In molti modi si
potrebbe iniziare per parlare di Sant’Anna di Stazzema, abbiamo deciso di
partire dai sogni..
“Da
grande sognavo di fare il dottore. Per aiutare le persone.”
“Mi
sarebbe piaciuto vedere il mare.”
“Per
il mio compleanno volevo le scarpe nuove.”
“Volevo
diventare vecchio come mio nonno.”
“Mi
garbava fare il pane con la mia nonna.”
“Volevo
diventare bella come la mia mamma.”
“Vorrei
giocare ancora con il mio cagnolino.”
“Da
grande volevo fare il pilota.”
“Volevo
fare la prima comunione.”
“Mi
divertiva ricamare con la zia.”
“Mi
piaceva correre nel bosco.”
“Volevo
girare il mondo.”
“Andavo
sempre nel bosco insieme al babbo per cogliere la legna.”
“Volevo
diventare grande come il mio babbo.”
Questi e un milione di
altri sogni potevano essere quelli dei bambini di Sant’Anna di Stazzema, sogni
e vite spezzate invece in quelle maledette tre ore del 12 agosto 1944.
L’Eccidio di Sant’Anna è stato un crimine contro
l’umanità tutta, commesso dalla 16.SS-Panzergrenadier-Division
“Reichsfuehrer-SS” comandata da Max Simon, comandante generale, condannato a
morte dal tribunale militare inglese
di Padova, ma la condanna fu subito tradotta in carcere e
rimandato in Germania, dove per intercessione dell’Arcivescovo di Colonia fu
scarcerato nel 1954, come tanti altri criminali nazisti. Non si mostrò mai
pentito di quello che aveva fatto.
VENTI
GIORNI
Le
è stata dedicata una piazza di Sant’Anna di Stazzema. Sulla lapide è scritto
“Anna Pardini, la più piccola dei tanti bambini che il 12 agosto 1944 la guerra
ha qui strappato ai girotondi”.
Era nata il 23 luglio di quel’anno. Aveva 20 giorni quando la mamma, Bruna Farnocchi Pardini, la prese in braccio per l’ultima volta.
Gli assassini avevano obbligato una moltitudine dolente, terrorizzata a schierarsi davanti al muro di una casa. Di fronte avevano piazzato una mitragliatrice.
Da servente al pezzo fungeva un traditore. Cominciò il crepitio. Bruna cadde a terra, insieme ad Anna. Non si rialzò più.
La piccola, alla quale i colpi avevano tranciato le gambe, sopravvisse solo per poco più di una settimana, come la sorellina Maria.
Era nata il 23 luglio di quel’anno. Aveva 20 giorni quando la mamma, Bruna Farnocchi Pardini, la prese in braccio per l’ultima volta.
Gli assassini avevano obbligato una moltitudine dolente, terrorizzata a schierarsi davanti al muro di una casa. Di fronte avevano piazzato una mitragliatrice.
Da servente al pezzo fungeva un traditore. Cominciò il crepitio. Bruna cadde a terra, insieme ad Anna. Non si rialzò più.
La piccola, alla quale i colpi avevano tranciato le gambe, sopravvisse solo per poco più di una settimana, come la sorellina Maria.
EVELINA
Sant’Anna
di Stazzema, 12 agosto 1944. Alle tre di notte fu sicura che il suo terzo
figlio stava per nascere. Il marito era fuori di casa da qualche ora per badare
alle bestie. Allora Evelina Berretti Pieri pregò una vicina di chiamarle la
levatrice.
Ma fu più veloce la colonna del capitano Anton Galler. Prima di arruolarsi nelle SS costui faceva il fornaio. Ma cambiò mestiere: fu lui a far da ostetrico. O uno dei suoi uomini.
L'ex rabbino di Roma Elio Toaff, sfollato da quelle parti, corse a vedere cos’era successo a Sant’Anna. Sulla piazza della Chiesa c’era un cumolo di cadaveri (poi, solo lì, ne conteranno 132)bruciati.
Nella penombra della sera intravide una donna seduta su una sedia. Era Evelina. L’avevano sventrata. Il feto di quel piccolo essere mai nato, ancora legato alla madre dal cordone ombelicale, era in terra. Come tocco finale gli avevano sparato in testa.
Ma fu più veloce la colonna del capitano Anton Galler. Prima di arruolarsi nelle SS costui faceva il fornaio. Ma cambiò mestiere: fu lui a far da ostetrico. O uno dei suoi uomini.
L'ex rabbino di Roma Elio Toaff, sfollato da quelle parti, corse a vedere cos’era successo a Sant’Anna. Sulla piazza della Chiesa c’era un cumolo di cadaveri (poi, solo lì, ne conteranno 132)bruciati.
Nella penombra della sera intravide una donna seduta su una sedia. Era Evelina. L’avevano sventrata. Il feto di quel piccolo essere mai nato, ancora legato alla madre dal cordone ombelicale, era in terra. Come tocco finale gli avevano sparato in testa.
Il
marito di Evelina era stato trucidato con i suoi fratelli qualche metro più in
là.
