mercoledì 25 gennaio 2012

falso storico

Ieri sera siamo riusciti finalmente a vedere la seconda e ultima parte di "Anita Garibaldi", con la prima parte tutto bene e lo sapevo, quella che mi preoccupava e che per alcuni giorni aveva contribuito a aumentare la mia aritmia nervosa era proprio la seconda e alcune cose che avevo letto sul giornale a prposito di questa fiction della Rai.
A parte le risatine dovute al fatto che l'idea della fiction su Anita fosse venuta a Amedeo Minghi, e chi se l'aspettava, così oltre a tutte le "minchiate" che ci è toccato di sentire sull'unico Grande Eroe dall'inizio alla fine della Nostra Patria (e non solo), ora ci toccavano anche le minghiate, che la vita già di suo non è un tirititarata o raba del genere.

Comunque quello che mi ha letteralmente fatto arroventare cervello e stomaco e che se fosse capitato in un periodo per me più normale mi avrebbe vista scrivere lettere a propusione a giornali e televisionepubblica è stato un episodio relativo alla vita (breve ma pura e cristallina come un alba in alta montagna) di Goffredo Mameli.

La figura di Goffredo Mameli posso permettermi di dire che la conosco abbastanza bene.
Ho passato  in compagnia dei suoi scritti, della sua storia biografica personale, familiare, politica e anche sentimentale molto tempo, per dare poi vita nel settembre 2008 a un fascicoletto di 12 pagine , distribuito poi gratuitamente tra la Maremma Anarchica, e la Pisa disinformata e "democratica"(sob) di fine estate, riscuotendo un buon successo, una di quelle cose che sei contenta di averle fatte!

La vita di Goffredo fu breve (nato a Genova il 5 settembre 1827, morto non ancora ventiduenne a Roma il 6 luglio 1849)ma intensa, ricca di eventi e slanci appassionati e poetici. Fu patriota prima con la penna e la lira del poeta e poi con la sciabola del combattente, secondo Giuseppe Mazzini, amico della madre, sapeva cavarsela più che degnamente sia con l'una che con l'altra.
Di Mameli a noi comuni mortali  ci è dato conoscere il testo dell'Inno da lui composto (e musicato dal maestro Michele Novaro) e pochi altri versi quasi tutti (eccetto in parte l'ultimo) dedicati alla liberazione dell'Italia e di Roma, ma la sua produzione poetica fu anche altra: versi si dice di una bellezza unica, che cantano l'amore e un sottile, elegante erotismo che, facilmente riesco immaginare, chi solo ha anelato e si è visto negarel'amore nella sua declinazione più pura e appassionata  può comporre. Questi testi non sono stati resi pubblici dai suoi eredi, ma destinati a ricche pubblicazioni che solo pochi eletti possono permettersi (tra la'ltro di ricevere in regalo, dato che il volume non è in vendita...gasp..), non si sa bene per quale motivo...

Così come non si sa per quale motivo in questa tutto sommato bella versione televisiva della storia della grande Anita Garibaldi (eroina dei due mondi!) si è voluto commettere un errore così madornale proprio riguardo la triste vicenda di Goffredo Mameli nelle circostante della sua morte (tanto prematura quanto assurda).
Sul giornale avevo letto le dichiarazioni di Tosca D'Aquino in cui diceva che interpretava una prostituta "con cui Goffredo Mameli ebbe una storia, ecco chi erano questi uomini".
Questa cosa mi ha veramente spiazzato. Per prima cosa nella realtà Mameli non era un puttaniere e, per fortuna non lo è stato nemmeno nella fiction Rai.
Tosca D'Aquino interpreta sì una prostituta ma che si offre volontaria, come tante donne romane, per occuparsi dei feriti nei tanti ospedali nei tempi duri, violenti (ma gloriosi) della sperimentale Repubblica Romana. Ester, questo è il nome del personaggio, incontra Goffredo, già ferito, sofferente, sotto morfina, poco prima che fosse operato per amputarli la gamba ferita e in cacrena. Lo conosce, gli sta vicina, i due si innamorano. Se non fosse stato per la pessima interpretazione (proprio degna della peggior sceneggiata napoletana..) della D'Aquino e per un altro dettaglio storico, non ci sarebbe sato nulla di male, peccato che...

Non capisco come si possa inventare una cosa così, ridicolizzare un fatto storico circa la vita di un personaggio che fin troppe volte è stato brutalizzato dalla mediocrità italiana (basti pensare a tutte le volte che le spoglie mortali sono stale traslate durante il fascismo..), quando sarebbe bastato rileggersi la biografia per incontrare il personaggio reale di Adele, che fu per Goffredo il suo secondo amore(il primo era stato per Geronima Ferretti, giovane pallida, magrolina, simile a un'immagine non perfettamente messa a fuoco, amore contrastato da un padre gesuita che considerava Mameli uno "scomunicato" per le sue idee politiche e da un ricco e vecchio vedevo che finì poi per sposare la ragazza, da qui Goffredo si buttò anima e corpo nella causa italiana e andò a cercare la morte in Lombardia dopo l'insurrezione di Milano).

Adele era una bella patriota veneziana di 30 anni, moglie di un funzionario pontificio, che non appena erano iniziati i disordini a Roma era scappato a Venezia, lasciando da sola la moglie, che si era poi dedicata alla causa patriota, lavorando in una fabbrica di proiettili e poi, dopo che fu ferito, restando accanto a Goffredo fino alla fine.
Adele non mise mai della passione in quel legame che fu sentimentale probabilmente solo nei sogni del giovane Mameli, forse per via della differenza d'età, forse perchè era già sposata... In ogni caso Adele non lo abbandonò più, e Goffredo per lei compose questi versi (che purtroppo il pianto scomposto e volgarotto della D'Aquino non ci hanno permesso di sentire bene ieri sera, e scusate se sono un po' cattivella con lei, che di solito mi sta pure simpatica!)

Come l'astro morente arde e balena,
ferve l'anima mia rinvigorita,
nel bacio della morte.
Addio, per sempre addio,
sogni d'amor di gloria.
Addio mio suol natio.
Addio diletta all'anima
del giovane cantor.

Goffredo Mameli




3 commenti:

Selvaggia Capizzi ha detto...

Non avendo visto la serie non posso esprimermi, ma mi fido del tuo giudizio. La fiction non la guardo anche per questo motivo, non amo che le cose vengano travisate ai fini dell'audience. La storia e' storia e non una storiella....

Serena S. Madhouse ha detto...

Francesca: anche a me da fastidio che le cose vengano stravolte per motivi commerciali o per qualsiasi altro motivo , soprattutto quando ci sono le fonti da cui attingere ma..son troppo curiosa e alla fine non resisto e le guardo...
E' anche vero che un tempo la Rai soprattutto investiva molto sulla cultura e ben faceva...oggi l'ignoranza dilaga anche perchè la gente non viene educata dal servizio pubblico...e intanto continuamo a pagare il canone..sob

Ivana Zetta ha detto...

Non guardo quasi mai le fiction... perchè mi perdo regolarmente le puntate, quindi, conoscendo ciò che ci propina la tv, sono d'accordo con ciò che hai scritto. E ti ringrazio per la biografia del giovane patriota morto giovanissimo, mi dispiace che non abbia avuto tempo di tramandare ai posteri altre sue gesta eroiche.

I believe in instability

  Anche se in questi mesi i giorni belli, immersi nel verde a camminare e camminare non sono mancati, così come i bei ricordi che rimarranno...