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giovedì 7 febbraio 2019

L'amore è una dittatura





Per me è una soddisfazione già così, non hanno bisogno di una vittoria a San Remo, ma immagino sia stato un modo divertente di festeggiare 20 anni di carriera. La canzone è bella, bella, il testo migliore del festival. Speriamo che stasera Appino non faccia prendere dalla foga e sia più intonato. 



https://youtu.be/B7Gx2gsjPUU


mercoledì 7 dicembre 2016

la prima canzone scritta dagli italiani: Zingara

"Zingara (Il Cattivista) è una canzone atipica.
 Si tratta sì del terzo singolo e video estratto da "La Terza Guerra Mondiale", ma è anche -a tutti gli effetti- un esperimento sociale. 
Il testo è stato scritto per buona parte direttamente dagli Italiani; abbiamo messo in rima dei commenti pubblicati sotto ad alcuni video caricati su Youtube mettendo "Zingari" come chiave di ricerca. 
Quelli "meno pesanti" sono diventati buona parte del testo della canzone, mentre quelli che non abbiamo avuto il cuore di cantare fanno parte del video che la accompagna.
 È troppo? Vi disgusta? La trovate di una cattiveria gratuita? Meta-qualunquismo? 
 Forse, ma rimane per noi una fotografia (di guerra) del paese in cui viviamo, una fotografia che speriamo serva magari per guardarsi allo specchio"

 Appino, Ufo, Karim. 



😱😰


"Gypsy (The Cattivista) is an atypical song.
  These are indeed the third single and video excerpt from "World War III", but it is also -a all Effects- a social experiment.
The text was written for the most part directly from the Italian; We put in rhyme of comments under some Youtube videos putting "Gypsies" as a search key.
Those "less heavy" have become a large part of the lyrics, while those who have not had the heart to sing the part of the video that accompanies it.
  It's too much? You disgust you? The find of a malice? Meta-indifference?
  Maybe, but it remains for us a photograph (of war) of the country in which we live, a photograph which we hope will serve perhaps to look in the mirror "

sabato 4 gennaio 2014

VIVA- gli Zen Circus ci massacrano ancora...evviva!

Nuovo video, nuovo pezzo, grandi...
e...
Forza Pisa!
scusate...
;)-

sere



Primo singolo estratto dall'album "Canzoni contro la natura" in uscita il 21 Gennaio 2014 per La Tempesta Dischi, distribuito da Master Music Piacenza. Diretto da Sterven Jonger
Post: Yuri Carrara. IL TOUR:

07 Marzo - Bologna - Zona Roveri
08 Marzo - Livorno - The Cage Theatre
13 Marzo - Milano - Alcatraz
14 Marzo - Cesena - Vidia
15 Marzo - Roncade (TV) - New Age
21 Marzo - Pescara - Tipografia
22 Marzo - Perugia - Urban
28 Marzo - Torino - Hiroshima
04 Aprile - T. di Gattatico (RE) - Fuoriorario
11 Aprile - Roma - Blackout
18 Aprile - Napoli - Casa della musica
19 Aprile - Lecce - Livello 11/8
25 Aprile - Genova - Viva 25 Aprile
26 Aprile - Firenze - Flog


