lunedì 28 gennaio 2013

mad-fiction

Camminavo,
sperduta e sola...
Aspettando
l'impercettibile
suono
di un tuo ritorno...
Camminavo,
osservando infinite
distese di marmo...
Nero e gelido
come il tuo cuore.

L'odore dei fiori, fin lì si avvertiva, in quella piccola soffitta, disadorna e umida.
   Mentre la Luna si nascondeva dietro una perfida nube bluastra, sua complice, la Vampira si chinò sulla sua vittima addormentata e inerme. Il giardino di notte aveva la stessa malinconica atmosfera di un cimitero e la graziosa cappella neogotica donava alla sguardo, ingordo, delle Creature della Notte, il suo volto più pauroso.
   Il sangue le inondò le fauci e, un gemito sottile scosse appena la vittima inconsapevole e, ormai esangue. Solo un brivido nel vedere due occhi grandi e iniettati di sangue, poi la nebbia fitta e opprimente, la Fine...
   Ofelia, inquieta e infelice, uscì, si avvio verso la notte con un nuovo, peccaminoso "calore" a donarle la forza di proseguire il suo involontario cammino nella "Non-Morte".
"ASSASSINA!!", così la Strega spesso l'aveva apostrofata. 
"Piccola stupida! ora che lei stessa è prova della mia colpevolezza sarà soddisfatta... E pensare...e pensare che l'amavo"
   Amava la sua aria innocente, il suo candore, il calore che il Sole le donava. L'ammirava all'imbrunire nel vederla cullare e viziare i suoi fatati e profumati fiori. Ora, l'odore delle rose la disgustava, era il profumo della sua putrefazione terna.
   E il suo giardino...
Il suo giardino moriva, per rinascere, prigioniero di mille incantamenti...
Nefasta Ofelia, crudele bambina nera, portatrice di Morte...

racconto scritto da Serena S.Madhouse il 14 Novembre 2002
tratto da "PSYCHA" madhouse autoproduzioni 2002


..in sacrificio per te..    MadHouse Autoproduzioni

MadHouse Autoproduzioni MadHouse Autoproduzioni

domenica 27 gennaio 2013

oggi, il giorno della Memoria

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27 gennaio 1945: le truppe sovietiche liberano i campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau.
"E' morto Chajìm, orologiaio di Cracovia, ebreo pio, che a dispetto delle difficoltà di linguaggio si era sforzato di capirmi e di farsi capire, e di spiegare a me straniero le regole essenziali di sopravvivenza nei primi giorni cruciali di cattività; è morto Szabò, il taciturno contadino ungherese, che era alto quasi due metri e perciò aveva più fame di tutti, eppure, finché ebbe forza, non esitò a aiutare i compagni più deboli a tirare e a spingere; e Robert, professore alla Sorbona, che emanava coraggio e fiducia intorno a se, parlava cinque lingue, si logorava a registrare tutto nella sua memoria prodigiosa, e se avesse vissuto avrebbe risposto ai perchè a cui io non so rispondere; ed è morto Beruch, scaricatore del porto di Livorno, subito, il primo giorno, perchè aveva risposto a pugni al primo pugno che aveva ricevuto, ed è stato massacrato da tre kapos coalizati.
Questi, ed altri innumerevoli, sono morti non malgrado il loro valore, ma per il loro valore."

Primo Levi "I SOMMERSI E I SALVATI" Einaudi- (pagg. 63-64)



 
Primo Levi di fronte al suo Mac
A wire in Auschwitz. With spider's web.

Wedding rings from Auschwitz
  Mauthausen Crematorium 
Mauthausen Crematorium
 

sabato 26 gennaio 2013

ieri

"paura-terremoto-gabbietta gatto-un paio di scarpe-chiavi-cellulari-soldi"

li riassumo così i brutti momenti di ieri, quello che ho sentito è qualcosa di grande-potente che non potevo fermare e non potevo nemmeno stare lì, al quarto piano, che ieri ho capito, in quel momento, non ci sono ancora abituata, in fondo è stare sospesi in aria, non avere la terra sotto i piedi..
e non potevo lasciare Nerone e nemmeno trascurare quelle poche cose che sono necessarie...
sono stata brava, me lo dico da sola è vero...

