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venerdì 11 maggio 2012

a ritroso nel mad-album.

...come trasformare una giornatacia (il primo maggio e non solo perchè fuori pioveva forte) in una bella giornata, dove il sole e la luna possono pacificamente condividere il cielo?!
Semplice..
Uscire dal letto, indossare un bel paio di galoche (o come si dice tra noi contadini un paio di stivali di gomma, detti anche chantilly), magari (se siete una lei) con short o mini con calze colorate (che fanno prima ad asciugare in caso il super ombrellino non basti a ripararvi dalla pioggia;)e poi andate senza paura a camminare in un luogo magico, e lasciate che i nervi e i cattivi pensieri restino lì, da qualche parte tra gli arbusti, tra i fiori di acacia o ad affogare dolcemente in una grande pozzanghera..




la quercia di Pinocchio...

a san Martino In Colle

conosciuta anche come "FARNIA DELLE STREGHE"




questo ramo è stato piegato dalle streghe che vi danzavano sopra durante i sabba


sulla via franchigena


il sole illumina il cielo e la Luna risplende


imponente e giustamente monumento nazionale!


martedì 13 marzo 2012

buone novelle:La quercia di Pinocchio diventa monumento Nazionale!



L'aveva scoperta da bambino, e sotto la sua immensa chioma era solito passare i suoi pomeriggi da bambino, Carlo Lorenzini, il COLLODI di Pinocchio, durante le sue estati a San Martino in Colle (paese materno, nel comune di Capannori).

Ora questo albero secolare è divenuto monumento e sarà un bene paesaggistico con valore storico, estetico, naturale e culturale: lo ha deciso la Consulta tecnica per le aree protette e la biodiversità della Regione Toscana, accogliendo una richiesta del Comune di Capannori e del Wwf. 

Conosciuta da bambino, la quercia è divenuta poi fonte di ispirazione per Collodi quando ha pensato «Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino». A quella pianta il burattino viene impiccato dagli assassini (il Gatto e la Volpe, mascherati) che volevano rubargli le monete d’oro e salvato dalla Fata Turchina. «Detto fatto, gli legarono le mani dietro le spalle e passatogli un nodo scorsoio intorno alla gola, lo attaccarono al ramo di una grossa pianta detta la Quercia Grande», scrive Collodi. 

La pianta, una quercus pubescens, si trova al confine tra le località di Gragnano e San Martino in Colle, a pochi chilometri dal paese di Collodi, ha circa 600 anni di vita ed è cresciuta nel parco di villa Carrara. È alta 24 metri, ha un tronco con una circonferenza di 5 metri e un diametro della chioma di 40.  

La «Quercia Grande» narrata da Carlo Lorenzini, è detta anche ’Quercia (o Farnia) delle streghè per la caratteristica di avere rami quasi orizzontali: questo aspetto, dice la leggenda, è dovuta al fatto che le streghe danzavano sui suoi rami. Nel tempo la grande quercia ha subito vari attacchi: durante la Seconda Guerra Mondiale i tedeschi volevano abbatterla per farne legna da ardere; vandali in più occasioni ne hanno staccato parti per farne souvenir e qualche anno fa fu attaccata da insetti nocivi e venne salvata dall’intervento di una equipe di esperti. «È un onore per Capannori che quest’albero, che la leggenda lega a uno dei libri italiani più conosciuti nel mondo - dice il sindaco Giorgio Del Ghingaro - sia entrato a far parte dei beni paesaggistici della Regione. È un riconoscimento per il nostro territorio, che offre molte bellezze architettoniche e naturalistiche, che speriamo serva a far ulteriormente conoscere il nostro comune». Per Pinocchio un’altra avventura fantastica.
 EVEnTi DemeNTI di


la quercia di Pinocchio sotto la neve (foto di serena s.madhouse)

 la farnia delle streghe    MadHouse Autoproduzioni
 MadHouse AutoproduzioniMadHouse Autoproduzioni

I believe in instability

  Anche se in questi mesi i giorni belli, immersi nel verde a camminare e camminare non sono mancati, così come i bei ricordi che rimarranno...