VIVA
da questa finestra rotta con i vetri impolverati non si vedono che muri vecchi umidi e incrostati / non ricordo dove è il mare e nemmeno come è fatto quattrocento euro al mese per un letto a soppalco / un mutuo è molto peggio me lo ha detto anche un mio amico io mi fido ciecamente di quel che dice la gente / e gli altri siamo noi e gli altri siamo tutti e proprio questo mi spaventa siamo diventati brutti / amici siamo simili ma certo non uguali io lo so che sono in crisi senza leggere i giornali / sono in crisi da una vita forse è la mia natura anzi penso vivamente che sia proprio una fortuna / quella polvere nel naso non fa certo eccezione con la voglia di esser sempre al centro dell'attenzione / certo son stato cattivo chiedo scusa ho sbagliato la mancanza di rispetto dovrebbe essere un reato / come anche l'idiozia e questa malinconia che mi sale dentro al cuore quando entro a casa mia / non generalizzare e nemmeno devi urlare che non è comunicare ed è pure antisociale / guccini lo sa bene non ho voglia di far niente e anche se mai mi venisse a fermarmi c'è la gente / il mio voto vale quanto quello di questo imbecille allora cosa me ne frega delle vostre cinque stelle e di tutte le parole che vi sento blaterare sopra il bene comune l'amore universale / non provo vergogna se mi date del pezzente certo io non ho il cash ma di essere attraente e circondato da idioti non me ne frega niente / di cosa ridete e di cosa urlate / perché festeggiate ancora l'estate / di cosa ballate di cosa vi fate / tutti viva qualcosa sempre viva qualcosa / evviva l'italia / viva la fica / viva il duce / evviva la vita / viva il re / viva gli sposi / viva la mamma / evviva i tifosi / viva la pappa col pomodoro / viva la pace / evviva il lavoro / viva la patria / la costituzione / viva la guerra / tanto vivi si muore

Testo: Andrea Appino
Musica: The Zen Circus
Edizioni musicali EMI Music Publishing Italia
(C)+(P) 2014 La Tempesta Dischi

sabato 5 ottobre 2013

il lavoro mobilita l'uomo

il nuovo video di Appino (con nuovo taglio e baffi!)
parole e volti

video
made in livorno
Appino, il testo dell'inedito Il lavoro mobilita l'uomo

buon tutto
mad




****************
Il lavoro mobilita l'uomo

Tempo che non sei denaro
ho sete ma non di gloria
regalami un cielo stellato
e un po' della più dolce noia

Per fare i conti non basta
una penna o un calcolatore
ma chiudere gli occhi aiuta
e un po' del mio vino migliore

Hai labbra un po' screpolate
ma c'è una fontana più in la

Lavoro che non hai pagato
in altra valuta è il salario
non sei certo tempo sprecato
ma troppo fiscale è l'orario

Devo darti ragione
e brindo alla tua nobiltà
è che ti han ridotto a prigione
contro la tua volontà

Il lavoro mobilita l'uomo
è questa la verità

I giorni in cui hanno deciso per me son lontani ormai
oggi lo stronzo che sono l'ho scelto da me
penso e ripenso ai visi sbiaditi di tanti anni fa
qualcuno là c'è rimasto e nemmeno lo sa

Amore che non ti ho capito
mi spiace non ti ho mai cantato
ma in tanti e più bravi l'han fatto
che un po' mi sembrava scontato

E questo forse è il mio ruolo
che certo non cambierà il mondo
ma tu prova a guardar di traverso
non cambia ma è più rotondo

Hai labbra dolci di creta
ed una lingua d'atleta

I giorni in cui ero un vento d'estate son lontani ormai
oggi sono aria viziata da fumo e caffè
penso e ripenso a quel che non ho fatto e perché mai
molto capisco e qualcosa mi sfugge lo sai

I conti li vedi da te
il tempo l'ho sempre ammazzato
a lavoro giusto quello che ho dato
l'amore non l'ho mai negato

sabato 8 giugno 2013

.la festa della liberazione.