siamo scesi di corsa, con le scarpe slacciate,senza rossetto (si ammetto che mentre correvo per le scale ho pensato anche a questo) per fortuna qui fuori c'è il parcheggio della stazione, confinato tra strada e binari, posto sicuro..
in macchina ad ascoltare la radio, con Nerone nella gabbietta verde che faceva troppo tenerezza e le scosse di assestamento a cui cercavamo di non credere...
pensate tante cose,ai miei genitori che non potevo chiamare per via delle linee telefoniche intasate o interrotte,  all'Emilia, a Parma, a io che sarebbe stato ridicolo se  morivo a Pescia, alla Torre di Pisa
ma soprattutto all'Abruzzo..
alle tante ingiustizie che quella terra ferita ha subito, prese di giro, militarizzazione, speculazione edilizia, rabbia...tra l'indifferenza generale, ma potevamo essere anche noi così..

e per fortuna, malgrado una notte tutt'altro che tranquilla, sono qui, siamo qui ancora tutti interi...
Epicentro in Garfagnana, già ferita nel corso della storia recente...

credo che per un po' rinuncerò ai lunghi bagni rilassanti nella vasca, all'impacco ai capelli e alla maschera di "bellezza", andrò di fretta e terrò a portata di mano la gabbietta di Nerone, il cappotto e le scarpe da ginnastica...





venerdì 25 gennaio 2013

un party a casa Liberman

   Il modo migliore per descrivere il party dei Liberman sarebbe raccontarlo come il ballo al castello della Vaubyssard in Madame Bovary, senza tralasciare un cucchiaino , né una fonte di luce. Vorrei saperlo fare, ma non ne sono capace. Diciamo soltanto che la scena ha luogo in un enorme penthouse dell'Upper East Side, che la lista degli invitati calibra in proporzioni ideali ricchezza, potere, bellezza, gloria e talento;insomma, che siamo tra le pagine mondane di "Vogue".
Tanja e Eduard, che il maitre fa subito entrare, pensano , lei, che lo scopo della sua vita è ormai farsi strada in quel mondo, lui, che quello della sua è ridurlo in cenere. Ciò non toglie che prima di ridurlo in cenere sia interessante vederlo da vicino e gratificante pensare di essere arrivati lì partendo da Saltov. 
A Saltov nessuno ha mai visto, né vedrà mai, un posto come quello. Nessuno tra gli invitati dei Liberman ha la più pallida idea di cosa sia Saltov. Lui solo conosce entrambi i mondi, ed è questa la sua forza.

   Si è appena entusiasmato per questo orgoglioso pensiero e già deve ricredersi, perchè scorge al centro di uno dei salotti, al centro dell'attenzione, al centro di tutto-ovunque si trovi, quell'uomo è al centro- nientemeno che Rudol'f Nureev.
Che scalogna: uno si sente un conquistatore mongolo la cui sola presenza -placida, bruna, crudele- non tarderà ad evidenziare lo scialbore di tutte quelle persone squisitamente civili, e si trova davanti Nureev che, arrivato da un posto ancora più sperduto di Saltov, dai recessi fangosi di un villaggio della Baschiria, è assorto alle vette più alte e, fulgido e demoniaco, è la seduzione barbara fatta persona. 
Altri avrebbero cercato di avvicinarsi a Nureev e di incrociarne lo sguardo, è evidente che Tanja vorrebbe provarci. Non Eduard, che si allontana e si rifugia in bagno, dove sono appesi alcuni disegni di Dalì con dedica a Tat'jana Liberman.

   Ed eccola Tat'jana, che ora, con un'esuberanza slava appena sopra le righe, fa le feste ai due meravigliosi ragazzi. Non giovane, ma più giovane di Lili Brik e invecchiata infinitamente meglio, Tat'jana è emigrata al momento giusto, divenendo una delle più celebri bellezze della Francia degli anni Venti. Eccentrica, con bocchino e pettinatura alla Louise Brooks come nell'età del jazz e di Scott Fitzgerald, moglie di un aristocratico francese, vedova di guerra, si è risposata con un intraprendente ucraino, Alexs Liberman, che ha seguito a New York, dove lui è diventato direttore artistico delle edizioni Condé Nast, ossia di "Vogue" e "Vanity Fair", per citare solo le ammiraglie. 
Dal loro ponte di comando, da trent'anni Alexs e la moglie fanno e disfano le carriere di fotografi, modelle e persino artisti a priori estranei al mondo della moda.
Sono loro che hanno costruito la carriera di Brodskij, confida Tat'jana ai giovani Limonov. Quando ha abbandonato l' URSS, il poverino ha avuto il buon senso di snobbare Israele ma ha accettato, seguendo non si sa quale consiglio idiota, l'invito dell'Università di Ann Arbor in cui ha rischiato di restare sepolto tutta la vita tra professori di letteratura russa che fumano la pipa e portano gilet fatti a maglia: spaventoso destino, al quale i Liberman lo hanno strappato riportandolo a New York e presentandolo ai loro amici.
"e ora vedete..."dice Tat'jana indicandolo: arrivato, come sempre con una vecchia giacca consunta e pantaloni flosci, spettinato, ostenta un'aria trasognata ma è comunque molto attento a quel che gli dice una ragazza immensa, ieratica, sontuosa, che, sussurra, Tanja in estasi al marito, è l'indossatrice Veruschka. Incrociando lo sguardo della padrona di casa, il poeta, quasi le dedicasse un'elegia, un sorriso grato e commosso, leggermente servile pensa il crudele Eduard. Poi, riconoscendo al fianco di Tat'jana i due giovani russi, alza il calice verso di loro, come a dire: "Buona fortuna, ragazzi. Siete nel posto giusto, adesso dipende tutto da voi".