Circa
560 sono state le vittime, tra cui 130 bambini, delle SS tedesche, accompagnati
fin lassù dai traditori fascisti.
La ferita più grande a una Toscana che conta il più alto numero di vittime del nazifascismo.
La ferita più grande a una Toscana che conta il più alto numero di vittime del nazifascismo.
Qui
di seguito i nomi dei “colpevoli”, "ergastolani teorici”, condannati nel nome
del Popolo Italiano eppure vissuti in libertà, nel loro Paese, circondati
spesso anche da ammirazione.
Bruss
Werner
Concina
Alfred
Goering
Ludwig
Gropler
Karl
Rauch
George
Richter
Horst
Schendel
Hainrich
Schoeneberg
Alfred (deceduto)
Sommer
Gerhard
Sonntag
Ludwig H. (deceduto)
Sono trascorsi 69 anni da quella terribile mattina del 12 agosto del 1944 quando in un piccolo borgo arroccato sulle Alpi Apuane la furia nazista uccise 560 civili di cui 130 bambini. Le atrocità commesse dalle SS furono sconvolgenti. Giunsero a far partorire una donna, Evelina, e prima di ucciderla, dinanzi ai suoi occhi, spararono alla tempia del figlioletto. Furono trovati ancora uniti dal cordone ombelicale. Quella mattina di 69 anni le SS, guidate da alcuni fascisti locali, a Sant’Anna portarono l’inferno in un luogo che si riteneva fosse lontano dai venti di guerra. Ma quel giorno oltre all’eccidio delle 560 vittime, avvenne un crimine ancora maggiore che è la morte dell’uomo, della sua umanità. Un crimine, o meglio un suicidio, che la storia ci ricorda troppe volte accadere, basti pensare ai campi di concentramento, alle tante guerre che incendiano il mondo. L’atrocità di certi atti è difficile da elaborare e così si commette l’errore di non ricordarla, è come se si innescasse nella mente un meccanismo di difesa. Freud sosteneva: “La mente allontanerà sempre, ancorché inconsciamente, la realtà dolorosa”. La realtà è che troppo doloroso concludere che in potenza ognuno di noi, se inserito in ideologie malvagie, se cresciuto in sistemi di violenza, può trasformarsi in un mostro. Ma la storia dovrebbe servire proprio a indicarci delle linee da seguire per evitare certe deviazioni. Purtroppo questo non sempre accade e l’uomo necessita di rivivere certe brutalità, spesso, invece di proporre dei modelli diversi alle violenze che si è subito, le vittime diventano carnefici. QUELLO CHE sta patendo il popolo palestinese ne è un’aberrante prova. Per le recenti guerre che ci hanno visti anche direttamente coinvolti come in Iraq e Afghanistan, addirittura ci si erige a paladini della libertà e con questo vessillo si bombardano Paesi, si spolpano di ricchezze territori uccidendo migliaia di civili. Per non parlare poi dell’ipocrisia, anche violando l’articolo 11 della Costituzione, allorquando si parla di missioni di pace. L’ultima, in ordine di tempo, uccisione di un soldato italiano raccoglie questa incongruenza in una foto di Repubblica in cui una frase di un conoscente del caduto affermava in virgolettato che quest’ultimo era un portatore di pace, che amava la pace e in basso c’era la foto di un nostro militare armato fino ai denti pronto all’assalto. Su questo occorre essere chiari: la pace, quella vera, la si conquista con il paziente dialogo, seminando il bene e non con le armi! È fondamentale, specie per i più giovani, tenere viva la memoria. Ma ancora più importante è insegnare ad attualizzare ciò che è successo 69 anni fa, capire oggi dove, in che forme e per quali motivi si eserciti il male della guerra. Occorre capire insieme ai giovani il perché siamo così succubi dei potentati militari tanto che, nel nostro Paese, investiamo quotidianamente 70 milioni di dollari in armamenti e dobbiamo acquistare dei cacciabombardieri difettosi per i quali ogni singolo casco costa due milioni di dollari. Occorre capire perché questo Sistema mondiale investa ogni anno 1. 753 miliardi di dollari in armamenti quando ne basterebbero circa 40 per porre fine alla fame nel mondo. Alla nuova generazione deve essere chiaro che le armi come deterrente e la guerra per accaparrarsi sempre crescenti risorse, per questo Sistema neoliberista, sono linfa vitale. Questo Sistema della crescita infinita in un mondo finito è portatore sano di ineguaglianze come mai si sono avute in passato (ogni anno muoiono circa 50 milioni di persone per fame). Se non si cambia questo Sistema le ricorrenze per ricordare il male di ieri saranno solo sterili cerimonie per ripulirsi l’anima dei crimini di oggi.
di Gianluca Ferrara
15 commenti:
Nonostante siano passati tanti anni è una ferita ancora aperta, sia perché molti non hanno pagato, sia perché in un modo o in un altro, ex nazisti e fasciti, hanno continuato a tramare, in giro per il mondo (mi ricordo un bel numero estivo di Dylan Dog di alcuni annetti fa, che trattava l'argomento, di questo male non del tutto estirpato).