ammetto che sono in una fase un po' sterile dal punto di vista letterario, sarà che la mia creatività si è spostata su altri versanti; sarà l'urgenza della vita che, diciamocelo è prima di tutto mangiare, anche nella vita bohemienne (mio malgrado) che conduco il cibo ha una grande importanza: noi siamo quello che mangiamo (e beviamo e quindi spero tanto di essere fatta soprattutto di acqua, che per lo meno come elemento è innocuo, almeno finchè non ti sommerge e si sostituisce all'aria nel respiro)... e poi c'è l'esistenza pura e semplice che a volte porta (o porterebbe)al cinismo...
sarà anche che con l'avvento di internet l'era delle autoproduzioni cartacee si è dissolta nel nulla (e a me l'editoria ufficiale non attira , se non da lettrice, oltre al fatto che conosco bene i miei limiti)...
un mondo underground di fanzinari e scrittori capaci di autogestirsi (oltre che autoprodursi) è andato ad infrangersi e disperdersi contro una scogliera virtuale (e per un certo verso sono anche contenta che sia successo poichè per me è stato anche una liberazione)...
sono dell'opinione che chi non sa distruggere non sa nemmeno creare(e lo sosteneva anche una delle mie muse dark preferite: l'Imperatrice Sissi)ma resta il fatto che viviamo in tempi in cui la creatività sembra imperare ma poi, se guardi bene, ti rendi conto che non ci sono mai stati tempi più crudi e secchi e poveri  di questi...
viviamo in un epoca in cui ormai domina il consumismo e l'imperialismo, l'immediato più della speranza, ed entrambi (consumismo e imperialismo)  sono in abbondante disfacimento fisico e morale, oddio...questo per me dovrebbe essere molto stimolante ma... non mi si è ancora accesa la lampadina giusta, forse si accenderà domani, forse tra molti anni(e allora sarà inutile), forse mai. 
anche l'incertezza possiede i suoi perchè. 
E' rassicurante a suo modo, molto più della speranza che ti riempe lo stomaco di vibranti farfalle che poi troppo spesso si trasformano in dolori acuti, e poi...più niente.
Ecco...
UFFA.
per la verità ho due progetti paralleli e da un po' di anni. che lumaca svogliata che sono diventata.
dovrei prendermi un po' di tempo, anzi dovrei sottrarre un po' di tempo al blogging, però siete delle vere sirene tentatrici voi, mie care blogger (ma amiche soprattutto!!!) e vi adoro anche per questo... e poi troppo facile spiegarla così...
anzi
mi regalate prospettive diverse anche di me stessa, oltre che della vita e delle cose che ci piacciono.
io devo darmi una mossa ora.
vi saluto in questa giornata che per me sarà un po' storta ma, da pisana,  so bene come le cose storte a volte sono anche belle, tanto.
*******
mad
 


IL SOTTO_POST

La festa della liberazione
Da questa voglia di serenità
E da quelli ubriachi di belle parole
Da quegli sbronzi d’autorità
Come mio nonno minatore di verbi
E congiuntivi di nessuna utilità
Di rispetto per se stessi e per gli altri
Praticamente l’infelicità.
E questi bambini pimpanti codardi che hanno già perso la verginità
L’imene rotto della meraviglia, nessuna scintilla, una sega a metà.

La festa della liberazione
Ce ne son molti di cui mi libererei
A cominciare da quelli di famiglia
Dai tarli che mi han regalato i miei
Dalla voglia di cascare sempre in piedi
Dalla tua scuola, dall’università.
Che ti ha insegnato soltanto ad imparare per imparare e adesso che si fa?
E mia sorella, rizza cazzi per scelta un piercing sull’ombelico e sei una celebrità.
In questo paesino di grandi depressi
Pochi squallidi amplessi, la mediocrità.

La festa della liberazione
Da tutti gli atei compreso il sottoscritto
Io prego molto, ma molto di più
Di chi si inginocchia e prega il soffitto.
E passo ore, giorni, mesi a pensare
Le stelle non guardarle mai
Ho paura di vederlo spuntare, sorride e dice: Appino, che cazzo fai?
E la marcia nuziale di tutti,
E l’aereo che passa e lascia una scia
Che divide il cielo da quelli buoni e da quelli che han bisogno della polizia.