Emmanuel Carrère- LIMONOV-adelphi (pagg.110-112)


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i protagonisti di questa storia 
 
Veruschka su VOGUE


Limonv


Francine du Plessix Gray, Alexander Liberman + Tatiana Liberman, 1948.
Photo by Irving Penn

Lili Brik 1924

un'anziana Lili Brik

Rudol'f Nureev


martedì 22 gennaio 2013

Marusia..

Eccomi qua dopo una giornata da semi-convalescente, con ancora i psotumi di un mal di testa grandioso. Oggi però non è stata una brutta giornata, almeno qualche buona novella mi è giunta, poi il mio babbo ha dovuto togliersi due nei e siccome è un super-fifone era un po' nervoso ma poi è andato tutto bene, in realtà ero io che ero più preoccupata per lui..eheheh!
Comunque dal punto di vista salute non è proprio un periodo fortunato per me, ma poi penso che un anno fa, di questi tempi, tutto er adavvero peggiore...e ancora non mi sono abituata a vedere le cos ein un'altro modo..
Lo sapete,  quando mi prende una fissa vado avanti con quella d aun post all'altro...
ciclicamente mi riprende la fissa per la divisa dell'Armata Rossa!
quindi chissà!
Intanto mi guardo le foto e i video con la bella Marusia (POLA RASKA) protagonista, che anche se faceva parte dell'esercito polacco la sua divisa è sempre moooolto fashion e attuale, no?! poi lei è così bella...
Buona notte a tutte/i

mad 





sabato 19 gennaio 2013

ricorrenze&impegni

anche oggi vi tartasso con mad-comunismo!!  ahahha !
perdonatemi ma questi son giorni un po' insoliti e importanti, lo capirete poi dai prossimi post (se ci saranno o se non mi rinchiudono prima in un modernoGulag come hanno fatto con le due PUssy RiOt!ihihih si,si,si...rido ma c'è poco da ridere, eh!!!?)
Intanto ieri sera abbiamoa vuto modo di leggere il programma di RIVOLUZIONE CIVILE, un po' stringato, frettoloso (ma d'altraparte i tempi son quelli che sono) e il simbolo proprio non ci piace, il nome INGROIA non doveva esserci, perchè i partiti ad personam non portano nulla di buono, ma anche questo, dicono, è stato dovuto al poco tempo che manca alle elezioni...ma lasciamo stare, non voglio tediarvi, che sono già stata a mia volta tediata...
Oggi c'è un "simpatica" ricorrenza da ricordare!
il 19 Gennaio 1961 gli USA rimproverano a De Gasperi (DC) di non aver saputo screditare i comunisti in Italia.
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bello, eh?! ora ci si ride su e... approfitto per farvi vedere delle foto fatte qualche settimana fa...
Io di solito coi cappelli sto SEMPRE MALE, non ho la faccia da cappello, va be'... con qualche accorgimento (LILLI GRUBER insegna!!)sono riuscita ad essere almeno passabile con questa bustina da parà sovietico....
Abbigliata un po' alla Rosa Luxembourg punkeggiante, con le mie calzette a righe e le stringate di un secolo fa, che amo tanto, e che decisamente sono una parte di me...
E poi, quasi quasi, si vede anche la Mad coi capelli corti...che ve ne pare?!



