una candela virtuale e in pieno sole per Roberta, sperando che tu torni presto a casa e si possano finalmente spengere le telecamere su questa storia e sul nostro paese.
Ieri sera in televisione ho visto un paese che non era il mio.
nel senso che quelle facce, ma chi le conosceva.
Solo la Guidi ha parlato da gellese, senza tanti fronzoli.
Mentre l'inviata di Rai3 avrebbe volentieri stretto a se un figlio in lacrime, invece lui sembrava solo stufo, annoiato, forse è un po' "mostro" anche lui ma con questo non voglio dire che quella è una famiglia di "mostri".
E' che da noi si piange poco, soprattutto in pubblico.
Invece in televisione siamo abituati a vedere un sacco di gente piangiona.
All'inizio non mi dipsiaceva vedere la mia strada, i miei tigli (quelli per cui mi son beccata pure una querela dal "simpaticissimo", "democraticissimo" sindaco di san Giuliano)e soprattutto il mio cielo rosa al tramonto sui campi (i pochi rimasti...)in televisione ma...
Da qualche giorno le cose sono diverse.
Questa storia deve avere una fine, perchè non è giusto che gente che non sa nulla di nulla ti arriva sotto casa e in diretta nazionale descrive un mondo che non esiste.
Stereotipi e problemi che non ci appartengono.
Se proprio ne dobbiamo parlare affrontiamo dei problemi veri, quelli che il degrado lo portano, a Gello come in ogni altro angolo del mondo...
La bruttezza, l'inciviltà, il consumo del suolo, l'alienazione e le paure che portano a stare tutti rintanati dietro a una persiano chiusa.
E fuori di casa, nonostante tutti quelli inutili lampioni può capitare qualsiasi cosa, che tanto nessuno ti aiuta se hai bisogno.
E poi Roberta, sì...
Mi auguro davvero che tu possa tornare ad accuparti della tua bambina...
Che è forse l'unica che merita davvero un tuo ritorno, un lieto fine.
Io non ho mai pensato male, ma negli ultimi giorni sono tutti certi del contrario.
Non voglio tutte queste barilate di degrado mediatico.
Ti fanno credere che sia normale, che sia il progresso ma...
E' l'esatto contrario e non si può accettarlo passivamente.
La violenza non può "vincere" sempre.
Scoprire, pensando,
sconfinati orizzonti di dolore
sugli asfalti traslucidi
della convulsa metropoli,
cercare nel ricordo allegri momenti
di un'infanzia pura,
obliarci nei meandri della mente
guardando il quieto tramonto
senza immaginare cielo e stelle
nel pauroso squallore
dell'impudica notte
solo vestita di pallida luna.
E aspettare, paziente,
che un segno di Luce
alleggerisca il cuore.
Giovanni Sbrana- da Anelli di Pietra
C.Cursi Editore & F.-Pisa
aprile 1978