La festa della liberazione
Da questo talento di perdonarmi tutto
E perdono gli altri solo s’è comodo a me.
Dio, quante balle che mi son detto e che ho detto a tutti quanti voi.
Invitati a casa mia e poi lasciati fuori
E mia sorella piange di nascosto
La sua ragazza le ha detto: Muori!
E tutti i maschi del paese sono in tiro
nell’attesa si picchiano per toccarsi un po’.
Quant’è brutta tutta questa campagna, la gente si lagna e nemmeno un falò.
Mentre al centro han rubato il senso, centrare un bersaglio è quello che vorrei
Come mio padre 34 anni fa
Una vita ad allontanarlo e diventare come lui.


martedì 7 maggio 2013

dolciamarezze

...di Gina so che ha aperto gli occhi, e sembra siano grigi e lei è una splendida gattina, tanto che c'è già una famiglia che vuole adottarla, un cane che già si è affezionato(?!) e io che ho passato una notte in bianco pensando a quella microscopica micina, con tanta, tanta voglia di vivere, che a me un po' manca, ultimamente sembra che tutto sia diventato più pesante, e allora ascolto sempre (forse troppo?!) questa canzone, per alleggerirmi un po'  i pensieri o forse appensantirli,chissà...ma in ogni caso è un grande sincero  sfogo



Ho dieci strofe per lasciare un bel ricordo
Ho dieci piani che mi aspettano giù in fondo
E sono certo in pochi possono capire
Ma davvero io son felice di morire
Ho fatto tutto quello che dovevo fare
Ed ho sbagliato per il gusto di sbagliare
Son stato sveglio quando era meglio dormire
E ho dormito solo per ricominciare
Son stato solo tutto il tempo necessario
A guardare gli altri, non per fare il solitario
Ed ho creduto in tutti per quel che ho potuto
Mi son rialzato sempre dopo esser caduto
Ho preso in giro solo quelli più potenti
A loro ho preferito sempre i pezzenti
Me ne son fregato dei giudizi della gente
Nessuno giudica se è un poco intelligente
Ne ho amati molti perchè lo volevo fare
Tanti ne ho odiati ma anche loro per amore
Ho preferito Gesù Cristo a suo padre
Anche se entrambi non li voglio al funerale
Ho scelto tutto quello che volevo fare
E ho pagato ben contento di pagare
Perchè la scelta infondo è l'unica cosa
Che rende questa vita almeno dignitosa
E quindi scelgo di saltar dal cornicione
Come un gabbiano, falco o piccolo aquilone
Come un'aereo, una falena, un pipistrello
Che vola alto invece ora è un misfacello
Ho scelto te per dei motivi misteriosi
Siam stati accanto per giorni meravigliosi
E lo sai bene che lo faccio per natura
Non rivederti più è l'unica paura
Ai ben pensanti che lo trovano immorale
A quelli che lo leggeranno sul giornale
Alle signore bocca larga e parrucchiere
Chi non mi lascia farlo in altre maniere
Io ho scelto esattamente tutto quel che sono
Senza la scelta io la vita l'abbandono
Ho scelto tutto, tutto tranne il mio dolore
Lo ammazzo io e non c'è niente da capire 







   




martedì 5 marzo 2013

che il lupo cattivo vegli su di te

 

Dormi piccolino, è luna piena già
Strilla la sirena e l’aeroplano va
Dorme per sempre l’agnello di Dio
E quando suona la campana la messa inizierà che sveglia tutta la città
Qui non si riposa mai
La gente sparla, s’indigna e singhiozza
La gente infama, tradisce e poi ride
In gran tranquillità.

Dormi bel bambino, ché l’ora è tarda già
Nascondi in fondo al cuore la tua diversità
Che il lupo cattivo vegli su di te
Insieme a tutti gli animali che son tali e quali a te.

Nella periferia si svegliano i plebei
Che un tempo erano forti e curiosi come noi
Invece adesso son figli soltanto della pubblicità.

I believe in instability

  Anche se in questi mesi i giorni belli, immersi nel verde a camminare e camminare non sono mancati, così come i bei ricordi che rimarranno...