Senor Prigile, an Italian partisan in Florence, 14 August 1944
Il Signor Prigile, un partigiano italiano a Firenze, 14 agosto 1944
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Поэт Александр Твардовский на пепелище родного дома   
Поэт Александр Твардовский на пепелище родного дома на хуторе Загорье (ныне деревня в Починковском районе Смоленское области)
 Poeta Alexander Twardowski sulle ceneri della sua casa nel villaggio di Zagorje (ora un villaggio nel distretto di Smolensk regione Pochinkovskogo)
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un buon finesettima a tutti (ma soprattutto a TUTTE!!!)e....
grazie per la pazienza che avete con la...
MAD



p.s.
certo...anche se mi impegno non sarò mai carina come Marusia, sob!
MARUSIA di "4 pancerni"


giovedì 17 gennaio 2013

Коммунизм, электроники и кексы*


*doverosa traduzione: comunismo, elettronica e cupcakes.

***
una sera freddissima, prima di Natale, siano andati alla sede del PRC per risolvere problemi informatici e fare un po' di ordine, prima però Marco ha ultimato uno dei suoi lavoretti elettronici, con indosso la gabbanella blu che gli ho regalato e i riconoscimenti comunisti come bravo operaio dell'ex Cecoslovacchia! ehehhe
Io dal canto mio ho portato avanti il mio ruolo di "commissario politico" che in definitiva è una che rompe le scatole agli altri e si da tante arie! ahahah
A parte gli scherzi, non fate caso alla Mad-demente che si atteggiaqui sopra,  in quanto la figura del commissario politico è degna di rispetto, pensate che durante l'invasione tedesca/italiana/rumena in Russia, quando i tedeschi trovavano un commissario politico lo fucilavano all'istante.
Entrare al Circolo di Pescia è un po' fare un viaggio nel tempo, si respira un'aria un po' clandestina che riporta agli anni'30, ci sono tutti gli anni '50, quelli del biliardo e delle discussioni davanti a un bicchiere di rosso, c'è la plastica di fine anni'60 e il disordine degli anni'70, dove gente dell'800, ex combattenti e partigiani   si mescolava ai figli dei fiori..
Spero che queste stanza (queste antiche stanze) restino immutate, purtroppo nel mio paese la Casa del Popolo è stata trasformata in uno squallido Pub in stile Texano, non si sono resi conto che così hanno cancellato un pezzo di storia che non è legato solo al senso civico ma anche alla cultura, a un certo tipo di design..
e poi i ricordi, be'...quelli legati alla mia infanzia sono rimasti e nessuno me li porterà via!
Oddio!!! In questa foto sono terribile, mi faccio paura da sola! Sto mandando alla "rieducazione" un paio di compagni! Scherzo, eh?! però qualcuno ne avrebbe davvero mooooolto bisogno! Certo che così, se mi vede Putin mi assume o mi arresta,  ://
NON LO RACCONTATE IN GIRO ma...sono entrata di nascosto nella stanzetta del PD (tra l'altro radioscarpa dice che non avendo soldi per pagare l'affitto nella loro sede attuale, torneranno qui, e mi chiedo come sarà questa "convivenza" forzata tra due partiti e, soprattutto, gruppi umani, così lontani e diversi...mahh), mi domando perchè le foto di questi due personaggi, Nilde Iotti e Gramsci, soprattutto Antonio  Gramsci devono essere appesi in una stanza tanto mal frequentata!! Io quasi-quasi almeno Gramsci lo libero...se lo merita, no?! 
Ieri ho finito di leggere un suo libro che mi ha regalato Marco per Natale:"Come sta il tuo cervellino?", lettere soprattutto ai suoi figli di incoraggiamento allo studio, attraverso la sua tenera ironia di padre costretto a non poter mai vedere i suoi due bambini  mi ha fatto davvero piangere...

Vi/Mi tiro su di morale con queste cupcakes (sciroppo d'acero e noci di macadamia) che avevo preparato per il party di compleanno di Marco il 3 gennaio.E non solo...eccovi un acarrellata mista a pasticceria-demenziale...

Valdostana comunista&vegana

torta "GUERNICA" con la Veronica sullo sfondo!

Torta "GUERNICA" con Giancarlo, Gigi, Lara, Daniela (quella di Express Yourself!!), Fabio e io che ridacchio con la molletta in testa e la divisa da marinaretta...mahhh!
Il festeggiato dopo aver letto la traduzione degli auguri cirillici sulla torta! aaahhhahahah

qui c'è un intruso...

E poi...
Il giorno prima di Befana il mio Lui si è cimentato con i befanotti comunisti, che abbiamo ribattezzato LENINOTTI!! erano tanto  buoni che.....
anche Natasha mangia i nostri Befanotti/Leninotti!!!
ciao

mad

I believe in instability

  Anche se in questi mesi i giorni belli, immersi nel verde a camminare e camminare non sono mancati, così come i bei ricordi che rimarranno...