrivare dove? A un’alta velocità ferroviaria di cui si ignora tutto, se vincerà o meno la concorrenza del trasporto su strada, se troverà un numero di viaggiatori redditizio, se questi viaggiatori saranno davvero felici di metterci 15 minuti in meno tra Torino e Milano.Ma i conti torneranno? Ma sì che torneranno, perché il pubblico li farà tornare come accade per l’Hub Giorgio Bocca della Malpensa dove alla fine è la collettività a pagare il trasferimento di migliaia di persone cacciate dal rumore. Una volta si diceva:quando il mattone tira, tira l’economia. E se oggi non è il mattone, è il cemento delle gallerie per cui passa il progresso di quelli che ci sanno fare.
(Giorgio Bocca, “A chi servirà la famigerata linea Tav”, dal “Venerdì di Repubblica” del 30 dicembre 2005, articolo ripreso dal sito “NoTav.info”).

mercoledì 28 dicembre 2011

altri addii (e amore a cerchio di vita)

"I bambini che non hanno nonni o non conoscono la fanciullezza con i nonni non sanno cosa è l'amore a cerchio di vita, dell'infanzia e della vecchiaia che si compenetrano nell'arco della vita; non l'amore possessivo, nevrotico, ansioso dei genitori, sempre lì a pensare cosa farà da grande, sarà bravo da grande, ma l'amore di chi pensa solo a chiudere il cerchio della vita, il freddo, la noia, la debolezza dei vecchi per cui è un dono la curiosità, la vitalità, l'ingenuità dei piccoli."

Giorgio Bocca, "IL PROVINCIALE- settant'anni di vita italiana"
Feltrinelli/COOP-edizione speciale per il 150°dell'UNità d'Italia

Ero un po' che meditavo su questo post, da quando leggendo "Il Provinciale" di Bocca mi sono imbattuta in questa frase... i nonni, meritava un piccolo post con le fotografie dei miei due nonni da giovani, che ora non ci sono più ma che sono stati uno l'uomo dei motori e l'altro l'uomo del fiume, e infatti ora riposa proprio lì, vicino ai suoi argini... 

Ma in questo periodo ho poca voglia di rispettare i programmi che faccio (per la verità faccio fatica a alzarmi dal letto e molta di più a confrontarmi col mondo e, visto come vanno le cose mi viene quasi da dire "meglio così, lo facessimo davvero tutti, di restare a letto per un po' oltre il suono della sveglia, sai quanti danni in meno farebbe l'uomo alla Terra!?!) e il post è rimasto in un improbabile cassetto...
Poi ieri la notizia della morte di Giorgio Bocca, l'ho saputo mentre ero lì sulla poltrona dove poco prima avevo iniziato un nuovo capitolo del suo libro autobiografico, e dove parlava proprio della morte...dei colori che può avere la morte, perchè la morte ha sempre un colore...
Con lui se ne va un grande scrittore, un partigiano, un uomo capace di cambiare idea quando si accorge che quell'idea non è buona, con lui se ne va un pezzo di storia che sa di inchiostro vero e monti, con lui se ne va IL GRANDE GIORNALISMO ITALIANO.
E se ne va per sempre nel giorno di Natale 2011, perchè di grandi giornalisti come lui ( e come Enzo Biagi, e mettiamoci anche Montanelli Indro che pure non mi è mai stato tanto simpatico..) non ne avremo più. 
I, giorno dopo poi, come se questo periodo non fosse già difficile per conto suo, se ne è andato anche un'altro dei miei zii, se ne va dopo poche settimana dalla morte della zia Varna, sua moglie. E' abbastanza desolante tutto questo. E il sole e la temepratura così insolita di questi giorni rendono tutto ancora più assurdo.
Diventiamo ogni giorno più poveri, più aridi, più superficiali...e per fortuna che abbiamo le nostre rivistelle di moda, le calze di nylon (colpevoli di guerre e infinite schiavitù economiche..), i dolcetti pieni di burro, le finte rivoluzioni arabe che ci fanno indignare davanti agli schermi e non ci fanno vedere che il marchio che portano ha le stelle e le strisce...
Buon Mercoledì


mad

p.s.
una bella immagine di Giorgio Bocca

I believe in instability

  Anche se in questi mesi i giorni belli, immersi nel verde a camminare e camminare non sono mancati, così come i bei ricordi che rimarranno...