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giovedì 8 gennaio 2015

caduta in tentazione

Da quando Calzedonia, insieme a molte altre aziende italiane, ha delocalizzato in Serbia e in altri Stati,  in cui è lecito sottopagare i lavoratori lasciando a casa i lavoratori italiani e tanto degrado in quelli che erano posti di lavoro,  io mi sono ripromessa di non varcare mai più la soglia dei loro negozi, e così ho fatto per diversi anni, fino a qualche giorno fa quando ben due volte, una a Pisa e l'altra a Forte dei Marmi, non ho voluto resistere (mi sono fatta una concessione, ma volendo avrei potuto anche resistere;)-
Mi sono lasciata tentare da questi calzini in tessuto sintetico, poco adatti al freddo invernale ma con queste stampe per me irresistibili (o quasi). 
Mi ricordano la pittura preraffaellita, il decadentismo, l'art and craft(insomma tutta un'altra concezione del lavoro e della produzione rispetto a Calzedonia e tante, tante, troppe altre aziende).
E mi hanno ispirato queste fotografie...








giovedì 18 settembre 2014

Torre del Lago Puccini- una mattina fuori dal tempo

E proviamoci a raccontare con poche parole e soprattutto immagini questa estate che non è ancora finita, e infatti comincio da ieri; quando con i miei genitori e degli amici romani  abbiamo fatto una viaggio che, nonostante sia stato di pochi minuti d'auto, ci ha portati ancora una volta lontano dal tempo. 
Questo angolo prezioso di Torre del Lago si mantiene ancora distante, per nostra fortuna, dallo squallore che sempre più trionfa in Versilia...

La signora che da i biscotti alla cornacchia, la storia del cane Pippo, la casa di Giacomo Puccini, il suo pianoforte, la sua spingarda, la sua musica che si ascolta ovunque e poi il lago che se non ci fosse l'autostrada là in fondo, in una giornata come questa, fatta soprattutto  di nubi leggere, aria di mare, tanto silenzio e un buon ristorante è proprio come una vacanza sospesa nel tempo che vi auguro di provare.






Grazie alla presenza del Maestro e a quella della Torre l'umile Padule di Massaciuccoli qui si trasforma nel più suggestivo Lago Puccini e da il nome a Torre Del Lago...




"Torre del Lago, Gaudio supremo, paradiso, eden empireo, turris eburnea, vas spirituale, reggia....abitanti 120, 12 case...."
-Giacomo Puccini-



Dimenticavo, anche la gatta della signora Puccini è notevole e super coccolona, vi aspetta all'interno della casa-museo, per info qui!

Museo-Puccini

sabato 8 giugno 2013

.la festa della liberazione.

ammetto che sono in una fase un po' sterile dal punto di vista letterario, sarà che la mia creatività si è spostata su altri versanti; sarà l'urgenza della vita che, diciamocelo è prima di tutto mangiare, anche nella vita bohemienne (mio malgrado) che conduco il cibo ha una grande importanza: noi siamo quello che mangiamo (e beviamo e quindi spero tanto di essere fatta soprattutto di acqua, che per lo meno come elemento è innocuo, almeno finchè non ti sommerge e si sostituisce all'aria nel respiro)... e poi c'è l'esistenza pura e semplice che a volte porta (o porterebbe)al cinismo...
sarà anche che con l'avvento di internet l'era delle autoproduzioni cartacee si è dissolta nel nulla (e a me l'editoria ufficiale non attira , se non da lettrice, oltre al fatto che conosco bene i miei limiti)...
un mondo underground di fanzinari e scrittori capaci di autogestirsi (oltre che autoprodursi) è andato ad infrangersi e disperdersi contro una scogliera virtuale (e per un certo verso sono anche contenta che sia successo poichè per me è stato anche una liberazione)...
sono dell'opinione che chi non sa distruggere non sa nemmeno creare(e lo sosteneva anche una delle mie muse dark preferite: l'Imperatrice Sissi)ma resta il fatto che viviamo in tempi in cui la creatività sembra imperare ma poi, se guardi bene, ti rendi conto che non ci sono mai stati tempi più crudi e secchi e poveri  di questi...
viviamo in un epoca in cui ormai domina il consumismo e l'imperialismo, l'immediato più della speranza, ed entrambi (consumismo e imperialismo)  sono in abbondante disfacimento fisico e morale, oddio...questo per me dovrebbe essere molto stimolante ma... non mi si è ancora accesa la lampadina giusta, forse si accenderà domani, forse tra molti anni(e allora sarà inutile), forse mai. 
anche l'incertezza possiede i suoi perchè. 
E' rassicurante a suo modo, molto più della speranza che ti riempe lo stomaco di vibranti farfalle che poi troppo spesso si trasformano in dolori acuti, e poi...più niente.
Ecco...
UFFA.
per la verità ho due progetti paralleli e da un po' di anni. che lumaca svogliata che sono diventata.
dovrei prendermi un po' di tempo, anzi dovrei sottrarre un po' di tempo al blogging, però siete delle vere sirene tentatrici voi, mie care blogger (ma amiche soprattutto!!!) e vi adoro anche per questo... e poi troppo facile spiegarla così...
anzi
mi regalate prospettive diverse anche di me stessa, oltre che della vita e delle cose che ci piacciono.
io devo darmi una mossa ora.
vi saluto in questa giornata che per me sarà un po' storta ma, da pisana,  so bene come le cose storte a volte sono anche belle, tanto.
*******
mad
 


