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martedì 9 settembre 2014

in the deep...

Rieccomi, dopo un'estate zingara più del solito, messi di parte impegni politici e pseudocivili (pseudo perché di civile resta poco-poco soprattutto nel cervello condito da troppi zuccheri e illusioni del popolino, quindi noi...)questa estate per me è stata frivola-frivola, fatta eccezione per una lettura, quella di "Martin Eden", romanzo di Jack London finito proprio ieri, nelle profondità degli abissi...
E sentirsi come Martin Eden appunto, snaturato e smarrito e tanto stanco... 
Ma siccome non ho e non avrò il coraggio di nuotare con vigore verso il fondo del mare, in qualche modo bisogna reagire e far guarire tutte le cicatrici che le delusioni e le amarezze della vita hanno portato mesi e anni fa... Che poi a volte è tutta una scusa per essere ancora più pigri, e io NON ME LO POSSO PERMETTERE!!!
E così mi ascolto a volume vigoroso la colonna sonora di Miami Vice composta da Jan Hammer... Un grande! E appunto, energia e vigore fatte musica elettronica...
Miami Vice non è stata una semplice serie, è stato uno stato d'animo, malinconico anche sotto il sole, e la sigla finale mi riporta agli odori della cucina di casa, quando la cena era una cosa seria e la mia famiglia era ancora una famiglia intera e "vecchio stile", nonni, genitori, io, un po' di nervoso ma di quello "bono"...
E poi la moda...
Mi nascondo e sogno (forse medito?!) tra le pagine delle riviste di moda, ormai faccio così da sempre nei momenti in cui ce l'ho con me stessa e allora anche il mondo fuori mi interessa poco o niente, non che mi faccia bene ma ci sono anche soluzioni, nascondigli peggiori...
Leggo e sfoglio GLAMOUR dal 1992, sono una super abbonata ma poi nella realtà sono sempre stata alla moda coi tempi sbagliati, così quello che su delle altre suscitava ammirazione, per me erano prese di giro e offese... 
Insomma, sfogliando queste pagine patinate è chiaro che quello che indosserete questa nuova stagione con allure fashion a me, anni fa, è costato parecchie critiche e amarezze...
Cosa ho imparato?! Che il mio umore, il mio intuito e il mio gusto non sono poi spazzatura come un po' di gente avrebbe voluto farmi credere...magra consolazione, comunque..
E certo che quegli stilisti, che per lo più non amano le donne, be'... meglio chiudere qui, sulle note di Eric Clapton eviterò di scrivere ulteriori cattiverie.
AH! 
Ho due missioni... la prima, molto privata "RIENTRARE IN QUEI JEANS", l'altra, un po' cattivella... raccontarvi quello che ho fatto questa estate, e questa volta CI RIUSCIRO'! ;)))






















lunedì 14 ottobre 2013

tartan e tanti chili fa..

il tartan, i quadri scozzesi sono tornati prepotentemente di moda.
gonne a tubo, pantaloni nonpiùsolopunkabbestia, giacche....
io che ho sempre avuto un kilt rosso nel mio gaurdaroba da contadinella con le scarpe e pure i calzettoni
attualmente nel mio armadio gellese ci sono due kilt..
uno rosso, che porto ancora e uno verde che non mi entra più.. quello verde l'avevo (abbinato a una maglia a righe nere e fuxia e calze strappatissime psicorosa quando ho incontrato il mio Lui per la seconda volta e non ci siamo più persi... (poverino)
ecco, l'obiettivo sarebbe rientrare nel kilt verdee, sì...magari..

Minty e Cannella, due dei miei MiniPony VERI! fatte in Italia, quando in italia si sapeva fare ancora qualcosa! Regalo per il mio compeanno del 1985... Un giorno vi racconterò di come ho fatto ammattire il mio nonno per avere questi due pony!! ehehhe
Poochie! altro trofeo degli anni'80!

sabato 8 giugno 2013

.la festa della liberazione.