Mi vengono i brividi solo a pensare a quello che è successo.
Credo che sia l'eccidio più terribile, un massacro di donne e bambini di cui molti neonati. Ma quello che mi fa tanta rabbia e che è una storia dimenticata e non si capisce il perché.
Alessia
THECHILICOOL
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Kiss
ciao cara, questo massacro è raccapricciante, e fai bene a ricordarlo perchè molti fatti vengon sennò dimenticati. Cambiando argomento, se ti va di partecipare, sul mio blog c'è un giveaway tot home made! :)
un bacione, sei sempre mitica!
Ecchi
ALLIGATORE:
dobbiamo ringraziare L'Armadio della Vergogna, se oggi almeno di queste stragi ne parliamo, e se il tribunale di La Spezia per lo meno ha tentato di fare giustizia, dobbiamo dire grazie all'apertura di questo armadio, tenuto nascosto per mezzo secolo...
E poi ci sono centinaia di crimini dimenticati, ecco su che pilastri è poggiata la giustizia italiana, e poi hanno anche il coraggio di lamentarsi le poche volte che fa il suo dovere...
Ho conosciuto degli ex bambini superstiti dellaStrage, hanno potuto vivere la loro vita ma...in loro qualcosa si è spezzato per sempre...
Mi son persa quel Dylan Dog..peccato!
THE CHILICOOL:
può sembrare assurdo che una strage come questa e come altre, sia stata dimenticata per decenni, che quei fascicoli siano stati nascosti in un'armadio, in un buoi scantinato di un ministero romano, ma ha tutto (purtroppo) c'è una logica (per me immorale e disumana)..
Dopo che nel 1994 l'armadio è stato aperto alcuni giustificarono la cosa dicendo che se all'epoca si fossero affrontati questi orrori allora la Germania non avrebbe più potuto riavere un esercito... e sai alle vittime innocenti cosa gliene può importare dell'esercito tedesco?!
sarebbe stato giusto se per almeno un ventennio la Germania fosse stata lasciata senza armi.
Ma si sa..
Le armi portano molti più soldi dei bambini innocenti..
ECCHI:
non possiamo lasciare che queste ingiustizie siano dimenticate un'altra volta, perché questi orrori sono ancora vivi in altri angoli del mondo, perchè per soldi e fame di potere si uccide e distrugge anche in questo momento..
perchè a Sant'Anna c'erano solo nonni, mamme e bambini...
ho partecipato volentieri al giwveaway...grazie!
Mi fa ancora orrore. E ancora oggi ce .e sono Di questi eccidi. Come puo' l'essere humano essere cosi' monstruoso
Mi hai permesso oggi di riflettere su di un avvenimento a cui il 12 Agosto ne in altre date mi ero ancora soffermata e te ne ringrazio. Il tuo blog mi dà sempre la possibilità di riflettere o conoscere cose che non conoscevo. La trovo un'ottima cs. Buone vacanze :)
ciao splendida finalmente trovo un attimo per venire qua sul tuo blog...dopo conto di riuscire a scriverti in privato...
te lo giuro leggendo questo post mi sono davvero venuti i brividi, schifo, vergogna per quanto schifo questa umanità ogni giorno sempre di più riesce a rinnovare...
mi chiedo come sia possibile che certa gente non abbia mai espiato le proprie colpe...si dice che dalla storia bisogna imparare ma a me sembra che gli errori siano sempre gli stessi... la pocvera gente soffre e i potenti vengono protetti...se penso che la maggior parte di questi criminali sono stati protetti proprio dal vaticano, che predica pace e amore, l'istituzione più falsa della storia della terra...
ma poi vogliamo parlare di Priebke...c'è stata gente che lo osannava, che lo ammirava, ma soprattutto come si può permettere che una persona cos' sia ancora a piede libero...????
mi sto già scaldando, queste cose mi contorcono davvero lo stomaco
buona notte stella
ⓛⓞⓥⓔ
NEW POST
The simple life of rich people BLOG
Di norma, salto questo genere di post ed invece questa volta mi son messo a leggere (pur conoscendo bene la "storia").
Aime come son poco pacifista in questi casi e poco comprensivo.
Che dire, sima nati per farci la guaerra ed essendo gli esseri viventi più "intelligenti" di questo pianeta, siam capaci di metter in atto orrori quasi indescrivibili. L'estinzione (la nostra) l'unica cosa in grado di fermarci, ma siamo anche coriacei.
post interessante e toccante, mi hai fatto venire i brividi.... P.s. colgo l'occasione per auguranti un buon ferragosto :-*
Lovely Greetings <3 ,kisses :)
tutto questo è orribile. E sono cose che toccano ancora oggi!!!!!
ti invito
al nuovo giveaway su mio blog
a Lovely giveaway with Romwe is on www.mariezamboli.com
che atrocità
fai bene a ricordare tutto ciò, non so se per caso hai letto quel bel libro, miracolo a sant'anna, (IL libro non il film che è una cagata pazzesca malgrado sia di S.Lee), che parla proprio di quegli eventi!
un bacione
Paolasophia.blogspot.it
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