IL SOTTO_POST

La festa della liberazione
Da questa voglia di serenità
E da quelli ubriachi di belle parole
Da quegli sbronzi d’autorità
Come mio nonno minatore di verbi
E congiuntivi di nessuna utilità
Di rispetto per se stessi e per gli altri
Praticamente l’infelicità.
E questi bambini pimpanti codardi che hanno già perso la verginità
L’imene rotto della meraviglia, nessuna scintilla, una sega a metà.

La festa della liberazione
Ce ne son molti di cui mi libererei
A cominciare da quelli di famiglia
Dai tarli che mi han regalato i miei
Dalla voglia di cascare sempre in piedi
Dalla tua scuola, dall’università.
Che ti ha insegnato soltanto ad imparare per imparare e adesso che si fa?
E mia sorella, rizza cazzi per scelta un piercing sull’ombelico e sei una celebrità.
In questo paesino di grandi depressi
Pochi squallidi amplessi, la mediocrità.

La festa della liberazione
Da tutti gli atei compreso il sottoscritto
Io prego molto, ma molto di più
Di chi si inginocchia e prega il soffitto.
E passo ore, giorni, mesi a pensare
Le stelle non guardarle mai
Ho paura di vederlo spuntare, sorride e dice: Appino, che cazzo fai?
E la marcia nuziale di tutti,
E l’aereo che passa e lascia una scia
Che divide il cielo da quelli buoni e da quelli che han bisogno della polizia.

La festa della liberazione
Da questo talento di perdonarmi tutto
E perdono gli altri solo s’è comodo a me.
Dio, quante balle che mi son detto e che ho detto a tutti quanti voi.
Invitati a casa mia e poi lasciati fuori
E mia sorella piange di nascosto
La sua ragazza le ha detto: Muori!
E tutti i maschi del paese sono in tiro
nell’attesa si picchiano per toccarsi un po’.
Quant’è brutta tutta questa campagna, la gente si lagna e nemmeno un falò.
Mentre al centro han rubato il senso, centrare un bersaglio è quello che vorrei
Come mio padre 34 anni fa
Una vita ad allontanarlo e diventare come lui.


martedì 7 maggio 2013

dolciamarezze

...di Gina so che ha aperto gli occhi, e sembra siano grigi e lei è una splendida gattina, tanto che c'è già una famiglia che vuole adottarla, un cane che già si è affezionato(?!) e io che ho passato una notte in bianco pensando a quella microscopica micina, con tanta, tanta voglia di vivere, che a me un po' manca, ultimamente sembra che tutto sia diventato più pesante, e allora ascolto sempre (forse troppo?!) questa canzone, per alleggerirmi un po'  i pensieri o forse appensantirli,chissà...ma in ogni caso è un grande sincero  sfogo



Ho dieci strofe per lasciare un bel ricordo
Ho dieci piani che mi aspettano giù in fondo
E sono certo in pochi possono capire
Ma davvero io son felice di morire
Ho fatto tutto quello che dovevo fare
Ed ho sbagliato per il gusto di sbagliare
Son stato sveglio quando era meglio dormire
E ho dormito solo per ricominciare
Son stato solo tutto il tempo necessario
A guardare gli altri, non per fare il solitario
Ed ho creduto in tutti per quel che ho potuto
Mi son rialzato sempre dopo esser caduto
Ho preso in giro solo quelli più potenti
A loro ho preferito sempre i pezzenti
Me ne son fregato dei giudizi della gente
Nessuno giudica se è un poco intelligente
Ne ho amati molti perchè lo volevo fare
Tanti ne ho odiati ma anche loro per amore
Ho preferito Gesù Cristo a suo padre
Anche se entrambi non li voglio al funerale
Ho scelto tutto quello che volevo fare
E ho pagato ben contento di pagare
Perchè la scelta infondo è l'unica cosa
Che rende questa vita almeno dignitosa
E quindi scelgo di saltar dal cornicione
Come un gabbiano, falco o piccolo aquilone
Come un'aereo, una falena, un pipistrello
Che vola alto invece ora è un misfacello
Ho scelto te per dei motivi misteriosi
Siam stati accanto per giorni meravigliosi
E lo sai bene che lo faccio per natura
Non rivederti più è l'unica paura
Ai ben pensanti che lo trovano immorale
A quelli che lo leggeranno sul giornale
Alle signore bocca larga e parrucchiere
Chi non mi lascia farlo in altre maniere
Io ho scelto esattamente tutto quel che sono
Senza la scelta io la vita l'abbandono
Ho scelto tutto, tutto tranne il mio dolore
Lo ammazzo io e non c'è niente da capire 







   




I believe in instability

  Anche se in questi mesi i giorni belli, immersi nel verde a camminare e camminare non sono mancati, così come i bei ricordi che rimarranno...