ammetto che sono in una fase un po' sterile dal punto di vista letterario, sarà che la mia creatività si è spostata su altri versanti; sarà l'urgenza della vita che, diciamocelo è prima di tutto mangiare, anche nella vita bohemienne (mio malgrado) che conduco il cibo ha una grande importanza: noi siamo quello che mangiamo (e beviamo e quindi spero tanto di essere fatta soprattutto di acqua, che per lo meno come elemento è innocuo, almeno finchè non ti sommerge e si sostituisce all'aria nel respiro)... e poi c'è l'esistenza pura e semplice che a volte porta (o porterebbe)al cinismo...
sarà anche che con l'avvento di internet l'era delle autoproduzioni cartacee si è dissolta nel nulla (e a me l'editoria ufficiale non attira , se non da lettrice, oltre al fatto che conosco bene i miei limiti)...
un mondo underground di fanzinari e scrittori capaci di autogestirsi (oltre che autoprodursi) è andato ad infrangersi e disperdersi contro una scogliera virtuale (e per un certo verso sono anche contenta che sia successo poichè per me è stato anche una liberazione)...
sono dell'opinione che chi non sa distruggere non sa nemmeno creare(e lo sosteneva anche una delle mie muse dark preferite: l'Imperatrice Sissi)ma resta il fatto che viviamo in tempi in cui la creatività sembra imperare ma poi, se guardi bene, ti rendi conto che non ci sono mai stati tempi più crudi e secchi e poveri  di questi...
viviamo in un epoca in cui ormai domina il consumismo e l'imperialismo, l'immediato più della speranza, ed entrambi (consumismo e imperialismo)  sono in abbondante disfacimento fisico e morale, oddio...questo per me dovrebbe essere molto stimolante ma... non mi si è ancora accesa la lampadina giusta, forse si accenderà domani, forse tra molti anni(e allora sarà inutile), forse mai. 
anche l'incertezza possiede i suoi perchè. 
E' rassicurante a suo modo, molto più della speranza che ti riempe lo stomaco di vibranti farfalle che poi troppo spesso si trasformano in dolori acuti, e poi...più niente.
Ecco...
UFFA.
per la verità ho due progetti paralleli e da un po' di anni. che lumaca svogliata che sono diventata.
dovrei prendermi un po' di tempo, anzi dovrei sottrarre un po' di tempo al blogging, però siete delle vere sirene tentatrici voi, mie care blogger (ma amiche soprattutto!!!) e vi adoro anche per questo... e poi troppo facile spiegarla così...
anzi
mi regalate prospettive diverse anche di me stessa, oltre che della vita e delle cose che ci piacciono.
io devo darmi una mossa ora.
vi saluto in questa giornata che per me sarà un po' storta ma, da pisana,  so bene come le cose storte a volte sono anche belle, tanto.
*******
mad
 


IL SOTTO_POST

La festa della liberazione
Da questa voglia di serenità
E da quelli ubriachi di belle parole
Da quegli sbronzi d’autorità
Come mio nonno minatore di verbi
E congiuntivi di nessuna utilità
Di rispetto per se stessi e per gli altri
Praticamente l’infelicità.
E questi bambini pimpanti codardi che hanno già perso la verginità
L’imene rotto della meraviglia, nessuna scintilla, una sega a metà.

La festa della liberazione
Ce ne son molti di cui mi libererei
A cominciare da quelli di famiglia
Dai tarli che mi han regalato i miei
Dalla voglia di cascare sempre in piedi
Dalla tua scuola, dall’università.
Che ti ha insegnato soltanto ad imparare per imparare e adesso che si fa?
E mia sorella, rizza cazzi per scelta un piercing sull’ombelico e sei una celebrità.
In questo paesino di grandi depressi
Pochi squallidi amplessi, la mediocrità.

La festa della liberazione
Da tutti gli atei compreso il sottoscritto
Io prego molto, ma molto di più
Di chi si inginocchia e prega il soffitto.
E passo ore, giorni, mesi a pensare
Le stelle non guardarle mai
Ho paura di vederlo spuntare, sorride e dice: Appino, che cazzo fai?
E la marcia nuziale di tutti,
E l’aereo che passa e lascia una scia
Che divide il cielo da quelli buoni e da quelli che han bisogno della polizia.

La festa della liberazione
Da questo talento di perdonarmi tutto
E perdono gli altri solo s’è comodo a me.
Dio, quante balle che mi son detto e che ho detto a tutti quanti voi.
Invitati a casa mia e poi lasciati fuori
E mia sorella piange di nascosto
La sua ragazza le ha detto: Muori!
E tutti i maschi del paese sono in tiro
nell’attesa si picchiano per toccarsi un po’.
Quant’è brutta tutta questa campagna, la gente si lagna e nemmeno un falò.
Mentre al centro han rubato il senso, centrare un bersaglio è quello che vorrei
Come mio padre 34 anni fa
Una vita ad allontanarlo e diventare come lui.


I believe in instability

  Anche se in questi mesi i giorni belli, immersi nel verde a camminare e camminare non sono mancati, così come i bei ricordi che rimarranno...